Monument Of Misanthropy

Washington State Charm

Quarto album per la band austriaca. Per chi non conosce questo combo con sede a Vienna la loro musica di diritto è da annoverare nel brutal death! La tecnica dei nostri è sopraffina, da cui ne scaturisce un sound, da una parte aggressivo e genuinamente feroce, dall’altra studiato a tavolino.

Da subito siamo in sella a un cavallo impazzito che non riusciamo a fermare. C’è tanta frenesia, il metal dei MOM è frenetico, vario, a tratti melodico, specie grazie alle linee disegnate dalle sei corde. C’è tanto metal moderno, i rimandi più sentiti sono quelli a band quali: Obscura, Cattle Decapitation, Nile, Aborted… avete già capito che di fronte abbiamo musicisti capaci, da cui dobbiamo aspettarci qualsiasi cosa

Le liriche del disco sono incentrate sullo scottante tema dei serial killer, non troppo originale certo, ma che si sposa a perfezione con la musica. Questo nuovo full lenght conferma molto bene quanto la band sia in forma, credetemi questo è un gran disco! La band riesce a sorprendermi sempre, sia quando i ritmi si fanno più pacati che nei lidi più feroci, il disco è davvero coinvolgente.

Non basta essere brutali, veloci, tecnicamente preparati, ci vuole anche cuore e questo non manca di certo a quest’album, è proprio questo il punto in più che mi sento di attribuire ai MOM. Le loro melodie trasmettono emozioni, scusate se è poco. Ad aggiungere bellezza a questo lavoro c’è una ricerca certosina sulle sei corde, se da una parte riffs serrati e tanto groove ci consegnano la band nella sua versione più malvagia, dall’altra emergono solos di ottima fattura, cantabili e piacevoli all’orecchio.

Tra le mie preferite figura la title track, anche se in tutta onestà questo disco mi ha colpito nella sua totalità, ci sono tante uscite, questa è di certo tra quelle che mi hanno colpito maggiormente in quest’ultimo periodo. Il loro sound è contagioso, non ne potrete fare a meno, provare per credere! Poco più di mezz’ora per mettere le cose in chiaro, noi siamo questi, pronti a scatenare una furia assassina, colpiremo a morte l’ascoltatore ma lo faremo con eleganza.

“The Eye Of Ra” (cover dei Nile) chiude questo disco davvero molto bello e lo fa in modo esemplare, ancora una volta attraverso: crudeltà, urli strazianti (a proposito la voce è molto bella) e la consueta raffinatezza tra le righe.

In alto il nostro saluto… Stay Brutal
Trevor Sadist

TRACKLIST:

Obviously We Gotta Start Somewhere… (Intro)
Neath Tacoma Asphalt
A Hunger Unstilled
The 1974 PNW Spree
Unfortunately WA
Washington State Charm
Colorado Murder
The Hacksaw Blade
Chi Omega Blood Rage
Suwannee Hog Shed
Could You Hear That?
Strapped To The Throne (Burn, Bundy, Burn)
The Eye Of Ra

LINEUP:

George “Misanthrope” Wilfinger – vocals
Joe Gatsch – lead guitars
Julius Kössler – lead guitars
Raphael Hendlmayer – bass
Simon Martinsich – drums