Kreator
Krushers Of The World
Ultimamente i Kreator non mi piacciono. Anzi, diciamo che salvo poche eccezioni, gli ultimi venticinque anni della band non hanno mai raggiunto ciò che di incredibile erano riusciti a fare negli anni Ottanta (soprattutto), ma volendo anche nei controversi anni Novanta.
Tanti buoni dischi dopo il ritorno al thrash di “Violent Revolution” del 2001, ma nessuno così cattivo e a fuoco come i precedenti. Se poi prendiamo come metro di paragone i primi cinque album, allora il confronto diventa impietoso.
Ma per recensire questo nuovo “Krushers Of The World” ho deciso di non fare l’errore di paragonarlo a certi dischi ormai leggendari che hanno fatto la storia del thrash metal.
Ebbene, con questo metodo ho potuto constatare che i Kreator ci sanno ancora fare, anche se sono un’altra band. Hanno saputo seguire l’evoluzione più melodica e catchy del metal estremo, non abbandonando in toto il thrash metal, ma arricchendolo con molti elementi, come ad esempio il melodic death metal e il groove metal. Un pezzo come la title track, con il suo andamento lugubre e il suo mid tempo schiacciasassi era impensabile per i Kreator di un po’ di anni fa, ed è un ottimo pezzo.
Detto questo, non manca la velocità tipica della band, basti sentire le due canzoni poste in apertura, ovvero “Seven Serpents” e “Satanic Anarchy” che, seppur contaminate da una melodia più vicina al melodic death che non al thrash, sanno fare comunque male.I pezzi che non funzionano sono quelli dove la band cerca di voler entrare troppo nell’extreme metal generico, come ad esempio “Tränenpalast”, dove Mille Petrozza duetta alla voce con
Britta Görtz degli Hiraes e il pezzo, seppur non da buttare, non è di certo memorabile. In tutto questo però bisogna evidenziare come la band di Petrozza abbia raggiunto un livello tecnico davvero importante e che gli consente di fare ciò che vuole. I pezzi risultano molto ricchi sotto il profilo chitarristico, mentre il drumming di Ventor forse è un po’ la parte debole di un album tutto sommato riuscito e violento al punto giusto. E quando parte “Barbarian” sembra di essere riportati almeno ai tempi di “Coma Of Souls”, ma dopo irrompe un ritornello che purtroppo stempera la brutalità…E questo vale anche per altri brani…Anzi, praticamente tutti.
I Kreator del 2026 sono questi, prendere o lasciare. Da una parte si gioisce, perchè alcune thrash metal band come i Testament, i Destruction o gli stessi Kreator non hanno dimenticato come si scrivono riff thrash metal, al contrario di molti altri. Il lato negativo, però, è che queste uscite ormai sono molto prevedibili e da decenni sembra di ascoltare lo stesso album, anche come produzione. Sempre meglio dell’involuzione dei Metallica ad esempio, questo è sicuro!
Drakul 218





