Ironwill Reforged Within

Recensire realtà italiane è sempre un piacere, soprattutto quando dietro a un disco si percepisce un lavoro compositivo che cerca di costruire una propria identità invece di limitarsi a riproporre formule già collaudate.

È proprio il caso di Reforged Within, nuovo album degli Ironwill, progetto guidato da Salvo Dell’Arte, che continua il proprio percorso tra heavy metal melodico, influenze hard rock, momenti sinfonici e una costante ricerca di nuove soluzioni sonore.

L’album nasce come un concept dedicato alla crescita personale e alla rinascita interiore, un tema che attraversa tutti i dodici brani senza mai risultare eccessivamente didascalico. La sensazione è quella di un disco costruito con attenzione, nel quale ogni pezzo aggiunge un tassello differente al percorso complessivo.

Anche chi non segue particolarmente l’aspetto narrativo può comunque apprezzare un songwriting che cerca continuamente di evitare la monotonia, alternando episodi più diretti ad altri decisamente più ricercati. Questa capacità di mescolare heavy metal tradizionale con elementi moderni e una certa teatralità è uno degli aspetti che rende il lavoro interessante.

L’apertura affidata a Gravity mette subito in evidenza una delle caratteristiche migliori della band: la voce di Sherrie. Il timbro femminile riesce a ritagliarsi perfettamente lo spazio tra batteria e chitarra senza mai essere coperto dagli strumenti, mantenendo sempre una notevole intelligibilità. I riff sono ben costruiti, la sezione ritmica accompagna con equilibrio e l’insieme funziona con naturalezza. Anche Infinity prosegue sulla stessa linea, aumentando leggermente l’aggressività ma mantenendo un’impronta fortemente melodica.

Uno dei primi episodi che colpisce maggiormente è Sad Night. Il brano parte con decisione, salvo poi sorprendere attraverso cambi di ritmo che spezzano continuamente la linearità della composizione. Per certi aspetti richiama le atmosfere dei primi Xandria, pur sviluppandole su una base decisamente più heavy e dinamica. È uno di quei pezzi che dimostra come la band non abbia paura di sperimentare, inserendo variazioni senza compromettere la fluidità dell’ascolto.

Anche Breakout rappresenta uno dei momenti più riusciti dell’album. Le alternanze ritmiche sono ben studiate e il continuo dialogo tra voce femminile e interventi maschili più ruvidi dona carattere alla composizione. Le doppie linee vocali risultano particolarmente efficaci e contribuiscono a dare maggiore profondità ai ritornelli. È probabilmente uno dei brani che sintetizza meglio la filosofia musicale degli Ironwill: melodie accessibili, ma sempre accompagnate da piccoli elementi capaci di rompere gli schemi. Non è un caso che venga spesso indicato come uno degli episodi più convincenti dell’intero lavoro.

La band continua poi a cambiare pelle con True or Not, una ballad che si apre con una chitarra acustica dal fraseggio tutt’altro che banale. L’ingresso della voce avviene in modo estremamente naturale e il pezzo riesce a mantenere viva l’attenzione senza cadere nelle soluzioni più prevedibili del genere.Con Angel tornano invece le sperimentazioni, soprattutto nell’intro, dove la ricerca timbrica appare evidente.

Gli Ironwill sembrano divertirsi a contaminare il proprio heavy metal con elementi sinfonici, teatrali e perfino elettronici, mantenendo comunque una buona coerenza stilistica lungo tutto il disco. Anche Wind And Talk convince grazie a un’apertura molto solenne che accompagna l’ascoltatore verso uno dei brani meglio costruiti dell’album.Molto interessante anche Time, che gioca volutamente con sonorità dal gusto più classico. L’introduzione sembra quasi riportare indietro di qualche decennio, salvo poi essere immediatamente ribaltata dall’ingresso di un riff moderno che rilancia il pezzo con decisione.

La chiusura affidata a I Believe è forse il momento che mi ha convinto meno. Pur essendo coerente con il messaggio positivo del concept, musicalmente mi è sembrata meno incisiva rispetto ai brani che la precedono e leggermente distante dall’energia sviluppata nella parte centrale del disco.Nel complesso, però, Reforged Within rimane un lavoro decisamente riuscito.

Gli Ironwill mostrano personalità, sperimentano senza perdere il controllo della scrittura e costruiscono un album capace di alternare heavy metal classico, melodie moderne e contaminazioni sinfoniche senza risultare artificiosi. Non tutte le idee raggiungono lo stesso livello di efficacia, ma la volontà di cercare una strada personale rappresenta probabilmente il pregio principale del disco.

È un album che consiglio soprattutto agli appassionati di heavy e power melodico che cercano qualcosa di diverso dalle produzioni più standardizzate. Gli Ironwill dimostrano che anche in Italia esistono realtà capaci di proporre musica con identità, cura compositiva e voglia di sperimentare, elementi che rendono Reforged Within un ascolto interessante e meritevole di attenzione.

A.S.

TRACKLIST:

Gravity
Infinity
Sad Night
Breakout
True or NotAngel
As Fast Rock And Roll
Wind And Talk
Time
Changing Myself
The Dam
I Believe

LINEUP:

Sherrie Anne Grieve – vocals
Salvo Ironwill Dell’Arte – guitar
Calvin Duke (Mr. Mike) – bass
Mr. Z – drums