Metaphobic

Deranged Excruciations

Come tutti gli amanti del metal, anche il sottoscritto ha la sua nicchia preferita e sicuramente appartiene al mondo dell’ estremo, con particolare propensione per il death metal, soprattutto quello di matrice americana che trovo decisamente più strutturato rispetto a quello di matrice europea.

Ccon questo non sto dicendo che aborro il death metal del “Vecchio Continente”, anzi, ho una vera e viscerale passione per lo Swedish Death, però l’impronta di quello a stelle e strisce segna con me un legame decisamente più profondo.Oggi mi trovo di fronte il promo di una band americana, un quintetto proveniente da Atlanta, che si affaccia sul mare magnum delle uscite discografiche con il primo full lenght. Iniziamo subito con lo scansare ogni dubbio: qui parliamo di death metal di stampo americano e basta ascoltare le prime note del brano di apertura di Deranged Excruciations, Spectral Circle, per mettere in piena luce le influenze del combo georgiano e tra i primi nomi che vengono in mente non si possono non notare le trame care ai Morbid Angel o agli Immolation, ma ancora di più ad un certo modo di interpretare il metallo della morte portato avanti dagli Incantation.
Il disco si presenta veramente aggressivo, maligno e sinistro, tocco, quest’ ultimo, garantitogli dalla lezione imparata da alcuni combo europei come Demilich e Massacra, ma anche da certe cose dei Seance. Il death metal di stampo europeo è sempre stato meno aggressivo rispetto a quello americano, ma sicuramente mostra un feeling molto più sinistro, quasi horrorofico, in grado di conferire alle composizioni un’atmosfera meno annichilente e claustrofobica, ma capace di tenere alta la tensione.

Deranged Excruciations è il debutto del quintetto di Atlanta e sinceramente non soffre minimamente di quella sorta di ingenuità tipica degli esordi, i Metaphobic sanno esattamente ciò che vogliono essere e soprattutto sanno perfettamente come esserlo e se per questo si deve assistere ad un po’ di derivazione, pazienza perché l’album è prodotto, scritto e suonato veramente bene. Personalmente non riesco a trovare una cosa fuori posto, soprattutto le composizioni scorrono che è un piacere, alternando sistematicamente la brutalità del made in USA con la “teatralità” del made in Europe e questo non è assolutamente un difetto, se le capacità di riuscire, proprio come sanno fare i georgiani, a fondere le due anime e ad equilibrarle ci sono e basterebbe ascoltare la traccia Mental Deconstruction per affermare il concetto: tante volte, infatti, le parole servono a poco, perché riesce a parlare direttamente la musica e vi assicuro che i Nostri sanno fare dei bei discorsi, articolati ed argomentati al punto giusto, senza mai risultare noiosi o sopra le righe.

Anche lì dove cercano di spingersi oltre, come in Disciples of Vengeance o Insatiable Abyss, il risultato non è mai pacchiano o con argomentazioni messe lì a caso; tutto procede secondo un senso logico e ben ponderato, soprattutto lì, come nelle due tracce poco sopra elencate, quando decidono di staccare un po’ il piede dall’ acceleratore e portare in alto la grandissima lezione impartita dagli Incantation, in un cui il mondo degli inferi si trasforma in un lento e pesante vortice di fango, melma e detriti in grado di spazzare via tutto e se si ascolta bene ci si renderà conto che in aiuto arriva, e questa è una grande capacità, la mano dell’ Europa, che in queste occasioni attinge da band come Excruciate, pertanto si noterà come all’ interno di questa massa informe e distruttrice, si va ad insinuare quella mefitica linea melodica, che da sola servirebbe a poco ma inserita in un contesto pesante e doomy, riesce ad essere quel quid che è in grado di attirare l’attenzione di chi ascolta, quasi rappresentasse un’ancora di salvezza, mentre è ancora più letale della trama melmosa in cui si confonde.

Ho citato svariate band per descrivere il sound dei Metaphobic, i quali però presentano ben altre sfaccettature, risultando fuori dal concetto di cloni: il quintetto ha una propria personalità e non perde occasione per dimostrarlo durante tutto lo scorrere del disco, grazie a certa capacità di gestire passaggi e incastri, grazie ad alcune scelte di note e armonizzazioni che danno il senso di voler dire la propria e sicuramente in questo la Everlasting Spew Records ci ha visto lungo, perché nonostante il combo di Atlanta non sia la rivelazione dell’ anno, rappresentano sicuramente una band che sa il fatto suo e in mondo, come quello del death metal, dove molto, se non tutto, è stato già detto, non è cosa da poco.
Daniele “Darklordfilthy” Valeri

Spectral Circle
Mental Deconstruction
Execration
Disciples of Vengeance
Veiled Horizons
Hypnosis Engram
Reconstituted Grey Matter
Insatiable Abyss

Nathan McKinney – drums
Danny Dasher – vocals
Peter Lai – guitars
Dan Ratanasit – bass, vocals (backing)
Shawn Staszko – guitars (lead)