Il Mago del Gelato
Chi è Nicola Felpieri?
L’ascolto di “Chi è Nicola Felpieri?” è un’esperienza che cattura fin dalle prime note. L’album d’esordio della band milanese Il Mago del Gelato, uscito il 14 marzo 2025, è un viaggio sonoro che supera ogni aspettativa, travolgendo l’ascoltatore con un mix di suoni e atmosfere che si intrecciano senza soluzione di continuità. Un’opera che non solo segna l’inizio di un progetto musicale dal potenziale enorme, ma che si pone anche come una colonna sonora di un viaggio magico , una fantasia che scivola tra continenti e stili musicali, tra l’energia del presente e la nostalgia di un passato che non smette mai di ispirare.Il disco si apre con Depistaggio, che ci catapulta subito nell’universo del Mago del Gelato. L’inizio è frenetico, un invito a perdersi in un suono ricco di groove e percussioni che sembra non avere mai una fine. Le voci corali si sovrappongono a un vocoder che distorce la realtà, mentre chitarre e sintetizzatori anni 80 si uniscono in un turbine sonoro che preannuncia la cifra stilistica della band: una fusione di tradizione e modernità, di radici afrobeat e jazz e di un’inquietudine che li rende unici. La sezione ritmica, alimentata dal basso e dalla batteria, è potente e coinvolgente, spingendo l’ascoltatore a muoversi, a lasciarsi trasportare.
Dopo questo ingresso dinamico, Segreto ci regala una pausa onirica, un viaggio nei meandri della mente e delle emozioni. Il brano sussurra, come un sogno che sfuma e ritorna in superficie, alimentato dalla malinconia di un pianoforte che si fa accompagnare da chitarre sottili e da una tensione che cresce inesorabilmente. Qui la band sembra riflettere su se stessa, cercando la risposta a un pensiero che non vuole essere svelato. L’atmosfera rarefatta è pervasa da un’aura di mistero che ci accompagna verso la successiva traccia, Tic Tac, in cui l’artista francese Mélanie Chedeville, ospite del disco, dà voce a un brano che risuona come una ballata parigina, seducente e sensuale, dove il jazz si mescola alla musica elettronica.
Proseguendo nell’ascolto, Granturismo emerge come uno dei brani più trascinanti dell’album. Un pezzo potente, che sembra prendere vita da un motore in corsa, una vera e propria accelerazione inarrestabile che trascina tutto con sé. La velocità, il suono metallico delle chitarre e l’energia palpabile fanno di Granturismo il cuore pulsante dell’album, una traccia che simboleggia il viaggio, la ricerca di qualcosa che sfugge ma che, al contempo, ci definisce. È un movimento continuo, una danza che si fa sempre più frenetica, ma che non perde mai il controllo.La domanda contenuta nel titolo dell’album – Chi è Nicola Felpieri? – si fa più intrigante man mano che l’ascolto procede.Il Felpieri, un personaggio enigmatico, sfuggente, diventa la figura simbolo di una narrazione che si fa universale. Chi sia realmente Felpieri rimane un mistero, ma proprio questa indeterminatezza lo rende più affascinante e permette a ciascun ascoltatore di proiettare su di lui la propria interpretazione. Il disco, infatti, non risponde alla domanda posta nel titolo; piuttosto, la alimenta, costruendo un’identità sfumata e in continua evoluzione, che cambia a seconda dei brani e delle sfumature musicali che la band esplora.
Brani come In Punta di Piedi, che vanta la collaborazione del duo Le Feste Antonacci, e Sembrava Deserto, che esplora territori più intimisti e psichedelici, mostrano la capacità della band di destreggiarsi tra stili musicali differenti senza mai perdere coerenza. Il primo è una “disco funk” dalle vibrazioni estive, fresca e coinvolgente, perfetta per ballare e lasciarsi trasportare, mentre il secondo è un brano che si perde in un’atmosfera allucinatoria, una melodia ripetitiva e struggente che cresce in intensità, aiutata da un basso ostinato e da chitarre acute che sembrano spezzare la realtà.In Controtempo, la voce di Venerus si fa portatrice di un brano che oscilla tra malinconia e speranza, una riflessione sulla necessità di fermarsi, di prendersi cura degli altri, in un mondo che corre troppo veloce. La canzone, lenta e avvolgente, si contrappone alla frenesia dei brani precedenti, invitando l’ascoltatore a riflettere. L’album prosegue con La Fiamma dell’Amore, un brano che spinge sull’acceleratore, con una miscela di romanticismo e energia che esplode in un groove potente, per poi chiudere con Enrico Lascia Perdere, un inno alla libertà e all’indipendenza, una dichiarazione di intenti che, in modo simbolico, racchiude l’intera filosofia del gruppo.
Nel complesso, “Chi è Nicola Felpieri?” è un lavoro che non si accontenta di essere solo un album. È un’esplorazione sonora che invita a scoprire mondi diversi, a perdersi nel suono e nel ritmo. Il Mago del Gelato, con la sua capacità di mescolare diversi linguaggi musicali, crea un universo unico, fatto di vibrazioni funk, jazz, afrobeat, ma anche di influenze cinematografiche e di un linguaggio che si evolve in modo costante. L’album riesce a catturare l’ascoltatore in un abbraccio sonoro che non si lascia mai sfuggire, che sfida le convenzioni senza mai perdere il suo centro. La sua forza sta proprio nella sua varietà e nella sua capacità di comunicare emozioni diverse, a volte leggere e spensierate, altre volte profonde e introspettive.
“Chi è Nicola Felpieri?” è un viaggio che vale la pena intraprendere, un album che non smette di sorprendere e che, grazie alla sua originalità, è destinato a diventare uno dei dischi più interessanti del panorama musicale contemporaneo.
Anna Cimenti