Ivano Icardi & Davide Liberti

Face To Face

Due strumenti, una sola voce: il dialogo come forma di libertà

Face to Face, il nuovo album di Ivano Icardi e Davide Liberti, è un insieme di dieci brani, nove composizioni originali e una rilettura di Time After Time di Cyndi Lauper, registrati allo Skyline Studio di Torino.

Costruiscono un lavoro nel quale il vero protagonista non è tanto il singolo strumento quanto il rapporto che si crea fra due musicisti capaci di ascoltarsi profondamente.Chitarra elettrica e contrabbasso potrebbero sembrare, sulla carta, una coppia  limitata. In realtà, nelle mani di Icardi e Liberti, diventano due voci estremamente duttili, capaci di occupare alternativamente il primo piano, accompagnarsi, contraddirsi e completarsi. Face to Face è, prima di tutto, un disco sull’ascolto: quello che avviene fra due musicisti quando la tecnica smette di essere dimostrazione e diventa strumento di comunicazione.

La dichiarazione di intenti di Ivano Icardi è significativa: liberarsi da ciò che è “pensato, costruito, previsto” per ritrovare il gesto musicale nella sua dimensione più autentica. È una filosofia che attraversa effettivamente l’intero album. Non significa rinunciare alla composizione, tutt’altro.        Le melodie sono spesso fortemente definite, gli arrangiamenti accurati e la ricerca timbrica evidente. Ma tutto sembra lasciare spazio all’imprevisto, alla possibilità che una frase musicale apra una direzione diversa da quella inizialmente immaginata.

L’apertura affidata a Sunrays è emblematica. Il brano, composto da Icardi quando aveva appena vent’anni, possiede una luminosità melodica immediata, quasi una qualità contemplativa. L’atmosfera ambient introduce lentamente l’ascoltatore in un paesaggio sonoro nel quale la chitarra non cerca di imporsi, ma costruisce spazio. L’improvvisazione polifonica centrale porta poi il pezzo in una dimensione più straniante, quasi sospesa, prima del ritorno al tema. La chiusura in reverse aggiunge un elemento cinematografico che restituisce al brano una nuova prospettiva.

Con Blue Essence il disco cambia pelle. Nato da un’improvvisazione registrata durante il primo giorno di sessioni, il pezzo restituisce immediatamente il carattere più istintivo del progetto. La lontana matrice blues non viene utilizzata come semplice riferimento stilistico, ma come punto di partenza per un dialogo nel quale ritmo e melodia si rincorrono. Icardi dosa le proprie frasi con notevole economia, mentre Liberti assume un ruolo sorprendentemente melodico, confermando una delle caratteristiche più interessanti dell’album: il contrabbasso non è soltanto il fondamento armonico e ritmico, ma una vera seconda voce.

Path of Life rappresenta uno dei momenti più intensi dell’ascolto. Qui la componente cinematografica diventa centrale e il tema assume quasi la funzione di una narrazione. Il contrabbasso suonato con l’arco amplia il registro emotivo del brano, conferendogli una profondità particolare. È musica che non ha bisogno di parole per suggerire immagini: il senso del viaggio, della memoria e della contemplazione emerge dalla relazione fra il fraseggio della chitarra e la voce grave dello strumento di Liberti.

Poi arriva Kid Savage, e l’atmosfera cambia radicalmente. È il lato più irrequieto del disco, costruito su un’energia quasi ludica. Le improvvisazioni sembrano inseguirsi e la velocità diventa parte integrante della narrazione. La tecnica dei due musicisti è evidente, ma non viene mai esibita come fine a se stessa: le note corrono perché il brano lo richiede, non per dimostrare quanto velocemente si possa suonare.

Una delle sorprese dell’album è You Never Speak, composizione di Liberti nella quale emerge con particolare forza la sua sensibilità melodica. Il brano possiede una delicatezza quasi elegiaca. La chitarra di Icardi entra progressivamente, con un fraseggio lirico che sembra trasformare il titolo in una metafora: quando le parole mancano, è il suono a parlare. Qui il silenzio diventa quasi un terzo strumento, fondamentale quanto le note effettivamente suonate.

Enery, composto da Icardi in gioventù e dedicato alla futura moglie Irene, aggiunge una componente più intima e personale. Il tema, cantabile e luminoso, possiede una morbidezza che sfiora il gospel, mentre l’improvvisazione a quattro voci introduce un cambiamento di prospettiva prima del ritorno alla serenità iniziale. È un brano nel quale la dimensione autobiografica non diventa mai sentimentalismo: l’emozione passa attraverso il suono.

Con Odessa il tono si fa invece drammatico. Il brano di Liberti, dedicato alla tragedia che ha colpito la città ucraina, è costruito come una meditazione dolorosa. L’archetto trasforma il contrabbasso in una voce quasi umana, mentre la chitarra assume colori liquidi e soffusi. È uno dei momenti in cui la ricerca timbrica di Icardi e la sensibilità narrativa di Liberti trovano la sintesi più convincente.Sankarà riporta energia e movimento. Il brano, ispirato alla figura di Thomas Sankara, procede attraverso ostinati, ribattuti e cambi improvvisi. Le parti di chitarra amplificano la sensazione di velocità, mentre il contrabbasso mantiene una spinta ritmica costante. È probabilmente il brano in cui emerge più chiaramente l’interesse dei due musicisti per una musica capace di assorbire suggestioni differenti senza trasformarle in citazioni letterali.

First Breath è forse la dichiarazione più diretta della filosofia dell’intero progetto. Nato in studio da una tonalità e da pochi accordi, il brano sembra davvero documentare il momento in cui un’idea prende forma. Il mid-tempo melodico lascia spazio a improvvise accelerazioni e interventi dei due strumenti, mantenendo però sempre un senso di equilibrio. È musica che sembra accadere davanti all’ascoltatore.

La conclusione affidata a Time After Time conferma la capacità del duo di confrontarsi con una melodia conosciuta senza limitarne il significato. La canzone di Cyndi Lauper viene spogliata degli elementi più immediatamente riconoscibili per essere ricondotta a una dimensione intima e strumentale. Il risultato non è una semplice cover jazz, ma una rilettura rispettosa e personale, nella quale la melodia originale continua a essere perfettamente riconoscibile mentre acquista nuovi colori.

Nel complesso, Face to Face è un album che trova la propria identità proprio nella sottrazione. Non ci sono muri sonori, sovrapposizioni ridondanti o la necessità di riempire ogni spazio. Il vuoto diventa parte della musica e il silenzio acquista un valore espressivo pari a quello delle note.Il riferimento al jazz contemporaneo è evidente, ma Icardi e Liberti non sembrano interessati a riprodurre modelli: utilizzano quelle suggestioni come terreno dal quale sviluppare una voce propria.

La qualità della registrazione allo Skyline Studio valorizza ulteriormente questa impostazione. Ogni dettaglio dell’interazione rimane percepibile, dal respiro più morbido della chitarra alla profondità del contrabbasso, dall’attacco delle note alle pause. È un suono che permette di percepire il carattere quasi fisico del dialogo.Face to Face è dunque un disco costruito sull’incontro. Non quello, più superficiale, fra due strumenti insoliti in formazione di duo, ma quello più profondo fra due personalità che scelgono di rinunciare a una parte del proprio ego per lasciare spazio alla musica.Icardi e Liberti non suonano semplicemente insieme: si ascoltano, si provocano, si seguono e, soprattutto, si lasciano sorprendere.Ed è forse proprio questa la qualità più preziosa del disco. In un’epoca nella quale molta musica sembra progettata per essere immediatamente riconoscibile, Face to Face rivendica il diritto della musica strumentale a essere un’esperienza viva, mutevole e irripetibile. Un album nel quale il virtuosismo conta, ma conta ancora di più ciò che accade tra una nota e l’altra.

Perché, alla fine, Face to Face racconta una cosa semplice e tutt’altro che scontata: che quando due musicisti sanno davvero ascoltarsi, anche due strumenti apparentemente lontani possono diventare una sola voce.

Anna Cimenti  

TRACKLIST:

Sunrays
Blue Essence
Path Of Life
Kid Savage
You Never Speak
Enery
Odessa
Sankarà
First Breath
Time After Time

Lineup:

Ivano Icardi – chitarra
Davide Liberti – contrabbasso