Lightning Strikes
The King Is Victorious
“The King Is Victorious” non è semplicemente il secondo album dei Lightning Strikes è la dimostrazione che l’heavy metal, quando è autentico, non conosce fusi orari né confini.
Nato tra Los Angeles, Tokyo, Germania e Texas, questo disco è il risultato di una costruzione paziente, continentale, quasi epica nella sua genesi.Karpis Maksudian, fondatore e motore del progetto ,ha messo insieme una vera coalizione metal internazionale con:
Norifumi Shima alla chitarra, Barry Sparks al basso, Mariano Gardella alla voce e il sempre cinematografico Derek Sherinian alle tastiere.Il risultato è un album che suona alla grande, non solo nelle intenzioni, ma nella resa.L’apertura del disco è affidata a “Fear Of Unknown”,un brano potente e immediato, che si regge su un riff portante molto diretto e una sezione ritmica molto martellante.
La title track “The King is Victorius”è il cuore dell’album, un brano costruito come una dichiarazione solenne,con la presenza di ospiti illustri (Rowan Robertson, Craig Goldy e altri nomi di peso della scena metal) rende il pezzo quasi un manifesto celebrativo. È il momento più epico e solenne del disco.
Rispetto al primo album del 2016, “The King Is Victorious” appare più maturo, più focalizzato e più ambizioso nelle strutture.Se l’esordio era una dichiarazione di ritorno, questo è un consolidamento.Non cerca di inseguire le mode moderne del metal estremo o del power iper-prodotto, rimane fedele alla tradizione heavy classica, ma con una veste sonora contemporanea.Questo è un disco che celebra l’unità attraverso il metal, è epico senza essere ridondante, tecnico senza essere sterile, potente senza perdere melodia.
Non è un album che vuole reinventare il genere.
È un album che vuole dimostrare che il genere è ancora vivo e lo fa con convinzione, con professionalità e con una passione che attraversa oceani.
Lubranomic




