Monastery

Revenge Is Mine

Attivi dal lontano 1989, gli ungheresi Monastery non sono mai stati una band troppo prolifica. Cambi di line-up, pause riflessive e altro hanno contribuito a frammentare la storia della band. Sono solamente sei gli album pubblicati nei quasi quarant’anni di storia. Tra questi “Revenge is Mine”, l’ultimo capitolo in uscita il 6 Novembre 2026.

La band da sempre è dedita a un death metal di vecchia scuola, nonostante con l’ultimo album i nostri sin dalle prime note sembrano aver rinnovato il proprio sound, pur senza per forza di cose doverlo violentare, anzi. Death Metal fedeli alla linea, i brani sono una miscela di riffs feroci, voce cavernose, melodie sinistre e soffocanti. Melodie… può suonare fuorviante, tuttavia nella musica dei Monastery la componente melodia è volutamente presente, proprio questo riesce a personalizzare l’album che mi sento già di promuovere al primo ascolto.

“Chase The Heretic” mette in chiaro le cose, da subito ci troviamo a dover affrontare la furia assassina della band, che produce ancora brutalità con “Kingdom of Rot”. I temi si fanno più pacati, si fa per dire con “My Own Monastery”. I momenti di riflessione durano poco, “I Woke Dead” dopo qualche malvagio rintocco lontano di campane parte rabbiosa, grazie a blast beat inarrestabili e riffs profondi. Sono sempre più rapito da questo disco, questa è musica per le mie orecchie. Con l’ascolto mi sposto a “Strangled in Torture” e qui i giochi si fanno seri, tra passaggi epici e riffs che vanno a sconfinare nel black metal.

La veemenza di Roland Kovács non si placa, capace di trascinare la band fino agli abissi. “The Last Bell” è una riuscitissima canzone mid tempo che esalta la band per le sue qualità ritmiche e al tempo stesso melodiche. “Fall Apart” ci conduce alle porte dell’inferno, una cavalcata triste, epilogo di un disco riuscito appieno. Le ostilità hanno fine con “Divine Damnation”, nel migliore dei modi, come per il principio i Monastery ci salutano al loro modo, a colpi di mitragliate Death Metal.

Promosso a pieni voti il ritorno dei temibili death metallers ungheresi.

In alto il nostro saluto! Stay Brutal!!
Trevor Sadist

TRACKLIST:

Chase the Heretic
Kingdom of Rot
My Own Monastery
I Woke Dead
Strangled in Torture
The Last Bell
Fall Apart
Divine Damnation

LINEUP:

 Róbert “Billy” Kovács – drums
Roland Kovács – vocals
Ferenc Tóth “Hufi” – guitars
Krisztián Tóth – guitars
Attila Németh – bass