Sculforge
Cosmic Crusade Chronicles
Dopo un cambio di formazione e un trasferimento, la band ha riversato tutta la sua attenzione nella produzione e nella registrazione di questo nuovo capitolo. Il disco si muove a tutto gas, catturando la follia e la potenza che sono diventate caratteristiche del sound degli Sculforge. Fino adesso gli Sculforge hanno fatto capire ai propri fan che intendono spargere il loro credo sfornando album che abbiano un filo conduttore e difatti questo secondo capitolo non fa altro che proseguire con quanto fatto nel debutto Il risultato di tutto ciò è un concept album che riprende senza soluzione di continuità la storia del loro debutto del 2023, Intergalactic Battle Tunes, alzando la posta in gioco in termini di intensità e creatività. In 11 brani, Cosmic Crusade Chronicles continua senza soluzione di continuità. Le note grafiche della scheda promozionale recitano che i Sculforge siano una band per i fan di Helloween, Rhapsody, Blind Guardian, ma io aggiungerei anche Majestica e Dragonforce per i Majestica oltre alla velocità dei brani c’è anche il cantante chitarrista Polly McSculwood che ha un estensione pazzesca e ricorda non poco quella di Tommy Johansson dei Majestica ed ovviamente per lo stile simile dei Dragonforce essendo la band alemanna veloce almeno quanto i dragonforce se non di più in alcuni casi.
C.C.C. contiene undici tracce ma per fortuna non sono tutte uguale in quanto il disco sembra essere diviso in due parti , si perché le prime tre tracce sono delle canzoni super iper veloci mentre Edge of the universe è una sorta di ballad alla journey che ha il compito di separare l’andamento dell’ascolto perché le canzoni dopo sono si veloci ma lo sono in maniera differente infatti We are the darkness si avvicina parecchio al mood slayerano per un rifframa simile a quello di Kerry King e Gary holt e così anche Dark Alliance segue questo andamento che preferisco rispetto alle prime canzoni. Powerheart riprende l’influenza dei Dragonforce ma anche degli Avantasia.
In fin dei conti questo secondo disco mi sembra di poter dire che si veramente un ottimo disco anche ben prodotto dove quando la musica è in pieno gli strumenti si ascoltano tutti e non si confondo l’un con l’altro e malgrado questo iper velocità di esecuzione possa alla fine dare fastidio qui non succede e ci si diverte tantissimo soprattutto perché qui si viene inviati ad un head banging forsennato quasi da staccarci la testa un disco consigliatissimo
Stefano Bonelli
Great Day to Kill
Make Space Great Again
The Journey
Edge of the Universe
We Are the Darkness
Dark Alliance
Powerheart
Conquer the Wild
Order of the Scul
We Stand Together
Towers
Felix “The Kerninator” Kern – bass
Chris Merzinsky – drums
Fabz McBlackscul – guitars
Polly McSculwood – vocals, guitars
Helloween, Rhapsody, blind guardian