John Macko
The Beauty Of It
Questo febbraio 2026 ci accende con una ventata di ispirazione, tra prog metal e metal moderno, grazie al lavoro solista di John Macko, rinomato bassista dei Fifth Angel, il progetto esplora un ampio spettro musicale che spazia dal progressive rock al metal moderno, fino a testi atmosferici e cinematografici.
Dopo tre singoli e video che hanno evidenziato gli aspetti più pesanti e dinamici dell’album, The Beauty Of It rivela un lato diverso e più introspettivo dell’album Zero Point Machine. Mi ha colpito molto il percorso di John.Dopo lo scioglimento dei Fifth Angel, John si dedicò ad alcuni progetti originali nell’area di Seattle e presto si scoraggiò della scena musicale e intraprese una carriera non musicale. John si trasferì in Florida nel 2001, dove, dopo quasi 18 anni di pausa, riprese un rinnovato interesse per la musica. con il batterista dei Fifth Angel Ken Mary, la chitarra di Adrian Thessenvitz (degli AD Infinitum!) e la voce della favolosa Georgie Chapple nasce un album composto da otto tracks. No Way Home apre i sipari, questa presenta un sound molto duro smorzato dalla voce femminile che gioca tra vocalità pop e vocalità rock.
Un buon inizio che cattura l’attenzione grazie anche a un testo molto dolce che narra di vita vera. Andiamo al cuore del disco prima con la traccia n. 4 Utopia che si delinea per un basso fortissimo , una batteria marcata ed una voce eterea che ci fa entrare in un mondo utopico appunto. Questo è il mio brano preferito. Dove anche la chitarra è onnipresente e la voce femminile è a tratti accompagnata da un cantato maschile cupo e molto significativo.
La traccia seguente è The Beauty Of It che ci conquista con il suo sound unico colorato da una chitarra eclettica, un basso marcato e la voce soave che rivela un lato più introspettivo della musica di questi artisti. L’album Zero Point Machine si chiude con Anastasia che è dominata dal basso e batteria. Il cantato qui è sublime più che negli altri brani e ci accompagna per mano alla conclusione di questo lavoro. Concludo dicendo che questo è certamente un buon lavoro musicale e ne consiglio l’ascolto ai cultori del rock.
DALYLAROCK
“Dopo il silenzio, ciò che meglio descrive l’inesprimibile è la musica.”
Aldous Huxley





