Sparta

Cut A Silhouette

Mi capita di ascoltare dei dischi che nascono per rilanciare una carriera,ma album come  “Cut A Silhouette”, sembrano esistere per ricordare a tutti, compresi gli stessi musicisti, perché una band abbia avuto importanza fin dall’inizio.

Gli Sparta non stanno cercando di inseguire il revival emo/post-hardcore degli ultimi anni, non stanno tentando di riscrivere “Relationship of Command” né di vivere all’ombra del mito di At the Drive-In,al contrario “Cut A Silhouette” suona come il disco di una band che ha finalmente smesso di guardarsi indietro.

Le canzoni non hanno l’urgenza nervosa e caotica di chi morde il freno della composizione, ma possiedono qualcosa di diverso… maturità, controllo, peso emotivo.Ward stesso ha definito Cut A Silhouette “un disco d’amore”e per una volta non suona come una frase promozionale costruita a tavolino.

Questo album vive di connessioni con il passato,con il pubblico e con l’idea di fare musica nel 2026 guardando emotivamente sempre indietro.L’apertura con “Split lip” è brutale nel modo migliore possibile, tensione immediata, chitarre nervose e voce spezzata.La band ricordano ancora all’ascoltatore medio come si costruisce un inizio capace di prenderti per il collo.“See you soon” è uno dei momenti migliori dell’album,offrendo un Power-pop rallentato, malinconico, quasi cinematografico e la presenza di Kemble Walters aggiunge profondità senza rubare spazio.

In “Cut A Silhouette”si sente forte il centro emotivo del disco,canzone meno immediata, ma probabilmente la più significativa,anche ascoltando bene le parole.Questo non è un progetto costruito attorno a Jim Ward,suona davvero come una band,anche se Matt Miller e Neil Hennessey non accompagnano semplicemente,partecipano e questa dimensione collettiva dà finalmente agli Sparta quella compattezza che a tratti era mancata nei lavori precedenti.

Questo nuovissimo “Cut A Silhouette” non è il disco più rumoroso degli Sparta,non è il più rabbioso, probabilmente non sarà nemmeno il più celebrato,ma potrebbe essere il più vero.È il suono di musicisti che hanno smesso di rincorrere il passato e hanno finalmente trovato un modo adulto di restare rilevanti.

E oggi, nel rock alternativo, è molto più raro di quanto dovrebbe essere.

Lubranomic

TRACKLIST:

 Split Lip
CraterMouthbreather
Daydream
See You Soon
Everything You Say
Without Your Hands
Midnights
Mystery Of Missing
Glimmer

LINEUP:

 Karl Reders –  vocals
Tony Foster – guitars
Steve Reders – guitars, vocals
Tony Warren – bass
Paul Reders – drums