Rossometile
Geminus
In un’epoca in cui gli EP sono spesso semplici raccolte di bonus track o remix, “Geminus” dei nostrani Rossometile possiede invece una precisa identità concettuale, è una fotografia della maturità raggiunta dalla formazione italiana,
ma anche un ponte tra passato e presente, tra la voce storica e quella attuale, tra la lingua italiana e un respiro finalmente internazionale.I ROSSOMETILE confermano così una qualità che li accompagna fin dagli esordi,non hanno mai rincorso le mode del symphonic metal,hanno sempre preferito costruire un universo sonoro personale, nel quale il gothic europeo, il metal sinfonico e la musica cinematografica convivono senza perdere autenticità.La nuova versione in inglese della title track rappresenta il cuore dell’EP.
Operazione delicata, perché quando si traduce un brano nato in italiano il rischio è sempre quello di sacrificare musicalità o intensità emotiva,quì accade l’opposto, “Geminus” mantiene intatta tutta la propria forza evocativa, ma acquista una dimensione ancora più universale.L’arrangiamento valorizza ogni sfumatura della composizione originale.Le orchestrazioni restano solenni, quasi sacrali, mentre le chitarre costruiscono un tappeto sonoro robusto ma mai invasivo.
Il risultato è elegante, cinematografico e profondamente atmosferico.La nuova interpretazione vocale riesce inoltre a rendere il testo naturale anche nella lingua inglese, senza quella sensazione artificiale che spesso accompagna operazioni simili.Le vere chicche per i fan arrivano con “Nel Solstizio d’Inverno Pt. I” e “Terrenica“, due brani che assumono un significato particolare grazie all’interpretazione dell’attuale cantante Ilaria “Hela” Bernardini.
Non si tratta semplicemente di nuove registrazioni,è un dialogo tra due epoche della band.Hela affronta questi pezzi con grande rispetto, evitando qualsiasi tentazione imitativa.La sua voce possiede caratteristiche differenti,più moderna nell’approccio, più dinamica nelle aperture melodiche, ma perfettamente integrata nel linguaggio dei ROSSOMETILE.
Il risultato è convincente perché non cerca mai il confronto diretto con il passato,piuttosto dimostra quanto queste composizioni siano solide e capaci di vivere anche attraverso sensibilità interpretative differenti.Il mix del progetto restituisce profondità agli arrangiamenti orchestrali senza sacrificare il peso delle chitarre, mentre le dinamiche rimangono ampie e naturali.Tutto suona organico, elegante e mai artificiosamente compresso.
Si percepisce una produzione attenta ai dettagli, capace di valorizzare sia la componente sinfonica sia quella rock.In un panorama dove molte realtà symphonic sembrano rincorrere modelli stranieri, i ROSSOMETILE continuano invece a parlare una lingua musicale personale, riconoscibile fin dalle prime note,“Geminus” non è un semplice omaggio al passato,è la conferma che la band possiede ancora molto da raccontare.
Con “Geminus”, i ROSSOMETILE firmano un EP intelligente, curato e ricco di significato artistico,una pubblicazione che evita la trappola della semplice raccolta celebrativa e diventa invece un viaggio attraverso l’evoluzione della band, dimostrando quanto una grande composizione possa continuare a vivere sotto forme diverse senza perdere la propria anima.
Lubranomic




