Oxigène 50th Anniversary tour, Piazza Roma, Modena 18/07/2026
Articolo e foto a cura di Massimo Cassibba
Jean Michel Jarre
C’è un momento, in un concerto di Jean-Michel Jarre, in cui il pubblico smette di respirare. Non per mancanza d’aria, ma perché la realtà intorno sembra piegarsi. È successo anche a Modena, nella calda serata del 18 luglio, quando il pioniere francese della musica elettronica ha scelto il gran finale del Jazz Open Modena per l’unica tappa italiana del suo Oxygène 50th Anniversary Tour. E lo ha fatto nel modo che gli riesce meglio: cancellando i confini tra suono, luce, architettura e tecnologia, per regalarci un’esperienza che era molto più di un concerto. Era un viaggio nel tempo, un’immersione nel futuro e un abbraccio collettivo, tutto insieme.
Camminare in Piazza Roma quella sera significava entrare in un’opera d’arte vivente. La facciata storica del Palazzo Ducale, sede dell’Accademia Militare, non era più uno sfondo, ma lo schermo di un gigantesco strumento musicale. Le proiezioni di videomapping architetturale e i ledwall giganti hanno trasformato ogni colonna e ogni finestra in un tasto di un sintetizzatore visuale, mentre laser monumentali tagliavano il cielo emiliano come note di luce.
L’impatto visivo e tecnologico era tale da far impallidire qualsiasi produzione teatrale. I visual generativi, guidati da algoritmi di Intelligenza Artificiale, danzavano in sincrono con le sequenze musicali, creando un dialogo ipnotico tra l’uomo e la macchina. Un tributo sentito all’Italia è apparso sui maxi-schermi, con omaggi a Federico Fellini, Adriano Celentano e Italo Calvino, come a voler saldare il genio della nostra cultura con l’avanguardia elettronica francese.
A 77 anni, Jarre si muove sul palco con l’energia di un ragazzo e la saggezza di un mago. Il momento clou, come sempre, è stato l’incontro con la sua celebre arpa laser. Quei raggi verdi che solcano il palco non sono solo un effetto scenico: vengono “spezzati” dalle sue mani, trasformando ogni gesto in un trigger MIDI, in una nota che il pubblico vede nascere nell’aria. È il momento in cui la musica diventa fisica, tangibile, quasi sacra. È il simbolo di una carriera che ha sempre cercato di rendere “visibile” l’invisibile.
La scaletta è stata un ponte perfetto tra il 1976 e il 2026. L’apertura con il Countdown è stato il segnale di partenza per un’ora e mezza di pura estasi. Dai flussi ipnotici di Oxygène e Equinoxe, che a cinquant’anni di distanza suonano ancora alieni e modernissimi, passando per le ritmiche magnetiche di Magnetic Fields, fino alle sperimentazioni più robotiche e contemporanee tratte da Oxymore e dai suoi ultimi lavori.
Il cuore dello show ha visto alternarsi momenti di pura contemplazione spaziale a sequenze techno travolgenti. Brani come The Architect, Zero Gravity e Industrial Revolution hanno fatto tremare il selciato di Piazza Roma, trasformandola in una discoteca a cielo aperto. Ma è stato nei momenti di quiete, come nelle lunghe suite di Oxygène e Equinoxe, che si è percepita tutta la profondità della sua ricerca: un suono che non invecchia mai, perché è sempre stato proiettato verso l’ignoto.
Il gran finale, prima del bis, è stato un crescendo di energia pura con Brutalism, Epica e Stardust, che hanno portato il pubblico al delirio. Poi, il ritorno per il bis con i due pezzi storici Magnetic Fields e Rendez-Vous, come a ricordarci da dove tutto è partito e quanto sia lunga la strada che Jarre ha tracciato per tutti noi.
Le recensioni dei giornali nazionali e locali non hanno avuto dubbi: è stato un trionfo. Piazza Roma era gremita, un mare di gente che ballava, cantava (o meglio, respirava a tempo di sequencer) e guardava al cielo stupita. Ma al di là della perfezione tecnica e della spettacolarità visiva, ciò che resta è la lezione di Jean-Michel Jarre. Un uomo che a 77 anni non si limita a celebrare il proprio passato, ma lo usa come trampolino per il futuro. La sua definizione dell’AI come “Augmented Imagination” (Immaginazione Aumentata) non è uno slogan, ma la filosofia di una vita.
Quella sera, a Modena, non abbiamo assistito a un concerto celebrativo. Abbiamo visto il futuro che balla sul presente, con le radici ben piantate nella storia. E ci siamo sentiti parte di qualcosa di più grande.
Massimo Cassibba
SET LIST:
The Opening
Les Chants Magnétiques 1
Sex in the Machine
Oxymore
Oxygène 2
Arpegiateur
Équinoxe 7
The Architect
Zoolookologie
Zero Gravity (Above & Beyond remix)
Révolution Industrielle 2
Herbalizer
Oxygène (Part 19)
Exit
Équinoxe 4
Brutalism
Oxygène 4 (Astral Projection remix / JMJ rework)
Epica
Stardust
(ENCORE):
Les Chants Magnétiques
Quatrième Rendez-Vous
LINEUP:
Jeanne michel jarre – play all keyboards





