Supralunar
Dead come to dance
Con il nuovo “Dead Come To Dance”gli svedesi Supralunar si apprestano a fare ascoltare al mondo il loro terzo album in studio.
Dopo oltre un decennio di carriera, un’attesa che si allunga tra EP, cambi di lineup e perfezionismo in studio, la band svedese sembra aver trovato finalmente un equilibrio tra le proprie radici anni ’70 e una modernità di suono tutt’altro che nostalgica .La genesi dell’album è già di per sé un fatto narrativo avvincente,dopo aver quasi completato l’album con il batterista storico Johann Enoksson, la band decide di rimandare il lancio e cercare un nuovo membro per ritrovare freschezza e dinamismo.La scelta che porta all’ingresso di Akane Delle Fave, giovane batterista giapponese che non solo aggiunge precisione tecnica, ma porta un approccio ritmico più audace e imprevedibile alle tracce finali.Il frontman Petri Tuulik, oltre a cantare e suonare la chitarra, è produttore, arrangiatore e cuore creativo dell’album: un ruolo da narratore-sonoro che rende “Dead Come To Dance” più omogeneo e consapevole rispetto ai lavori precedent.
L’album si apre con “Bit by the bug”,primo singolo con un’immediatezza contagiosa, riffing energico e ritornello pensato per entrare subito in testa.Il disco è molto scorrevole e omogeneo con brani costruiti con una maturità compositive Vincente e ritornelli molto accattivanti.La melodicisima “Picture In Your Head” è un altro ottimo singolo con un approccio più drammatico e riflessivo, che gioca con elementi pop-rock senza perdere di dinamicità.Sicuramente canzoni come “Justice Be Done” e “Whispers In The Wind”donano al disco una luce splendente,dove la nuova batterista Akane lascia la sua impronta più netta, spingendo le dinamiche ritmiche verso territori più intensi e vari.L’album nel suo insieme alterna momenti più ottimistici e vivaci a passaggi più cupi, in linea con una band che riflette le tensioni sociali contemporanee senza sacrificare l’ironia e il senso di spettacolo propri del rock.
In conclusione posso dire che “Dead Come To Dance” si presenta come il lavoro più ambizioso e completo dei Supralunar , capace di bilanciare energia pura e riflessione melodica, tradizione e innovazione. È un disco che piacerà agli appassionati di rock melodico con una vena teatrale, e a chi ama le storie di band disposte a crescere e rischiare senza snaturarsi
Lubranomic





