Intervista agli IN Aevum Agere per il nuovo album PTOLOMEA – CANTO XXXIII
Ci accingiamo ad intervista questa band nella persona di Bruno Masulli provenite dalle lande campane che è in procinto di pubblicare il nuovo album PTOLOMEA – CANTO XXXIIICiao Bruno come prima cosa ti chiedo brevemente di presentarvi a chi magari ancora non vi conosce?
R – Ciao Stefano. Gli In Aevum Agere nascono come one man band verso il 2004. Cominciai a scrivere dei brani su sonorità diverse da quelle a cui ero abituato. Il doom metal, che già amavo particolarmente, cominciò ad ispirarmi anche sul profilo compositivo e soprattutto l’influenza dei Candlemass si fece molto forte. Avvenne che nel 2007 pubblicai una demo, “From The Depth Of Soul” che ebbe un riscontro eccezionale soprattutto nell’underground internazionale e ciò influì molto sul cammino della band. Da lì un percorso davvero ricco di opportunità, live all’estero, e un’attività discografica molto intensa. Poco per volta, il progetto, negli anni, ha assunto sempre più i connotati di band vera e propria nonostante i tanti cambi di line up.
Dopo tre album dedicati alle vicende dantesche avete realizzato un altro album su Dante come mai questa scelta?
R- Nulla di pianificato, come non lo sono stati i successivi album dopo “Canto III”. Dopo l’esperienza con il suddetto album, che ebbe tra l’altro una lunga gestazione, i successivi lavori vennero fuori con molta più fluidità. Dopo “Canto III” e l’inizio della collaborazione con la Metal On Metal Records era come se qualcosa fosse ancora rimasto in sospeso, dopo tutto erano stati trattati solo alcuni dei canti dell’Inferno e proseguii nella composizione. Ne uscirono ben due nuovi album e a distanza di pochi anni. Mi accorsi soltanto dopo di aver realizzato una vera e propria trilogia. Il nuovo album nasce da una semplice mia idea personale nel festeggiare tale trilogia con qualche brano celebrativo, invece ne è uscito un altro album ed anche perché poi ho proseguito con le cantiche della Divina Commedia trattando anche Purgatorio e Paradiso, l’ho chiamato “Ptolomea Canto XXXIII”. La Tolomea, uno dei luoghi dell’Inferno dove non c’è più fuoco ma ghiaccio e dove sono puniti i traditori. Tradimento, che per Dante rappresentava il peccato più grave in assoluto.
Presumo che il disco sarà un concept giusto, ma secondo te è più facile fare un disco diciamo “normale” con sole canzoni da mettere insieme oppure per voi è facile fare un disco come il concept?
R – Io penso che non ci siano album più facili o più difficili, dietro ogni opera c’è sempre un gran lavoro. Un “cosiddetto” concept semmai necessita di una supervisione maggiore, occorre senz’altro documentarsi per essere più plausibili possibile sull’argomento che si vuol trattare. Io, personalmente, cerco di essere sempre molto fedele all’opera, e con gli anni devo dire, sono diventato ancora più scrupoloso e per questo mi documento molto, consultandomi da più fonti per ottenere un lavoro completo e senza lasciare nulla al caso.
In questo caso quale tipologia di realizzazione avete per compiere un lavoro come il vostro nuovo album?
R – Beh diciamo che le idee partono e sono poi concepite dal sottoscritto, la band mi segue e ogni elemento dà il suo contributo personale. Marcello (D’Anna: bassista) per esempio riesce perfettamente ad interpretare il mio pensiero nell’arrangiamento del basso ed è molto collaborativo e molto scrupoloso anche durante il missaggio.
Il disco sarà diviso in più capitoli oppure sarà un’unica uscita?
R – No, il nuovo disco, benchè tratti, in questa sua estasi finale, tutte le cantiche della Commedia, sarà analogo ai precedenti e stavolta chiuderà definitivamente questo cosiddetto “ciclo” di Dante.
Una band come la vostra che tipo di approccio ha verso il proprio pubblico?
R – Mah, direi assolutamente positivo, soprattutto il suonare più delle volte all’estero ci ha dato e ci dà la possibilità di approcciare con un pubblico diverso e proveniente da differenti scene underground, il tutto è molto entusiasmante e gratificante.
In sala di registrazione che gusti avete riguardo la tecnologia da usare vi rifate più a mezzi analogici oppure andate sul digitale?
R – Beh, direi che i tempi delle registrazioni analogiche sono andati via. Il digitale ha preso, per tante ragioni il sopravvento. Ma del resto cambiano i mezzi e i modi di registrare ma gli strumenti che suoniamo sono sempre gli stessi. Personalmente conservo ancora testata e pedali analogici ma abbiamo tutti delle pedaliere digitali, che sostituiscono per praticità e per suono i pedali analogici e amplificatori. Anche Salvatore (Romano: nostra nuovo secondo chitarrista) ha la mia stessa pedaliera. Michele (Coppola; batterista) usa una batteria elettronica ma assolutamente simile ad una batteria acustica. Su quella acustica ci suona ormai solo dal vivo.
Una domanda ve la vorrei fare su di una tecnologia particolare come l’IA che si sta purtroppo sostituendo alla creatività personale dI ognuno di noi la evitate oppure prendete degli spunti per avere un aiuto in più?
R- Mah, per quanto mi riguarda, l’intelligenza artificiale può senz’altro essere d’aiuto, di supporto ma non sostitutiva, musicalmente, i miei brani usciranno sempre dalla mia testa, i testi saranno sempre scritti di mio pugno e saranno suonati sempre dalle mie mani ed intonati dalla mia voce.
Durante la realizzazione preferite non avere “disturbi” come i concerti oppure per voi non è un problema diciamo così per staccare dall’attività di lavoro?
R- Direi di no, anzi, spesso ci è capitato di andare dal vivo e partire proprio nel pieno della realizzazione di un album o di un pre-produzione, il distacco momentaneo e la concentrazione al live può far bene a mio avviso, anche perché durante lo spostamento mi vengono sempre altre idee in mente e comunque si discute con la band sui lavori discografici a cui ci di dedica e che si pianificano con calma.
E a proposito di lavoro in Italia è sempre molto difficile riuscire a farlo voi riuscite a mantenervi solo con la musica?
R- No, ognuno ha un lavoro e quasi tutti ne hanno uno completamente diverso dalla musica. Forse solo io, gestendo una sala prove, ci sono sempre a contatto, è certo che di sola musica, e in particolar modo di quella propria, non voglio dire che sia impossibile, ma è estremamente difficile.
in questo senso sarà possibile vedervi dal vivo?
R – Beh, abbiamo delle date in Italia e all’estero previste per novembre, si spera ovviamente nella buona promozione di questo nuovo disco.
Bene abbiamo concluso a nome di tempi duri vi ringraziamo per la vostra gentilezza se volete aggiungere qualcosa siete liberi di farlo?
R- Ti ringrazio per l’opportunità, l’album uscirà a fine aprile e saranno resi noti i dettaglia a breve. Un saluto a tutti i supporters e ai lettori di Tempi Duri.
LINEUP:
Marcello D’Anna – guitars/bass
Bruno Masulli – bassGuitars/vocals
Michele Coppola – drums





