Michele Perruggini
Michele Perruggini Stay Human
L’album “Stay Human” di Michele Perruggini si distingue come un lavoro che potrebbe non essere immediatamente facile da digerire, nonostante contenga composizioni accessibili. Questa accessibilità è dovuta all’approccio ponderato dell’artista, che tiene conto degli ascoltatori che potrebbero non avere familiarità con il jazz.
Ascoltando l’album, si scopre che è sorprendentemente accessibile, soprattutto grazie alla flessibilità di Perruggini nel fondere vari generi musicali. L’incorporazione di strumenti moderni, come la chitarra elettrica, alleggerisce il tono generale e rende l’ascolto piacevole. Questa fusione è evidente attraverso i ritmi latini dominanti, i tocchi di tango argentino e gli elementi che ricordano la musica di Chick Corea dell’era “Return To Forever”, oltre a complessi stili fusion.Il titolo dell’album, “Stay Human”, allude all’uso spesso caotico dell’intelligenza artificiale, esortando gli ascoltatori a non cedere la propria vita alla tecnologia.
Il messaggio di Perruggini serve da monito contro l’assimilazione da parte della tecnologia, tracciando un parallelo con i Borg della saga di Star Trek. Egli sottolinea l’importanza di mantenere la nostra umanità di fronte al progresso tecnologico, un messaggio rafforzato visivamente dalla suggestiva copertina, che raffigura un volto per metà umano e per metà macchina.
Le canzoni di “Stay Human” sono eseguite con notevole abilità e, sebbene l’album sia interamente strumentale, beneficia dell’alta qualità della produzione fornita da Abeat Record. Il risultato è un’esperienza di ascolto invitante e rilassante, con l’album che alterna passaggi vivaci e suggestivi. In particolare, la chitarra acustica di Riccardo Bertuzzi spicca nella traccia finale, “Ancient Song”, aggiungendo un tocco distintivo all’opera nel suo complesso.
“Stay Human” è un album ben realizzato con suoni sapientemente bilanciati, che assicurano che nessuno strumento prevalga sugli altri. Anche se la sua leggerezza potrebbe suggerire il contrario, l’album non è per tutti; tuttavia, ha il potenziale per sorprendere gli ascoltatori, specialmente quelli che, in età avanzata, scoprono di apprezzare questo tipo di musica sofisticata e ricca di sfumature.
Stefano Bonelli




