Kormak

Apocryphal

Dalle lande pugliesi arrivano i Kormak band interessante per la sua proposta musicale fatta di death folk metal combinazione quanto mai originale che unisce i growl alle melodie cantate in clean ed il cantato lirico con il quale raggiunge le tonalità basse tanto che sembra essere influenzata da Tarja Turunen ma questo avviene sporadicamente.

Lilith  è il secondo disco essendo stato preceduto da  ‘Faerenus’, vero e proprio esordio discografico uscito circa una paio d’anni addietro.Rispetto al suo predecessore che altro non era che una raccolta di canzoni “Apocryphal” è un concept album che ha il pregio di raccontare una storia ne fantasy ne fantascientifica come va di moda adesso, e questo pone il disco a mio favore, anche perché dietro a tutto ce stato un grande lavoro di ricerca, in modo da far entrare sempre di più “Zaira de Candia” ed il resto della band, nel personaggio da interpretare. Senza dubbio questo aspetto da un valore aggiunto al disco e alla band che ha saputo dare al proprio pubblico qualcosa di diverso e originale.

Da notare anche che durante lo scorrere dei brani si nota una notevole maturità artistica che si riscontra nel songwriting, che fa alzare la classica asticella in alto ,questo però fa si che verso i Kormak ci siano poi delle aspettative  molto alte , ma di questo non dovremo preoccuparci perché “Lilith” gode di un tensione  e dinamicità impressionanti anche se poi a lungo la staticità schematica delle canzoni si rivela per quello che è. Ma questo particolare non deve indurre chi ascolta a pensare  che vi siano cadute  di tono che NON CI SONO (lo scrivo in grande cosi state tranquilli),ed anzi durante l’ascolto del disco la nostra attenzione viene catturata ed imprigionata in tutto il cd.

Sin dall’inizio la band ci tiene a far si che la nostra attenzione sia alta, e ci riescono pienamente, perché l’intro del disco è molto suggestiva e ben introduce a quello che poi che sarà il concept. Certo è che raccontare una storia ed interpretarne i personaggi non è mai facile oltre che ad essere un cantante devi fare in modo di interpretare ciò che canti, tanto da far entrare nella storia chi ascolta.Dopo l’intro veniamo travolti dalla title track con la potente voce di Zaira di Candia che malgrado la sua figura minuta sfodera una growl incredibile la cosa che noto è che dietro questi suoi growl ce uno studio ,perché non sono semplicemente dei suoni gutturali ma vengono da diaframma permettendo  a lei di gestire  bene le sue qualità che vengono divise tra il growl il lirico ed il clean melodico. Oltre a ciò Zaira suona il flauto dolce aspetto che incontreremo in tutto il disco facendo di questo una delle peculiarità. Black wings è una canzone molto interessante divisa com’è tra frammenti acustici ed esplosioni improvvise.

Essendo Litih  un eroina che viene raccontata nei testi Apocrifi da cui il titolo del lavoro, è la protagonista assoluta del racconta che viene però provvisoriamente accantonata da due canzoni che sono  The first Fraticide e 14-11-15. il cui testo viene preso direttamente dalla Bibbia.The ritual of coven viene introdotta  da percussioni e chitarre acustiche  che creano un atmosfera medievale in questo pezzo la coppia Di Leo/Musci svolge un lavoro importante  dimostrando grande affiatamento sostenuti per altro da un ottima sezione ritmica. Ci tengo in oltre  a sottolineare come il disco goda di un ottima produzione nessuno strumento travalica  la l’altro nemmeno  quando ci sono i pienoni sonori tutto anzi è  ben definito e la voce di Zaira esce alla grandissima .

Ma tutto il progetto gode di un  attenzione particolare infatti anche graficamente l’artwork è curato in tutti i particolari ed anche la scelta  dei colori rende  il tutto suggestivo da guardare anche perché tendente ad attirare l’attenzione  anche per l’aspetto grafico. Apogeo invece è uno stupendo duetto eseguito con le chitarre acustiche che godono di una grande presenza scenica che a mio avviso è utile a staccare un pochino con la veemenza  del disco ma fortunatamente ci sono anche diversi intermezzi acustici che svolgono egregiamente questa funzione.

In conclusione una gran bel disco davvero consigliabile a tutti essendo in grado di accontentare ogni palato . tra l’altro questo disco ha permesso loro di arrivare alla finale del contest Metal Battle for Agglutination mancando di un soffio l’obiettivo di arrivare al festival  che poi è stato vinto dai Funeral Mantra ma questa è una nota a margine. Sostenete il metal italiano ci sono band incredibilmente valide, ed i Kormak sono tra queste.

 Stefano Bonelli 

Nova Era Records
www.facebook.com/KormaKBand

Lilith
Apocryphal
Black Wings
Final Pledge
Mater Dea
Jinn
The Ritual Of Coven
Apogeo
The First Fraticide
14.11-15
Utopia
Ouroboros
Htilil

Zaira de Candia – vocals and flute
Tonio Di Leo – guitar
Michelangelo Musci – guitar
Marco Papalo – bass
Andrea Mariani – drums