Lynch Mob

Dancing With The Devil

Con il nuovissimo “Dancing With The Devil”, i Lynch Mob riaffermano il proprio ruolo di custodi e interpreti moderni dell’hard rock più autentico, dimostrando come il nome di George Lynch continui a essere sinonimo di personalità chitarristica, visione e coerenza artistica.

Il nuovo lavoro si inserisce perfettamente nella discografia del progetto, ma con una consapevolezza rinnovata, non c’è nostalgia fine a se stessa, bensì la volontà di suonare oggi con l’anima di ieri.L’album si muove tra hard rock, heavy blues e metal classico, mantenendo quell’equilibrio tra aggressività e groove che ha sempre distinto il linguaggio musicale di George Lynch, tanto nei Dokken quanto nella sua carriera solista.“Dancing With The Devil” è un disco compatto, diretto, suonato, che non cerca scorciatoie commerciali e si rivolge a chi il rock lo ascolta ancora come atto fisico e identitario.La produzione è pulita ma ruvida quanto basta, con chitarre sempre in primo piano e una sezione ritmica solida, mai invadente. Il suono è caldo, analogico, volutamente lontano dalle iper-compressioni modern,permette ad ogni strumento di respirare e ogni riff ha spazio per incalzare.

La title track “Dancing with the Devil”è un vero manifesto del disco,il Riff portante è granitico, con un groove serrato e un ritornello dal sapore oscuro e seducente.Il pezzo gioca sul classico tema del rischio e della tentazione, incarnando perfettamente lo spirito dell’album… suonare sul filo, senza paura di sporcarsi.La seducente “Electric Fantasy”è uno dei momenti più immediati del disco. Qui emerge il lato più hard rock classico dei Lynch Mob, con un refrain che resta in testa e un lavoro di chitarra che richiama la scuola anni ’80, ma con una maturità compositiva sempre sorprendente.

Penso che “The Edge of time”  è uno dei momenti più maturi del disco,con un sound atmosferico, teso, quasi cinematografico, mostra una band che non ha bisogno di accelerare per risultare cool e l’assolo finale è tra i più ispirati dell’album.A mio avviso “Dancing With The Devil” è un disco solido, credibile e profondamente rock, che conferma i Lynch Mob come una realtà ancora viva e rilevante. George Lynch dimostra che il carisma e l’identità non si misurano con l’innovazione forzata, ma con la capacità di scrivere e suonare canzoni che funzionano.

È un album che piacerà agli appassionati storici, ma anche a chi cerca un hard rock suonato con classe, esperienza e sangue nelle vene.

Lubranomic

TRACKLIST:

Dancing With The Devil
Pictures Of The Dead
Saints And Sinners
Lift Up Your Soul
Love In Denial
Machine Bone
Follow Me Down
Golden Mirror
Sea Of Stones
The Stranger
Somewhere (Bonus Track)

LINEUP:

George Lynch – guitars
Gabriel Colon – vocals
Jaron Gulino – bass
Jimmy D’Anda – drums