Ibridoma

Sangue Innocente

Gli Ibridoma, nati nelle Marche nel 2001 e ormai presenza consolidata dell’heavy metal italiano, arrivano al settimo capitolo della loro storia con “Sangue Innocente”, pubblicato da Punishment 18 Records.

Quarantuno minuti e dieci brani nei quali la band continua a muoversi fra heavy, power e hard rock, senza la necessità di rincorrere sonorità alla moda. La formazione, con Christian Bartolacci alla voce, due chitarre, basso e batteria, punta tutto sulla compattezza e su una scrittura diretta. “Realize” apre il disco con la giusta dose di energia, mentre “Childhood Denied” e “The Gambler” confermano immediatamente che gli Ibridoma preferiscono costruire canzoni solide piuttosto che perdersi in inutili dimostrazioni di tecnica. È un album che arriva al punto senza girarci troppo intorno, e già questo rappresenta uno dei suoi meriti.

La title-track “Sangue Innocente” è uno dei momenti più significativi, anche per la presenza di Giacomo Voli dei Rhapsody Of Fire e di Chiara Malvestiti dei Therion tra gli ospiti. L’utilizzo dell’italiano conferisce al brano un’immediatezza particolare e rende ancora più concreto il tema della sofferenza e delle vittime innocenti. Interessante anche il contributo del poeta Walter Olivetti ai testi: un elemento che aggiunge una dimensione più narrativa a un disco che, pur restando profondamente metal, non si limita ai soliti argomenti di maniera.

Il reparto chitarristico è uno dei punti forti. Le due chitarre lavorano soprattutto sull’intreccio fra riff, armonizzazioni e melodie, evitando per fortuna la gara a chi infila più note in un minuto. “Sole Freddo” e “Occhi Vuoti” mettono in evidenza il lato più melodico, mentre “A.I.” introduce una componente più contemporanea. È proprio quest’ultimo brano a suggerire una delle direzioni più interessanti del disco: gli Ibridoma conservano un linguaggio tradizionale, ma provano a utilizzarlo per raccontare il presente. Se devo trovare un difetto, qualche passaggio avrebbe beneficiato di maggiore imprevedibilità: un assolo più avventuroso, un cambio di tempo meno annunciato, qualcosa capace di rompere gli schemi. La preparazione tecnica c’è; qualche rischio in più avrebbe potuto lasciare un segno ancora più personale.

Ottima anche la prova della sezione ritmica. Leonardo Ciccarelli al basso e Alessandro Morroni alla batteria danno peso e continuità ai brani senza sovraccaricarli. Morroni soprattutto dimostra una buona capacità di dosare potenza e dinamica, mentre il basso contribuisce a dare profondità al riffing. Al microfono Christian Bartolacci offre una prestazione convincente, soprattutto nei momenti più energici, mantenendo quella caratteristica impostazione heavy che rappresenta ormai una precisa firma degli Ibridoma. In qualche occasione avrei però gradito dalla voce una maggiore varietà espressiva: qualche tonalità più scura o più raccolta avrebbe creato un contrasto interessante con i passaggi più muscolari.

La produzione di Mauro Mancinelli, che ha curato registrazione, mix e mastering presso Ulag Zone, con Damiano Paoloni impegnato nella registrazione delle voci, è uno degli elementi che fanno funzionare particolarmente bene il disco. Il suono è pulito e potente, ma non soffoca i musicisti sotto una coltre di compressione. Le chitarre hanno presenza, la batteria conserva il proprio attacco e la voce rimane sempre comprensibile. Personalmente avrei aggiunto un filo di ruvidità alle chitarre nei momenti più aggressivi, ma si tratta davvero di una questione di gusto. Il pregio maggiore è che la produzione permette di percepire la band come un insieme, non come cinque tracce separate incollate una sull’altra.

Alla fine “Sangue Innocente” convince perché non cerca di essere qualcosa che gli Ibridoma non sono. “The Other Side”, “Sing In The Sky” e “Ho Dimenticato” completano un percorso equilibrato, nel quale melodia e aggressività trovano un buon punto d’incontro. Non è un album rivoluzionario e qualche soluzione compositiva avrebbe potuto spingersi più lontano, ma non è questo il suo obiettivo. È un disco fatto da musicisti che conoscono il proprio mestiere e che continuano a credere nel valore del metal suonato senza sovrastrutture. Gli Ibridoma non inventano una nuova strada: percorrono la loro con sufficiente convinzione da renderla ancora interessante.

E quando le chitarre hanno questo tiro, la vecchia scuola non sembra affatto vecchia.

Drakul218

TRACKLIST:

 Realize
Childhood Denied
Sangue Innocente
The Gambler
Sole Freddo
The Other Side
Occhi Vuoti
A.I.
Sing In The Sky
Ho Dimenticato

LINEUP:

 Christian Bartolacci – vocals
Marco Vitali – guitar
Lorenzo “Fiskio” Castignani – guitar
Leonardo Ciccarelli – bass
Alessandro Morroni – drums