Mars Red Sky

Dawn Of The Dusk

Il quinto lavoro in studio dei francesi di Bordeaux MARS RED SKY  campioni dell’heavy psichedelico, è un’autentica opera concettuale, abilmente progettata per condurre l’ascoltatore in un viaggio attraverso un universo sonoro mutevole, imprevedibile e persino del tutto sconcertante. Il trio esplora i territori del progressive e del post-metal con un’ispirazione senza limiti. La loro firma originale di voci frastagliate e ritmo martellante è condita da influenze kraut rock e gothic.

Le atmosfere e le ambientazioni sono finemente realizzate, con la voce di Julien Pras che aggiunge un delizioso languore pop. La musica è qui padrona della narrazione, assorbendo tutte le componenti dell’album e plasmandole in una sorta di allegoria reversibile, tanto attraente quanto inquietante. Il tour de force di “Dawn Of The Dusk” risiede nella sua capacità di ritagliarsi una sfera creativa unica in cui non si può fare a meno di immergersi.La musica del trio non si lascia costringere in un corsetto da nessun genere, ma si muove sul proprio sentiero tra i generi. Non hanno paura di lavorare con effetti sonori, paesaggi sonori e un’ampia varietà di strumenti, generando sempre il proprio suono.Le primissime note dell’opener “Break Even” sono caratterizzate da chitarre stoner splendidamente ruvide con riff doomeggianti che catturano immediatamente l’ascoltatore. La batteria e il basso, altrettanto lenti e potenti, conferiscono alla canzone molta forza. Le voci chiare e brillanti formano un bel contrasto e un’atmosfera psichedelica aleggia su tutto. Oltre a tutto questo, la parte melodica della musica non viene mai persa di vista. Una perfetta introduzione al disco, che ritengo importante, soprattutto per un concept album.

La seconda traccia “Maps Of Inferno” è piuttosto monotona, ma questo si armonizza perfettamente con il suono grezzo e l’atmosfera. La bella voce di Helene Ferguson è responsabile del contrasto con il suono aspro. La parte tranquilla del brano, accompagnata da effetti sonori, fornisce un ulteriore accento. La relativamente melodica “The Final Round” presenta la voce del bassista Jimmy, più cupa e meno chiara di quella di Julien. Anche se mi sto ripetendo, questo fornisce un bel contrasto con la musica, che ancora una volta sfuma in modo molto lento e atmosferico verso la fine. La strumentale “A Choir Of Ghosts” è all’altezza del suo nome, scorrendo in modo molto viscoso attraverso i diffusori e creando un’atmosfera spettrale. Qui il trio dimostra quanto bene possa funzionare un numero senza voce.

Questa atmosfera opprimente e oscura aleggia sempre su tutto l’album, rendendo alcune canzoni e parti quasi predestinate a film corrispondenti. E anche se ci fosse una scena di speranza nel film corrispondente, “Dawn Of The Dusk” potrebbe fornire una parte. Anche la struttura sonora dell’album è positiva. In primo luogo, ha una densità sonora molto elevata, senza che tutto si sovrapponga o diventi fangoso. In secondo luogo, a ciascuno degli strumenti principali viene dato esattamente lo spazio di cui ha bisogno e, “ultimo ma non ultimo”, l’insieme si presenta come un pezzo unico favorendo il gradimento dei fan. Anche la produzione assolutamente armoniosa contribuisce al successo dell’album.

Con “Dawn Of The Dusk“, i Mars Red Sky dimostrano di non essere per nulla uno dei grandi nomi del genere in Francia, se di genere si può parlare nel vero senso della parola quando si parla di musica. Il trio se ne infischia dei generi e genera sempre il proprio suono da una fan-base enorme, a quanto pare. Anche se i generi principali, stoner, doom e psichedelico, sono sempre chiaramente riconoscibili e le influenze dei capostipiti di questi generi non possono essere nascoste, si può dire che i Mars Red Sky hanno raggiunto una propria identità musicale propria tanto da poter dire che proprio per questo traguardo i nostri hanno grande personalità . E con questo sound, “Dawn Of The Dusk” sa come catturare l’ascoltatore e portarlo in un viaggio oscuro nel crepuscolo. Non ci si limita ad ascoltare questa musica, ma la si vive.

Stefano Bonelli

Vicious Circle Records
www.facebook.com/marsredskyband

Break Even
Maps Of Inferno
The Final Round
A Choir Of Ghost
Carnival Man
Trap Door
Slow Attack
Heavenly Bodies

Julien Pras – vocals, guitars, harmonicas, pianos
Jimmy Kinast – bass, drones, sound effects, vocals
Mathieu Gazeau – drums, percussions, rhodes

Guest Musician:

Helen Ferguson – vocals, backing vocals and harpe on heavenly bodies