Hellrazer
Serve The Machine
Gli Hellrazer, da Calgary, sono una di quelle realtà che hanno attraversato due decenni di heavy metal restando fedeli a una visione precisa, lontana dalle mode e proprio per questo, sorprendentemente resistente al tempo.
Con “Serve The Machine”, quinto album in studio, la band non prova a cambiare pelle… piuttosto, ad indossarla meglio.Dire che gli Hellrazer in questo album si muovono tra Judas Priest, Metallica e Slayer rischia di sembrare una semplificazione.Il loro è un metal che non cerca di essere moderno nel senso più superficiale del termine, ma che lavora sulla tensione tra tradizione e urgenza. “Serve The Machine” non è un disco nostalgico,è un disco che suona come se il passato fosse ancora presente, ancora necessario.Le due nomination ai Western Canadian Music Awards per “Operation Overlord” e “Bonecrusher” non sono un punto d’arrivo, ma la base su cui questo nuovo capitolo si sviluppa con maggiore sicurezza.
Fin dalle prime battute, il disco si presenta con un suono compatto, diretto, privo di orpelli.Le chitarre lavorano su un doppio registro, da una parte il riffing serrato, quasi thrash, dall’altra una costruzione più classica, fatta di aperture melodiche e assoli che non cercano la velocità fine a sé stessa, ma il peso emotivo.La sezione ritmica è precisa, quasi chirurgica, ma mai sterile.È quel tipo di solidità che non si impone, ma sostiene tutto il resto.E poi c’è la voce.Non c’è bisogno di estremi, né di forzature, il cantato si muove in una zona di equilibrio tra aggressività e controllo, mantenendo sempre una dimensione narrativa, non è una voce che domina i brani, ma che li attraversa.
La coerenza, nel metal, è spesso un valore, ma può diventare anche un limite,“Serve The Machine” è un disco solido, ben scritto, suonato con precisione e passione, ma raramente sorprende.È come una macchina perfettamente oliata che funziona, risponde, non si inceppa.Eppure, a volte, si ha la sensazione che manchi quel momento di rottura, quell’imprevisto capace di trasformare un buon disco in qualcosa di realmente memorabile.Ho avuto la sensazione nell’ascoltare questo album che gli Hellrazer non stanno cercando di cambiare il metal,ma stanno cercando di mantenerlo vivo.In un’epoca in cui molte band inseguono tendenze o nostalgie prefabbricate, questo ha un valore reale e “Serve The Machine” è un disco che non urla per attirare attenzione… non ne ha bisogno.
Questo è un lavoro costruito con esperienza, identità e rispetto per un linguaggio che la band conosce profondamente.Non è rivoluzionario.
Ma è autentico. E, oggi, non è poco.
lubranomic




