SAOR + LILI REFRAIN + DEWFALL + GHOSTHEART NEBULA

@ Slaughter Club – Paderno Dugnano (MI) 22/03/2026
Articolo a cura di Giacomo Cerutti

La NIHIL Prod. e la Orion Agency hanno unito le forze per portare in Italia i SAOR, one man band nata dalla mente del cantante e polistrumentista Andy Marshall, l’artista si esibirà per tre date e stasera suonerà sul palco dello Slaughter Club di Paderno Dugnano, preceduto da tre band prese dal vasto panorama italiano ovvero LILI REFRAIN, i DEWFALL e i GHOSTHEART NEBULA, un bill ideale per far assaporare sia le sonorità estreme che atmosferiche, vediamo come si è svolto.

Il sipario si apre con i GHOSTHEART NEBULA nati a Milano nel 2017, che proiettano i presenti nella dimensione melodic death-doom, dove regnano ritmiche schiaccianti dai ritmi altalenanti intarsiate da cupe melodie, accompagnate da avvolgenti linee di basso, e, parti di batteria che ben sostengono la ritmica in ogni sua parte, accentuandone in particolare le accelerazioni.

Il connubio tra estremo e melodico è evidenziato soprattutto dalla doppia linea vocale, il lacerante growl di Maurizio e la voce soave di Lucia creano un potente contrasto, tra loro c’è una perfetta intesa e anche con gli altri membri si affiancano a vicenda, ovviamente non manca l’interazione con il pubblico. Ogni canzone è come un viaggio introspettivo, ne traggono dai dischi Ascension (2021), Blackshift (2024) e dal primo EP Reveries 2018, in generale ripagate con applausi dal pubblico che si dimostra caloroso, i nostri hanno giocato in casa e sicuramente hanno segnato un altro traguardo, grazie alla loro forte attitudine e professionalità.

SETLIST:

Sunya
The Opal Tide
Ascension, Part I: Cosmic River
Elegy of the Fall
Infinite Mirror

LINE-UP:

Maurizio Caverzan – voice
Lucia Amelia Emmanueli – voice
NИ – guitar-keyboards-drum programming
Aron Corti – guitar
Bolthorn – bass
Panta Leo – drums

Ora la melodia deve farsi da parte perché arrivano i DEWFALL, portatori di death-black metal dal 2003, stasera coglieranno l’occasione per suonare i pezzi del terzo ed ultimo disco Landhaskur, senza indugi cominciano a martellare con Fara, la prima di una serie di bombe che lanceranno in platea. Riff feroci e assoli spietati si susseguono con tempistiche sia veloci sia tiratissime, seguite da viscerali linee di basso ed una tormenta di piatti e pelli, il tutto completato da un growl incendiario.

Complessivamente ci iniettano una forte dose di violenza, che in alcuni pezzi è inaspettatamente stemperata dal frontman Vittorio e il chitarrista Flavio, i quali fondono le loro voci in pulito creando delle parti corali, conferendo un tocco doom ben studiato. Durante la loro carriera i baresi hanno cambiato parecchi componenti, ma nell’insieme detengono una mordente tenuta di palco, riuscendo a dare una forte scossa ottenendo un buon riscontro, dopo aver suonato il disco quasi interamente chiudono con Maska, ricevendo meritati applausi per aver dato alla serata un’ulteriore spinta.

SETLIST:

Fara
Skalks
Skranna
Hrings
Lackeskur
Maska

LINE-UP:

Vittorio Bilanzuolo – voice
Flavio Paterno – guitar/voice
Nico Lassandro – guitar
Saverio Fiore – bass
Ambrogio Locardo – drums

Ora si cambia totalmente registro e diamo il benvenuto a LILI REFRAIN, compositrice e performer romana il cui progetto solista è nato nel 2007, una volta sistemati i suoi vari strumenti inizia l’esibizione usando dei sonagli e una campanella, dopodiché passa alle percussioni e dà lustro alla sua voce da shamana. La sua tecnica è produrre suoni che vengono ripetuti in loop station, una stratificazione di livelli sonori che avviene in tempo reale, canzone dopo canzone userà anche la chitarra elettrica, tamburello e sintetizzatori, creando uno spettro sonoro che racchiude sfaccettature che spaziano dal minimalismo alla psichedelia e dal folk al blues.

Vocalmente versatile ben si destreggia anche nel canto lirico, il tutto abbinato alla sua presenza e sguardo magnetico, genera atmosfere ipnotiche che catturano ogni spettatore, come dei rituali tribali che trasmettono energia ricavata dagli elementi naturali. La sua performance ha riscosso molto successo, ripagata con generosi applausi può congedarsi a testa alta, lasciando il palco ai tanto attesi headliner, l’ideale sarebbe rivederla nei festival folk celtici il suo habitat naturale.

Siamo giunti al momento cruciale della serata, le nostre band hanno preparato il terreno e scaldato a dovere il pubblico, il quale accoglie con entusiasmo i SAOR mentre prendono posizione capitanati da Andy Marshall, irrompendo con Amidst the Ruins titletrack del sesto disco pubblicato l’anno scorso. Ascoltando il loro sound atmospheric black-folk apre un panorama di lande desolate, montagne, laghi, fiumi e cascate, un ambiente incontaminato dove la natura regna sovrana, potente come le loro implacabili ritmiche che si propagano come scosse telluriche, accompagnate da tempestose parti di batteria. Alla tempesta si alterna sempre la quiete, la furia del black metal viene addolcita dalla parte folk-ambient, dove la talentuosa Ella Zlotos con la sua voce melodiosa subentra come un raggio di sole, arricchendo con armonie di flauto e zampogna rendendo il tutto atmosferico, come uno sguardo che contempla l’orizzonte.

Andy frontman e mente compositiva, tiene il tutto saldamente grazie alle robuste linee di basso, altrettanto forti le sue corde vocali che sfociano in un growl graffiante, le canzoni hanno una lunga durata e sono ben architettate con tempistiche variabili, e, l’aggiunta di ulteriori basi melodiche e corali, inoltre Andy è supportato dai chitarristi nei cori. I musicisti sono tutti session che funzionano come ingranaggi ben oliati di una macchina da palco, in base all’andamento delle canzoni Andy dimostra umiltà mettendosi in secondo piano, dando loro il giusto spazio durante le parti strumentali, oltre alle canzoni nuove eseguono Bròn tratta da Forgotten Paths, e, Aura  dall’omonimo disco, quest’ultima usata come encore di una performance di altissimo livello, che ha coinvolto al massimo ogni spettatore. Gli scozzesi hanno riscosso un grandioso successo ampiamente meritato, ogni canzone era una pioggia di applausi ed un alluvione per il finale, ringraziamo la NIHIL Prod., la Orion Agency e tutto lo staff dello Slaughter Club, per aver organizzato questo fantastico evento. Alla prossima!

SETLIST:

Amidst the Ruins
Bròn
Echoes of the Ancient Land
The Sylvan Embrace
Rebirth

Encore:
Aura

LINE-UP:

Andy Marshall – voice and all instrument (voice-bass live)
Rayan Gregoir – guitar (live)
Nicolas Bise – guitar (live)
Ella Zlotos – voice, tin and low whistle, uilleann pipes (live)
Carlos Vivas – drums (live)