ONE MORE LIGHT (Un ricordo di Chester bennington )

Chester Charles Bennington (Phoenix, 20 marzo 1976 – Palos Verdes Estates, 20 luglio 2017)

Uno ne salva mille, ma mille non possono salvarne uno(voglio ricordarlo così a nove anni dalla sua scomparsa).

Questo sentimento racchiude la realtà straziante vissuta da milioni di fan alla morte del frontman dei Linkin Park. Chester Bennington ha trascorso decenni a trasfondere il proprio dolore in inni capaci di dare voce a chi non ne aveva, ma la sua silenziosa battaglia contro la depressione si è rivelata un peso insostenibile.

La voce di una generazione, la mia, nei primi anni di carriera i Linkin Park hanno contribuito al successo del genere nu metal, proponendo tuttavia nel proprio stile una versione più orecchiabile di tale genere e venendo pertanto accostati al pop.

Il gruppo ha vinto numerosi premi, tra cui due Award, e i loro album sono stati certificati più volte disco d’oro e di platino negli Stati Uniti d’America: in particolar modo, il loro album d’esordio Hybrid Theory è stato certificato disco di diamante nello stesso paese per aver venduto oltre 12 milioni di copie.  Nel 2003 sono stati nominati da MTV come sesto gruppo più grande di sempre. Chester non è stato solo numeri dischi e concerti, con i suoi testi è riuscito ad entrare nei cuori, nelle vite di molti, e le sue parole una cura.

<Se dicono
A chi importa se si spegne un’altra luce?Nel cielo di un milione di stelle
Tremola, tremola
A chi importa quando il tempo di qualcuno finisce?
Se siamo solo un istante
Siamo più fugaci, più fugaci
A chi importa se si spegne un’altra luce?
Beh, a me sì.>(one more light)

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