Sonata Arctica + Alterium @ Orion Live Club – Ciampino 23/04/2026
Articolo a cura di Fabio Berserk Podeschi
Le foto sono a cura di Lady “O”
– THE FLIGHT OF ICARUS-
“Le ali di Icaro furono bruciate dal sole e precisamente da Febo Apollo. Il calore solare sciolse la cera che teneva unite le piume delle ali costruite da suo padre, Dedalo, per fuggire dal labirinto di Creta. Icaro, ignorando gli avvertimenti paterni, volò troppo in alto, causando la fusione della cera e la sua successiva caduta in mare. “
Febo Apollo qui al contrario con il suo calore ha donato divina voce a quest’uomo Tony Kristian Kakko, lui è un bardo, un menestrello, un attore, un mentore che per la seconda volta fortunatamente sono riuscito a vederlo ha incantato la platea dell’ Orion Arena live club facendo il quasi tutto esaurito. Si ringrazia Erocks Production Live in particolare al boss Andrea Palomba la possibilità che ci è stata data noi di tempiduri.eu per presenziare a questo concerto. Ma veniamo al dunque planiamo in questa Arena non sfidando
Febo Apollo e gustiamoci questo evento……
ALTERIUM
Accendono timidamente gli animi del pubblico alla serata gli Alterium unica band nostrana di spalla allo show di questa sera. Propongono un power symphonic metal massiccio molto articolato ma per me che non mi fa impazzire il genere non mi ha preso molto. Indubbiamente sono musicisti senz’altro di qualità ad esibirsi, parliamo della cantante Nicoletta già presente nel Vivaldi Metal Project ma lì è un altro livello di musicisti….ed anche gli altri membri provengono da band come Noveria, Draconicon, Hear of Forgotten Kingdoms, Altair, insomma una sorta di supergruppo.
I nove brani scorrono via con estrema attenzione del pubblico, i punti forte delle band sono i due chitarristi Campitelli e Mammola che alternano assoli e fraseggi di elevato spessore.La parte più tecnica di batteria Gozzi e basso Scalabrin fa il suo dovere in brani quali Drag Me to Hell, Hear My Voice molto Epica oriented oppure in Stormrage e SUI che sembra provenire dal repertorio dei Kamelot di Black Halo. Il resto almeno per me l’ho trovato come canzoni di ordinaria amministrazione, purtroppo rispetto ad un tizio che avevo accanto con la compagna che osannava ogni loro nota a me non hanno fatto impazzire, bravi ma io come voci femminili seguo band quali Tristania, Sirenia, Evanescence, Nightwish, I Theatre Of Tragedy o i purtroppo sciolti The Sins Of Thy Beloved. Ad esempio una band che purtroppo non si è sciolta me è scomparsa sono i milanesi Macbeth per me superiori a loro oppure i torinesi Dismal .
Non è una questione di bravura ma di sofisticatezza, ad eccezione di alcuni brani citati, il resto l’ho trovato molto anonimo. Chiude una decisa power song Of War And Flames che risolleva il livello di attenzione e che strappa una sufficienza alla prova, vuoi anche per i musicisti maschi dove le donne li guardavano estasiati perché fighi, obiettivamente sono un esteta anch’io e il look nelle esibizioni live aiuta molto e fa acquisire quel punto in più.
In conclusione la vocalist prima di cedere il passo ai padroni della serata, invita a fine show gli astanti al loro stand del merchandising per conoscere loro e per il materiale presente in vendita, altro punto a loro favore infatti l’essere affabile e molto cordiale con il pubblico, ciò aiuta e fa capire che è gente con i piedi per terra e tutto sommato lo scroscio di applausi del pubblico sancisce la loro prova, per me alla fine promossi.
SETLIST:
Drag Me To Hell
Hear My Voice
Siren’s Call
Crossroads Inn
Firebringer
Stormrage
Raise Your Jar
Sui
Of War And Flames
LINEUP:
Luca Scalabrin – bass
Dario Gozzi – drums
Paolo Campitelli – guitars
Alessandro Mammola – guitars
Nicoletta Rosellini – vocals
SONATA ARCTICA
C’è un pò di attesa dalla fine dell’esibizione della prima band ogni tanto si vede qualche addetto che sistema il palco, passa mezz’ora abbondante le luci si spengono ed improvvisamente con un intro quasi epica fa il loro ingresso in ordine la band e per ultimo il singer Tony fra un’ovazione di applausi e parte subito una supernova Paid In full, dal capolavoro Unia che poi per me lo sono tutti perchè in un album che le persone considerano brutto ti tirano fuori la canzone salva cd che solo quella vale tutto il disco. In questo brano Tony arriva a tonalità e teatralità fuori dall’ordinario come un angelo planato sul palco. Dopo un breve dialogo dove il cantante e gli altri sono stupiti dal calore della folla e l’acclamazione, scherza simulando il verso di una capra nera del diavolo, facendo ridere anche mio figlio Herik che parlando madrelingua Inglese ha capito tutto lo sketch, infatti parte la successiva
Black Sheep dal capolavoro Silence qui Elias Alle chitarre ed Henrik si alternano con virtuosismi che possono rivaleggiare con il capolavoro di sir Malmsteen Fire And Ice e la voce del singer riempie la canzone come un tuono dal nord Europa. La teatralità prosegue con la power ballad I Have A right da Stones Grew Her Name del 2012, brano dal pathos coinvolgente dove ogni parola tocca le corde del cuore, come al solito grande lavoro di tastiere e voce ma anche la ritmica cadenzata come un cuore che piano piano riprende a pulsare e prendere vita. “ Dammi il diritto di essere ascoltato, di essere visto, di essere amato, di essere libero, di essere ogni cosa, ho bisogno di essere me di essere al sicuro, di credere…in qualcosa Ho il diritto di essere ascoltato di essere visto, di essere amato, di essere libero, di essere ogni cosa, ho bisogno di essere me di essere al sicuro, di credere…in qualcosa Padre, c’è un piccolo fiore bello e differente, tutto solo… tutto solo È così, papà? Io non dovrei rendere il mondo nuovo ed essere come te? Sono te? Hai chiarito fin dall’inizio che devo prendere il tuo acido cuore dentro, un triste gioco Ma non potrò mai insegnare a mio figlio la storia avvelenata, vera e provata perché io non sono te.”
Il meglio prosegue con Life dall’album del 2016 visti proprio 9 anni fa sempre all’Orion per il tour di questa bellissima opera. E mentre il pubblico si esalta al loro suonare rispondono nel ritornello con Tony a quest’inno alla vita: ”Le chiavi potrebbero darti speranza di vivere in un sogno Lascia che la musica cresca quando i tuoi occhi si chiudono dal vasto tracciato delle stelle Canta una vita Attendi la battuta finale Le note sono cieche Ma sanno quando tu canti e sorridi La vita è migliore se viva È una cosa stupida da dire Ma il fatto non svanirà Canta con qualcuno oggi quando la tua squadra fa il gol della vittoria Preparati a cantare Lalala lalalala lalalala Con un amico che è proprio accanto a te Lalala lalalala lalalala Con gli amici accanto a te”. Con questo brano secondo me è riuscito ad eguagliare con il suo pathos Freddie Mercury in Friends Will Be Friends.
La quinta canzone Freedom Concept riporta la band su coordinate power oriented ed è un estratto dal loro nuovo album Clear Cold Beyond brano buono ma ordinario. Il picco si rialza con la bellissima ballad Tallulah sempre dal capolavoro Silence qui veramente mancano luci e accendini come ai tempi di Love Bites dei Def Leppard , questo brano in parte acustico/piano, raggiunge dei picchi di emozione intensi e scende anche qualche lacrima di emozione fra coppie che si stringono mani e si abbracciano dove un Tony anche seduto è ispiratissimo: ”Ricordi quando guardavamo come il sole tramontava lontano? E quando dicesti: “non finisce mai” Credevo in ogni tua parola e speravo che anche tu lo facessi Ma ora stai dicendo: “hey, è finita” Prendi la mia mano e attirami a te, così vicino a te Ho un sentimento, tu non hai parole Ne ho trovata una per te, bacio la tua guancia, ti dico addio e vado via Non guardare indietro perché sto piangendo Hai lasciato andare la mia mano e hai finto di sorridermi Ho un sentimento, tu non sai cosa fare Guardo nel profondo dei tuoi occhi, esitano un momento.. Perché stai piangendo? Tallulah, è più facile vivere da soli che aver paura che il tempo sia finito Tallulah, trova le parole e parlami, oh, Tallulah, Questo potrebbe essere… il paradiso”.
Una breve pausa dove Tony spiega che il prossimo pezzo parla degli animali e la loro bellezza che arricchisce il creato e sempre dal capolavoro Ninth Hour arriva Closer To An Animal, anche qui la voce si erge fino al cielo sorretta da una ritmica di batteria di Tommy e basso di Lamp che pulsa come un lupo che corre nella neve Finlandese. Abbiamo poi due brani The 8th Commandment e Letter To Dana il primo un power iper veloce alla Stratovarius Timo Tolkki style e la seconda una classica ballad, buoni ma anche questi troppo orecchiabili e di contorno, hanno per me sinceramente sfoderato cartucce migliori in altre setlist che citerò alla fine del report si alza l’asticella con la commerciale power ballad cadenzata White Pearl, Black Oceans….. brano che ci sta tutto perché il pubblico vuole anche l’orecchiabile e Tony li accontenta come a fine canzone rivela che sono trent’anni che suona con il batterista ed oggi era il compleanno di un suo amico e parte happy birthday to you in coro con il pubblico. Finalmente si rialza il quid ed in chiusura show prima dell’encore ci sfoderano due gemme, The Wolves Die Young dal sottovalutatissimo capolavoro Pariah’s Child del 2014 .
Gran lavoro delle tastiere di Henrik dove le sue dita volano leggere come una libellula sui tasti e la voce di Tony reclama: “La Regina è nuda e nessuno vede i suoi occhi d’ambra!” Adesso l’innocente si inginocchia e chiede perdono per le loro menzogne La corte, docile obbedirà alla tirannica Regina Portaci le loro teste poiché… Questo è il giorno in cui i lupi muoiono giovani Non vedranno mai in nuovo sole di mezzanotte Mi assicurerò che la profezia resti incompiuta Troverò dove sono corsi quei bambini La rivolta è in aumento Contro il muro della paura Specchio, specchio della caduta Vede il suo spiraleggiante crollo finale”. E Fullmoon capolavoro song da Ecliptica il loro album d’esordio, in una chiave ancora più speed dove solo gli Angra dei tempi del maestro Matos potevano emozionare così. Gli applausi sovrastano la sala sembra che tutto debba finire con la loro uscita invece c’è tempo per altri due brani la prima una portata finale come il piatto che in una cena di gala ti sorprende Victoria’s Secret dal loro apice discografico Winter Heart Guilt, ancora sento i brividi e la pelle d’oca a riascoltare il brano anche dopo quasi un’ora e mezza la band è carica e i suoni di voce e strumenti sono così nitidi che sembra di ascoltarli in sala di registrazione e non dal vivo il levare di piano, chitarra, batteria basso e voce di Tony sempre più in pathos ti riempie di emozione che fa crescere vita in te.
“La luce fugge dalla sua stanza, stanotte Ogni singolo istante le dice, è il momento Aprendo una nuova cicatrice, chiudendo le ferite con un coltello Nessun urlo nella luce delle lanterne… Vai via con le prime luci, arrivi quando vedi ancora la luna Corri per la luce del sole, il cancello è ora aperto per te Ballando sul sentiero e cantando, ora tu sei fuggita Puoi raggiungere le mete che ti sei prefissata d’ora in poi, ogni giorno Non vorresti tornare indietro per nessun motivo ora, Oh no, quei giorni sono passati La vita sta aspettando colui che ama vivere, e non è un segreto”.
Chiude lo show Don’t Say Word dal sottovalutato capolavoro Reckoning Night e qui i ragazzi danno veramente tutto il meglio, fatto sta che cambiano la chiusura forse per burla o per alleggerire il pubblico da emozioni con la cover di Vodka dei Korpiklaani loro conterranei di folk viking metal coinvolgendo i presenti nel coro. Il fragore degli applausi copre tutti i suoni a fine show e Tony e la sua band ringraziano i presenti del calore e la loro accoglienza, come volevasi dimostrare il successo di nove anni fa è stato bissato e questa band si dimostra uno dei baluardi del genere, nonchè mia band preferita. Piccola nota: mi sarebbe piaciuto cambiare alcuni pezzi che ho trovato di contorno con canzoni come 1) The End Of This Chapter, 2)What Did You Do In The War, Dad? 3)Caleb 4)The
Worlds Forgotten, The Words Forbidden o 5)The Last Amazing Grays all’estero le fanno, forse in Italia non sarebbero state capite perchè brani molto gotici alla Tim Burton e poco commerciali. Comunque stasera si è celebrata la musica con la M maiuscola ed è stato un vero successo.
SETLIST:
Paid in Full
Black Sheep
I Have a Right
Life
Freedom Concept
Tallulah
Closer to an Animal
8 th Commandment
Letter to Dana
White Pearl
Black Oceans…
The Wolves Die Young
FullMoon
Encore:
Victoria’s Secret
Don’t Say a Word (with ‘Vodka’ outro)
The Garden
LINEUP:
Tommy Portimo – drums
Tony Kakko – vocals / keyboards
Henrik Klingenberg – keyboards / vocals
Elias Viljanen – guitars
Lamp Pasi Kauppinen – bass




