Gazpacho

Magic 8 Ball

La Norvegia, spesso associata al black metal, vanta una scena progressive di straordinaria ricchezza, caratterizzata da un senso del dramma teatrale ma profondamente sentito. In prima linea ci sono i Gazpacho, il cui Demon (2014) è considerato un classico moderno e un capolavoro condiviso. Quel disco ha inaugurato una trilogia sul lato oscuro dell’inconscio collettivo, culminata nel superbo Fireworker (2020). Magic 8 Ball rappresenta una svolta: è il primo album non concettuale da decenni, pur ruotando attorno a un vago tema del fato. Ma come regge questo cambiamento? Già dal singolo apripista 8-Ball era chiaro che i Gazpacho stavano esplorando nuove direzioni, con un approccio più orecchiabile e sarcastico, quasi pop. Ma ad ascoltare l’album intero, è Starling” a ribaltare le aspettative: una dolce serenità costruita su un pianoforte fragile e la voce splendida e malinconica di Jan-Henrik Ohme. “Lasciateci rinascere”, canta, e il tono è dato: la band sperimenta senza tradire la sua vena oscura e riflessiva. Brani come Starling e We are Strangers giocano con ritmi e strutture atipiche, mentre Ceres fluisce con canoni vocali vorticosi e Immerwahr assume la forma di una poesia in fuga musicale. Proprio come la palla magica del titolo, non si sa mai cosa aspettarsi.

Ed è meraviglioso, sebbene si apprezzi la loro capacità di creare concept album unici, qui sembra di essere condotti in un’avventura di cui nemmeno la band conosce la meta, Sky King tratteggia un desiderio misterioso per esplodere in un ritornello di potente malinconia. Ceres sembra abitare un gigantesco meccanismo a orologeria. I synth, più presenti che in passato, a volte rubano la scena (nell’assolo di Starling o nel climax di The Unrisen) o creano atmosfere futuristiche e distopiche in We are Strangers.Unica piccola pecca potrebbe essere Gingerbread Men, che fatica a decollare nonostante le texture interessanti, a causa di un ritmo forse troppo ripetitivo. Ma è un attimo di distrazione, presto riscattato dall’energia brillante di 8-Ball. La produzione è magnifica: chiara, calda, con chitarre potenti quando serve e dettagli curatissimi; tutto culmina in The Unrisen, che da un inizio etereo sfocia in un passaggio di synth mozzafiato, come un viaggio attraverso un vortice galattico.

In conclusione Magic 8 Ball è un disco avventuroso ed eclettico, tenuto insieme dallo stile vocale e compositivo inconfondibile della band, ogni traccia ha una sua identità e sorprese e dopo molti ascolti suona sempre magicamente fresco. Non raggiunge forse le vette narrative di Demon, ma pochissimi album lo fanno. Tuttavia, poche band riescono a rinnovare la propria formula con l’abilità, la grazia e la maestria dei Gazpacho.

 Massimo Cassibba

TRACKLIST:

Starling
We Are Strangers
Sky King
Ceres
Gingerbread Man
Magic 8-Ball
Immerwahr
The Unrisen

LINEUP:

Thomas Andersen keyboards/programming
Jan-Henrik Ohme – vocals
Jon-Arne Vibo – guitar
Mikael Krømer – violin
Kristian “Fido” Torp – bass
Robert R Johansen – drums