Stephan Thelen
Fractal Guitar 4
Fractal Guitar 4, album del chitarrista e compositore svizzero Stephan Thelen — noto anche per il suo lavoro con i Sonar — è uscito a maggio 2026 per MoonJune Records. Questo quarto capitolo si distingue come il lavoro più coeso e maturo dell’intera serie.
Rispetto ai primi volumi, avviati nel 2018 e spesso percepiti come affascinanti ma anche “algoritmici” ed esibizionisti sul piano tecnico, Fractal Guitar 4 appare più organico. La complessa architettura di ritmi e delay “frattali” non resta fine a sé stessa: viene messa al servizio dell’espressività e dell’atmosfera, permettendo ai brani di respirare con naturalezza.Una delle novità più apprezzate da chi scrive è l’apertura verso sonorità globali. In brani come “Fractal Guitar Goes to Africa” e “Haumea” — qui in una nuova versione — l’intreccio matematico si fonde con l’ipnotismo della musica africana e orientale, dando vita a groove caldi, meditativi e quasi ancestrali, lontani dalla freddezza tipica di certo math-rock.
Il disco gode inoltre di una produzione impeccabile. La qualità del suono è spaziosa, cristallina e ricca di dettagli: ogni strato di loop e delay a cascata viene valorizzato con precisione, senza mai generare confusione. Per quanto riguarda i brani iniziamo col dire che “In Search of the Miraculous” — Il brano che apre l’album, e che ritorna nella Coda conclusiva, assume la forma di una suite epica e filosofica. È costruito su poliritmi complessi che sfidano l’ascoltatore, richiamando atmosfere vicine ai King Crimson dell’era Discipline e alcuni spunti alla Keith Emerson.
“Crossroads (for Bill Laswell)” — Un brano che rinuncia al basso tradizionale e si muove su frequenze basse generate dalle chitarre, arricchendosi di un’atmosfera futuristica e noir.“Eclipse” (Phase 1 & 2) — Un movimento in due parti, sospeso tra oscurità tensionale e liberazione luminosa. Evoca le prime produzioni dei Porcupine Tree e approda a un finale potente e cinematico.Fractal Guitar 4 possiamo considerarlo come un piccolo paradiso per i teorici della musica e per gli amanti della chitarra sperimentale. Chi segue il prog d’avanguardia e il jazz-rock ipnotico — da Allan Holdsworth a Robert Fripp e John McLaughlin — vi troverà pane per i propri denti.
Per tutti gli altri, va detto che Fractal Guitar 4 non è un ascolto disimpegnato né commerciale. Chi è abituato alle strutture classiche del rock o a melodie immediate potrebbe trovarlo, almeno inizialmente, ostico o labirintico.
Stefano Bonelli




