Kickin Valentina
Anthems From The Underground
I Kickin Valentina da oltre dieci anni continuano a costruire la propria reputazione senza scorciatoie, senza compromessi e, soprattutto, senza mai piegarsi alle logiche del mercato, questo “Anthems From The Underground” rafforza questa filosofia.
Il titolo è già un manifesto programmatico,non ci sono ambizioni da classifica, né il desiderio di inseguire playlist algoritmiche o mode passeggere.Questo è un disco dedicato a chi continua a frequentare i piccoli club, compra ancora il merchandising direttamente al banchetto della band e crede che il rock’n’roll sia prima di tutto una questione di sudore, amplificatori e chilometri macinati in furgone.Dopo anni di collaborazione con Andy Reilly, il quartetto di Atlanta decide di cambiare aria affidandosi a Pete Newdeck, una scelta che si rivela probabilmente la migliore possibile in questa fase della loro carriera.
Il produttore inglese non stravolge il DNA della band, ma ne asciuga il suono, rende le chitarre ancora più aggressive e lascia finalmente respirare una sezione ritmica che oggi suona devastante.Il mastering di Harry Hess completa l’opera con una dinamica potente ma mai compressa, restituendo un disco che conserva tutta la ruvidità della sala prove senza perdere definizione.Fin dall’opener appare evidente come i Kickin Valentina abbiano deciso di abbandonare qualsiasi tentazione glam per spingersi verso un hard rock più sporco, quasi street metal.
La differenza rispetto ai lavori precedenti sta soprattutto nell’aggressività,dove “Imaginary Creatures” privilegiava il groove e “Revenge Of Rock” giocava con melodie più immediate, “Anthems From The Underground” sceglie invece l’impatto.I riff sono più pesanti, le ritmiche più serrate e la band sembra voler ricordare a tutti che il rock’n’roll nasce prima di tutto dall’istinto.D.K. Revelle continua a rappresentare uno dei vocalist più sottovalutati della scena americana,non possiede la voce perfetta, e proprio per questo funziona così bene,il suo timbro graffiato racconta ogni parola con credibilità, alternando rabbia, ironia e quell’attitudine da eterno outsider che costituisce il marchio di fabbrica della band.
Sul fronte chitarristico, Heber Pampillon si conferma il motore creativo del gruppo. I suoi riff evitano qualsiasi esercizio di stile e colpiscono per efficacia più che per complessità,gli assoli sono brevi, diretti e costruiti per servire la canzone, non l’ego del chitarrista, una scelta quasi rivoluzionaria nel panorama hard rock contemporaneo.Il basso di Chris Taylor acquista finalmente un ruolo centrale nel mix, mentre Jimmy Berdine pesta sulla batteria con una sicurezza quasi punk, regalando al disco quella tensione costante che impedisce qualsiasi calo di ritmo.
La vera forza dell’album è la sua coerenza,non esistono riempitivi né tentativi di inserire la classica ballata obbligatoria,ogni brano sembra concepito per essere suonato dal vivo davanti a un pubblico stipato sotto il palco, con cori da urlare e riff destinati a far muovere la testa dal primo all’ultimo minuto.Dal punto di vista lirico, “Anthems From The Underground” racconta storie di sopravvivenza, orgoglio, ribellione e appartenenza.Nessuna posa da rockstar milionaria, ma il punto di vista di chi continua a vivere la musica come una scelta di vita, spesso difficile ma assolutamente necessaria.
I Kickin Valentina conoscono ormai perfettamente i propri punti di forza e li sfruttano con sicurezza,lo sono un chiaro esempio brani come “Fireback” e “Takin a ride” senza inseguire soluzioni artificiose o modernizzazioni forzate.È proprio questa sincerità a rendere il disco così convincente.Non troverete sperimentazioni elettroniche, orchestrazioni sinfoniche o produzioni iper-luccicanti.Troverete invece quaranta e passa minuti di hard rock ruvido, suonato con convinzione e registrato da musicisti che credono ancora nel valore delle canzoni prima ancora che delle mode.
In un periodo in cui il rock rischia spesso di diventare un esercizio nostalgico, “Anthems From The Underground” dimostra che è ancora possibile scrivere musica che guarda al passato senza esserne prigioniera.Forse non diventeranno mai la prossima grande rock band americana,ma probabilmente non è nemmeno quello che vogliono.Loro preferiscono continuare a essere la colonna sonora di chi sceglie ancora il palco piccolo, il locale fumoso e il volume troppo alto.
Ed è esattamente lì che questo disco dà il meglio di sé.In definitiva penso che “Anthems From The Underground “è il lavoro più maturo, compatto e convincente inciso finora dai Kickin Valentina.Più duro, più diretto e più autentico dei suoi predecessori, conferma la band di Atlanta come una delle realtà più credibili dell’hard rock underground contemporaneo.
Nessun compromesso, nessuna concessione commerciale,solo rock’n’roll suonato con il cuore, con i pugni stretti e con gli amplificatori rigorosamente a undici.
Lubranomic





