MARLENE KUNTZ

20 marzo 2026 LIVE @ ORION MUSIC CLUB
Articolo a cura di Fabio Berserk Podeschi
Foto Lady “O”

– Chemical contamination-

“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si  trasforma” fu pronunciata dal chimico francese  Antoine-Laurent De Lavoisier (1743-1794) .  Definita come la legge di conservazione della  massa, enuncia che in una reazione chimica in  sistema chiuso, la quantità di materia rimane  costante, trasformandosi soltanto.”

intro più che adatta per una band che rappresenta il  baluardo italiano del genere alternativo di cui  dovremmo essere orgogliosi, uno dei pochi gruppi  blasonati che può rivaleggiare in termini di tecnica con  quelli esteri i  Marlene Kuntz . Si ringrazia per gentile  concessione  kashmir music,  per aver dato la  possibilità a noi di  tempiduri.eu  di presenziare a evento  di tale caratura, purtroppo a roma ultimamente se ne  vedono con il contagocce ed è un vero peccato. Unica  band a suonare stasera nessun gruppo spalla perchè i  Marlene  sono loro e non ce n’è per nessuno ma  veniamo a noi seguitemi…….

 -Marlene Kuntz-

La band conferma una strabiliante performance  già potuta saggiare a settembre al  Teatro di  ostia antica,  luogo suggestivo cui  Cristiano  Godano  e i suoi insieme all’orchestra sinfonica  diretta dal maestro  Rodrigo D’erasmo,  hanno  fatto sognare l’intera platea quasi gremita  totalmente si era sfiorato il sold out. La serata all’  Orion live club  bissa il loro successo in una  una veste più diretta e aggressiva, loro sono  l’alternativa al  grunge americano , un misto fra nirvana/alice in chains/rock progressive postpunk/wave e psichedelia  anni settanta.  Viene omaggiato in due ore di show minuto più  minuto meno il loro album  “Il Vile”  del 1996 la  loro seconda uscita discografica dopo  Catartica,  un altro capolavoro, come un maniero  impolverato viene rimesso a nuovo per essere  scatenato in questa sede live.

Partono con una  penta di brani dalla grunge eggiante  3 di 3,  a  picchi altissimi con  Cenere  qui dimostrano  veramente di saperci fare si crea un  wall of  sound  perfetto, ottimo lavoro di ritmica al basso  di  Luca (lagash)  e alla batteria di  Sergio  un  vero treno a vapore, la voce di  Cristiano  è  marcia come un  Kurt Cobain  resuscitato in  veste italiana e ci parla di queste vicende  borghesi fra un ricco proletario cocainomane e la sua servitù che assiste alle nefandezze della  ricchezza sudicia venendo coinvolta, ma si  ammorbidisce l’atmosfera  con la quinta canzone  come stavamo ieri,  una grunge ballad  cadenzata dove la chitarre di  Cristiano e  Riccardo  sono soffuse come una farfalla vulcano  che si posa sopra i fiori a succhiare il loro  nettare, storia di amore e tormenti in ricordo di  come si stava meglio nel passato rispetto ad ora  e la cosa bella è che parliamo del 1996….. Oggi la  situazione è molto peggio….nella fine del brano  un vero tributo alla psichedelia anni settanta.

Una breve pausa dove il singer ringrazia il  pubblico fa un paio di domande ai presenti in  prima fila se piace lo show e me presente  confermo al sì, siamo tutti molto coinvolti  qualcuno anche troppo, che è stato messo a  dovere a a calmarsi dalla sicurezza ma anche da  me medesimo che gli ho accennato di darsi una  calmata, essendo arrivata qualche spinta o mano  di troppo neanche fosse un concerto thrash  metal. E si riparte con una quaterna di brani  sempre dal  vil e,  overflash, ape regina e  l’esangue deborah , la prima e la seconda  veramente deliranti ai limiti dello shoegaze  metal/rock ma si calma tutto con il capolavoro  ballad  l’esangue deborah , con un  cristiano con voce in stato di grazia un vero tributo al  genere di seattle  Layne Staley  in primis in una  parola emozionante, in chiusura la quarta  Ti giro  intorno  canzone lenta trascurabile dall’album “  Canzoni per un figlio”  dove a tratti mi ha  ricordato Angelo Branduardi , secondo me un  brano fuori luogo hanno fatto sicuramente pezzi  migliori peccato della mancanza del brano  Osja,  Amore mio  la loro power ballad per eccellenza  che si è potuta saggiare la sua bellezza al  precedente concerto poteva esserci lei il concerto  avrebbe avuto sicuramente un quid in più. Si  ricomincia dopo un’altra breve pausa dove  interagiscono con il pubblico anche se poco,  cristiano  è un uomo di poche parole ma di fatti  e si riparte con la bomba della serata il vile  e il  pubblico si scatena in un pogo e mosh.

 “Contano  di più centomila modi sfigati di tessere?
Contano di più anche se la rosa dei modi è  un quarto di tre?
 io sono ordito, trama e stoffa,seta
 che cosa credi?
Seta
seta
oh, dimmi cos’è che non va
 sento la vita volare e un soffio finire
 tutto così
 senza riuscire a capire
 onorate il vile
 onorate il vile
 onorate il vile
 onorate il vile
 colpa dove sei?
 vedo la spina e il dolore che vibrano  tacere, sai, sai dopo trent’anni è la cosa più  semplice
 eppure sono ordito, trama e stoffa, seta
 bruciate i fili,
seta
seta
capire cosa non va
 c’è da lasciare al fuoco le maschere
la seta non puoi altro che amare, baciare,  lambire, sfiorare
onorate il vile
 onorate il vile
 onorate il vile
 onorate il vile
 vorrei colpire al cuore
 e conquistare il tuo stupore
 ma è così dura, credi
 e sento che non lo so fare
 non lo so fare”

che botta di adrenalina ragazzi,loro si sono fatti  perdonare con questa supernova perfetta in ogni  parte della sua esecuzione. Si prosegue con  Sonica e Nuotando  nell’aria dagli archivi del  loro primo album  Catartica,  dove erano ragazzi  che facevano andare a braccetto il grunge più  tecnico con la classe, ritmiche e distorsioni  elevate in  Sonica  il singer 59 anni si muove  come l’anima di un dannato insieme a lagash 55,  all’età che hanno non è da tutti una tale fisicità  nei movimenti, vuoi anche per madre natura che  ha donato loro elisir di eterna giovinezza.

Si  passa agli anni 2000 con  La mia promessa  brano cadenzato di contorno e  Cara è la fine  dall’album  “Cosa vedi”  ma è proprio con  quest’ultima che riaccende la fiamma delle  emozioni, con queste ritmiche e melodie in levare  che toccano le corde del cuore almeno per me in  maniera esponenziale ”dieci pistole spianate e  dieci sguardi ruvidi e tesi che puntano qui  dentro l’auto, e la corsa finisce così. Cara è  la fine…perdonami. Cara è la  fine…perdonami. Oh, non piangere, urla  piuttosto e lasciamo di noi un ricordo  toccante. Stringiti a me, ringhiagli addosso  e poi sparami mentre io sparo a te. Ci  vogliono vivi e colpevoli… Ma che vita è una  cella? Avremo di più: quella stella che un  giorno mi donasti, lassù. Oh, non  piangere…”  bella veramente, emozioni che si  toccano con le dita nell’etere….chiude prima  dell’encore sempre dai primordi di  catartica festa mesta       , altro tributo al grunge dei nomi  blasonati  Soundgarden  in primis.

sembra che lo show finisca con i saluti, ma la  band rientra per altri due brani. Infinità , brano  di acoustic rock soffuso e delicato da  Ho ucciso  paranoia  che ricorda gli  Smashing Pumpkins  del vampiro  Billy Corgan  periodo di Gish , Cristiano  si trasforma in creatura suadente  come il frontman dei  Smashing  e chiude con il  botto questo show l’ultimo brano  Lieve,  sempre  dai primordi di  Catartica . Il pubblico alle parole  dei loro ringraziamenti è un tripudio di applausi e  si può confermare che io stesso sono uscito con  un grande sorriso per aver partecipato ad uno  spettacolo dove anche una band italiana di classe  può dire la sua e ne è testimone l’enorme  afflusso delle persone quasi da sold out e la  qualità della musica che va oltre… un vero trionfo.