Jethro Tull
Curious Ruminant
Fin dal lontano 1968 ai giorni nostri, i Jethro Tull si sono affermati come una delle principali band rock del mondo. Già dagli inizi, con il loro inconfondibile sound che unisce progressive rock, folk rock e hard rock e il loro carismatico frontman Ian Anderson che ha plasmato il carattere della formazione fino ai giorni nostri. Mentre molti dei grandi gruppi prog degli anni Settanta sono diventati sempre meno prolifici nella loro produzione in studio nel tempo, Ian Anderson e la sua nuova band, soprattutto da quando hanno rispolverato il logo “Jethro Tull”, hanno pubblicato tre album in studio in tre anni. Questo è il tipo di programma di lavoro compositivo che ci si aspetta da una nuova band, non da una band attualmente al suo cinquantaseiesimo anno. Ma più di questo, quando le band pubblicano album troppo frequentemente, spesso si scopre che la qualità del materiale è un po’ discontinua. Che piacere, quindi, vedere fino a che punto le muse creative hanno benedetto Anderson e soci in questi ultimi sforzi. Mi era già piaciuto The Zealot Gene del 2022 ma soprattutto RökFlöte del 2023 mi aveva colpito con il suo folk prog di altissima qualità.Il nuovo album Curious Ruminant in uscita dal 7 marzo 2025, tramite InsideOut Music e contiene 9 tracce tra cui una lunga suite di quasi 17 minuti di lunghezza, ho già avuto la fortuna di ascoltare l’album e ne sono entusiasta, il medesimo rappresenta la naturale evoluzione di RökFlöte, con continui ed approfonditi riferimenti al folk in ogni sua sfumatura in perfetto equilibrio con melodie intricate e rockeggianti.
Puppet and the Puppet Master introduce l’album con un mix di flauto/pianoforte ed un crescendo che richiama il classico sound del gruppo ma è con la seguente Curious Ruminant che entriamo veramente nel mondo Jethro Tull, si tratta del primo singolo appositamente scelto per promuovere l’album, l’ascolto è coinvolgente ed arricchito da continui riff di chitarra pesanti e melodie di flauto che si intrecciano in modo magistrale.
Dunsinane Hill si apre con un tema Folk che intreccia fisarmonica e flauto, e la voce calda di Ian che crescendo in intensità, ci accompagna verso il tema centrale del brano evolvendosi in un bel crescendo musicale che richiama suoni classici. Il secondo singolo estratto dal cd è The Tipu House, mix ritmico di Rock e Folk con ritornelli melodici molto orecchiabili. Savannah of Paddington Green con i suoi riferimenti ai suoni tradizionali britannici, con la solita delicata e raffinata scrittura di Ian ci parla del cambiamento climatico.Con Stygian Hand, il gruppo continua in modo egregio l’esplorazione nel mondo progfolk, combinando il passato e il presente della band.
Arriviamo lentamente al cuore pulsante di Curious Ruminant, prima però c’è l’invito a riflettere sulla questione israelo-palestinese con Over Jerusalem, una splendida ballad dai suoni natalizi ed intensi, con straordinarie trame strumentali tra Folk e Progressive e un bell’assolo di chitarra nella sezione centrale. Il momento è giunto, l’epica Drink from the Same Well nasce da un’idea su cui Ian ha lavorato oltre 20 anni fa ed oggi in questo cd, è il punto culminante, una suite strumentale e vocale che sfrutta appieno la sua lunghezza, con flauti e tastiere in primo piano, sicuramente una delle composizioni più belle uscite negli ultimi anni da ascoltare e riascoltare più volte. L’album si conclude con la commovente e breve Interim Sleep, il cui testo è stato scritto da Ian come una canzone di conforto per chi affronta un lutto.
Curious Ruminant è un album intenso ed omogeneo e mantiene altissima la qualità dall’inizio alla fine, si tratta sicuramente di uno dei migliori album dei Jethro Tull degli ultimi anni grazie alla ritrovata vena creativa, alla raffinatezza delle composizioni, alla profondità dei testi nonché all’abilità esecutiva della band.
Massimo Cassibba