SLAUGHTER TO PREVAIL + DYING FETUS + SUICIDAL SILENCE @ Alcatraz (MI) – 21-01-2026

Articolo a cura di Giacomo Cerutti

Per tutti gli amanti del metalcore e le sue varianti, la MC2 Live ha organizzato un evento imperdibile all’Alcatraz di Milano, riportando in Italia i distruttivi SLAUGHTER TO PREVAIL impegnati nel “The Grizzly Winter Tour 2026”, in promozione al nuovo terzo disco Grizzly pubblicato l’anno scorso.Ad accompagnarli in questa avventura abbiamo due band di tutto rispetto, i mitici DYING FETUS capostipiti del brutal death americano, e, i connazionali SUICIDAL SILENCE grandi esponenti del deathcore.

Questo trittico micidiale ovviamente ha richiamato molta gente, i più temerari arrivano già dal mattino presto, durante la giornata l’affluenza aumenta e quando il locale apre, scatta la corsa alla tanto sudata transenna dopo aver patito tante ore al freddo.

SUICIDAL SILENCE

Gli opener della serata sono i SUICIDAL SILENCE, quando entrano in scena si trovano di fronte già a molta gente, ricambiano la calorosa accoglienza partendo con Unanswered, un inizio dirompente che immediatamente scrolla di dosso il freddo accumulato.Dalla nascita nel 2002 hanno all’attivo sette dischi, stasera il loro tempo a disposizione non è molto, quindi non potranno eseguire canzoni da tutta la discografia, ma i brani proposti sono potenti come mine vaganti che esplodono in platea.

La violenza del loro sound, è sprigionata da riff di filo spinato e rombanti linee di basso, martellanti parti di batteria e l’alternanza di un lacerante scream/growl, si aggiunge una forte energia e dinamicità da parte di tutta la band, soprattutto il frontman si dimostra molto coinvolgente, incitando circle pit e wall of death ai quali il pubblico risponde con entusiasmo, oltre al consueto moshpit.

La loro esibizione è stata breve ma intensa, il riscontro generale da parte del pubblico tra applausi ed urla, è stato costante sino alla conclusiva No Pity for a Coward, rivelandosi un’ottima band di apertura possono lasciare degnamente il palco alla band successiva.

DYING FETUS

La serata prosegue con i DYING FETUS, il loro arrivo suscita grande fermento dato che dominano la scena estrema dal 1991, senza indugi prendono posizione irrompendo con In the Trenches, investendo come un’onda anomala il pubblico notevolmente aumentato.Il loro sound è una letale miscela di violenza e tecnica, brutal death metal e grindcore suonato con precisione chirurgica, un susseguirsi di furiosi riff ed assoli taglienti, compattati da linee di basso al cemento armato, il tutto sostenuto da una schiacciante batteria, a completare i poderosi growl da parte di John e Sean.

I componenti son i vertici di un solido triangolo, piazzati sulle loro postazioni come tre carro armati, con il procedere dell’esibizione fanno terra bruciata, volutamente statici e con un’interazione minima, puntano tutto sulla potenza esecutiva, raggiungendo pienamente l’obbiettivo.La platea è tutt’altro che tranquilla tra moshpit, circle pit, wall of death e saltano fuori gli amanti del crowd surfing, grazie alla forte determinazione del trio che risulta di poche parole ma tonnellate di decibel, macinando una canzone dopo l’altro traendone dagli ultimi dischi, incluso il nuovo singolo Into the Cesspool uscito l’anno scorso, e, dai primi dischi sino a Grotesque Impalement dal primo demo Bathe In Entrails del 1993.

Purtroppo anche per loro il tempo è tiranno, con Praise the Lord (Opium of the Masses) pongono fine ad uno show di altissimo livello, riscontrando sempre gran successo dalla platea sempre più numerosa, ormai ben riscaldata per ricevere i tanto attesi headliner

SLAUGHTER TO PREVAIL

Dopo le devastanti performance di Suicidal Silence e Dying Fetus, i fans che hanno riempito il locale non aspettano altro che i loro idoli, durante il cambio palco vengono montate della grosse pedane, e, un grizzly gigante si erge da dietro alla batteria, la tensione cresce ma ad un tratto le luci si spengono.Preceduti dall’intro Voron ecco giungere gli SLAUGHTER TO PREVAIL, armati di strumenti e il volto coperto dalle iconiche maschere, dalla platea si solleva un boato che implode alla vista del monumentale AleksandrAlex TerribleŠikolaj, che prontamente attacca sulle note di Bonebreaker incendiando la folla.

Purtroppo il chitarrista Jack Simmons non è presente, ma posso anticipare che fortunatamente ciò non inciderà negativamente, i nostri sono carichi al massimo e la loro energia la trasmettono attraverso i loro strumenti, una miriade di riff sanguinari intrisi di break down spacca collo, vortici di basso che rimbombano nello stomaco, e, una batteria terremotante che fa tremare il locale.Dalla nascita nel 2004 c’è stato qualche cambiamento di formazione, ma la loro solidità non è mai calata e complessivamente sono un’inarrestabile macchina da concerto, per questo stasera mi lascia perplesso la scelta di usare grandi pedane quadrate, infatti per quanto Dmitryìij Mamedov e Michail “Mike” Petrov siano scatenati, sono costretti a mantenere le loro postazioni invece di girare liberi per il palco.

Fortunatamente la pedana Alex Terrible è più stretta a frontepalco, permettendogli di usufruire della parte centrale del palco dominando la scena, tenendo in pugno la folla di fans in delirio stringendoli nella morsa del suo growl, un ruggito che a confronto il grizzly gigante sembra un cucciolo, al suo comando l’intera platea si abbassa per poi saltare, si forma la wall of death ed il circle pit più grande possibile, e, ovviamente il crowd surfing fa lavorare duramente gli addetti alla sicurezza.Dal nuovo disco eseguono Russian Grizzly in America, Viking, Babayka, Conflict e altre, alcune dal precedente Kostolom ma nessuna dal primo Misery Sermon, ovviamente tutte si rivelano delle bastonate sui denti, infatti l’unico momento tranquillo è stato durante l’assolo di batteria.

Con Behelit terminano lo show, per la gioia dei fans che li acclamano a gran voce tornano presto alla ribalta con Demolisher, un nome una garanzia un vero e proprio colpo di grazia, con il quale terminano uno show che si è rivelato una scossa tellurica dall’inizio alla fine.

Ricoperti da una pioggia di urla ed applausi gli SLAUGHTER TO PREVAIL salutano e ringraziano congedandosi vittoriosi, ringraziamo la MC2 Live per aver organizzato questo fantastico evento. Alla prossima!

SUICIDAL SILENCE SETLIST

Unanswered
Wake Up
Fuck Everything
Love Me to Death
Disengage
You Only Live Once
No Pity for a Coward

LINEUP: SUICIDAL SILENCE

Hernan “Eddie” Hermida – vocals
Chris Garza – guitar
Mark Heylmun – guitar
Dan Kenny – bass
Ernie Inguinez – drums

SETLIST DYING FETUS:
In the Trenches
Unbridled Fury
Wrong One to Fuck With
Into the Cesspool
Grotesque Impalement
Kill Your Mother, Rape Your Dog
Praise the Lord (Opium of the Masses)

LINEUP: DYING FETUS
John Gallagher – vocals/guitar
Sean Beasley – bass
Trey Williams – drums

SETLIST SLAUGHTER TO PREVAIL:

Voron (intro)
Bonebreaker
Banditos
Russian Grizzly in America
Viking
Imdead
Babayka
Bratva
Baba Yaga
koschei
Conflict
Kid of Darkness
Behelit

Encore:
Demolisher

LINEUP: SLAUGHTER TO PREVAIL

Aleksandr “Alex Terrible” Šikolaj – vocals/voce
Jack Simmons – guitar
Dmitryìij Mamedov – guitar
Michail “Mike” Petrov – bass
Evgenij Novikov – drums