Red Sun Atacama
Summerchild
I Red Sun Atacama rispondono presente con questo bellissimo album Stoner-Rock intitolato “Summerchild , riportando il genere al suo stato primordiale.
Nati a Bordeaux nel 2014 ma spiritualmente radicati nel deserto cileno che ne ispira il nome, il trio francese firma il disco più compatto e magnetico della propria carriera.Dopo l’esordio con Licancabur (2018) e il più maturo Darwin (2022), questo terzo capitolo appare come un punto di sintesi tra psichedelia rituale, furia punk e groove desertico,il tutto si fonde in un lavoro che alterna ipnosi e deflagrazione.
Per chi ama Fu Manchu, Nebula o Mondo Generator, Summerchild è un territorio familiare ma con una personalità ben distinta.L’apertura del disco è affidata a “Passenger”che costruisce molta tensione su un riff circolare,dove la voce emerge come un mantra e il groove si intensifica progressivamente.
Il brano più atmosferico del disco è sicuramente “Weightless”, le linee armoniche risultano più dilatate, le chitarre si espandono nello spazio sonoro e i momenti di sospensione anticipano l’esplosione dei ritornelli.La band descrive l’album come una reazione allo stato attuale del mondo, ma senza perdere la scintilla vitale.Questo è un disco che parla di resistenza attraverso il groove e di evasione attraverso il fuzz ma il deserto non è solo ambientazione, è metafora,spazio aperto, solitudine, calore estremo e introspezione.
“Summerchild” è il lavoro più equilibrato e maturo dei Red Sun Atacama, un disco che alterna ballate ipnotiche a esplosioni ultra-catchy con naturalezza.È un disco che funziona a volume alto, ma anche in ascolto concentrato.
È rituale immediato,è sabbia, sudore e melodia.Nel panorama heavy psych europeo, pochi riescono a coniugare così bene groove sacro e tensione punk … quando il sole cala su Sundown, resta addosso quella sensazione tipica dei grandi album desert rock con il
calore che brucia, ma non consuma.
lubranomic





