GAIA BANFI LA MACCAIA

Il nuovo album in uscita il 4 aprile per Trovarobato

GAIA BANFI

Sabato 5 aprile
una listening session immersiva del nuovo album La Maccaia
Serra Madre, Bologna
Giardini Margherita, Via Castiglione 134
Ingresso gratuito con prenotazione qui: https://link.dice.fm/a11b71158e59

L’album La Maccaia esce il 4 aprile per Trovarobato
Pre-salvalo qui: https://orcd.co/lamaccaia-gaiabanfi

Il mare, ruvido e increspato. Sentieri luminosi, strade bianche che si perdono in campagne assolate. E vicoli ombrosi di città antiche dove il vento sussurra segreti. La Maccaia è il nuovo album di Gaia Banfi che esce il 4 aprile per Trovarobato.Anticipato da Piazza Centrale e dal successivo Seia, il disco della cantautrice, produttrice e polistrumentista, nuova promessa della scena musicale italiana, si muove sulle tracce dei ricordi per raccontare una storia fuori dal tempo, usando un linguaggio molto personale nel quale convivono, con naturalezza, canzone d’autore, pop e sperimentazioni in campo elettronico.Ipnotica e magnetica, la sua musica è una seduzione sottile, inafferrabile, un’emozione che si insinua nella mente con delicatezza, un invito a perdersi nella sua bellezza. Una passione che tocca le corde più profonde dell’anima, senza la foga travolgente dei sensi, ma con l’intensità di un sentimento puro e profondo.

Gaia Banfi nasce a Milano, vive ormai da anni a Bologna, ma nel suo album a risuonare è Genova, luogo della sua infanzia, che qui diventa però immaginaria ambientazione di una dimensione simbolica in cui ognuno può riconoscersi, attraverso sette brani in cui prendono voce tutte quelle malinconie che si gonfiano man mano che si cresce, le mancanze, gli amori turbolenti e scuri, quelli non corrisposti, ma anche la vitalità, la scoperta, l’assenza di giudizio e infine la consapevolezza, le conquiste interiori, la clemenza e l’amore per sé stessi.La maccaia è una particolare condizione meteorologica che si verifica esclusivamente nel Golfo di Genova quando soffia lo scirocco, il cielo si copre e l’umidità raggiunge livelli molto elevati creando così una sorta di substrato nebbioso che cavalca il mare e si confonde con esso. La descriveva già Paolo Conte nella sua celebre Genova per noi: – racconta Gaia. La mia passione per l’immagine e l’osservazione mi spinge sempre ad avvicinare il più possibile, sul piano sensoriale, suoni e visioni.

Così ho provato a visualizzare come sarebbe ascoltare il mio disco mentre la nebbia si stratifica sul mare. Magari passeggiando lungo Corso Italia, la strada che costeggia il litorale di Genova e che ho attraversato in tanti momenti da bambina. Un’immagine ben precisa da cui nasce l’atmosfera in cui è calato l’album, costantemente pervasa da un’ombra delicata, dove le immagini si svelano lentamente, come fossero visioni che ora emergono dalla foschia e dalla luce ora, invece, si oscurano, lasciando spazio al mistero.In questo scenario etereo si muovono le scelte artistiche di Gaia Banfi in un gioco di contrasti tra suoni acidi e altri estremamente più morbidi, tra minimalismo e arrangiamenti maestosi e quasi ripetitivi come il mare quando si infrange sugli scogli. Il suo mondo musicale si ispira a un approccio di ricerca e attenzione alle sonorità di artisti come Bon Iver e Radiohead; al dialogo tra elettronica e jazz come nei dischi Promises dei Floating Points o Focus di Stan Getz e Eddie Sauter; all’incrocio tra vocalità e suoni dissonanti come nell’evoluzione del progetto solista di Robert Wyatt; fino alla fascinazione per la musica meditativa, la spiritualità e le musiche popolari e di altre culture. Se dal punto di vista della struttura lo schema canzone viene totalmente decostruito, la recente riscoperta di alcuni dischi di cantautori come De André e Lucio Battisti emerge, invece, nella scrittura intima ed evocativa, fatta di parole senza tempo che dipingono paesaggi e oggetti in un suggestivo chiaroscuro, come se alba e tramonto, con le loro sfumature cangianti, fossero eternamente presenti. La voce avvolgente, delicata e penetrante allo stesso tempo, si alterna ai cori che esprimono l’estrema necessità dell’artista di cantare a squarciagola, abbandonando ogni timidezza. Il ritmo cadenzato delle metriche scandisce, infine, il tempo rassicurante, il presente, come un battito cardiaco che pulsa nella quiete.

Il viaggio di Gaia va alla ricerca di immagini e emozioni del passato, come fossero oggetti o amuleti individuati nel sottosuolo con un ramo a Y da rabdomante, rappresentato nella copertina, e si apre con una voce narrante a cui la cantautrice consegna un inno al qui e ora, alla conoscenza di se stessi, consacrato poi dal mare di Macaia: mantrico e aspro, introduce un’esperienza quasi meditativa e resta poi lì, come silenziosa presenza sullo sfondo per tutto il viaggio in questo paese immaginario, con la sua chiesa, la sua Piazza Centrale e un desiderio di fuga che si fa strada tra synth, suoni ambientali, voci di bambini. Poi le passeggiate solitarie lungo la riva di un mare inquieto, burrascoso (Il Lungoriva di Genova), per proseguire con Amar, in collaborazione con l’artista italo-argentina REHHLL: l’amore di un pescatore per una donna di fantasia, di cui lui riesce a sentire la voce ogni volta che, con la sua barca, si riavvicina al mare. Nelle successive, 7 e Congelati, ancora una volta l’ascoltatore viene guidato attraverso spazi sconfinati in una costante altalena tra momenti cupi e altri di beatitudine, tra elettronica ed elementi acustici, per poi arrivare a fermarsi con Seia, quel momento che la cantautrice definisce “il miracolo della mia giornata”, quando si lascia andare il pensiero privo di ogni controllo. Un finale aperto, luminoso, che affida a un pianoforte e a un grande coro di voci l’augurio più bello: quello di perdonarsi per i momenti più difficili e di abbandonarsi senza freno, invece, agli stati di gioia più puri. Una celebrazione della consapevolezza come bene prezioso, come uno stato di coscienza neutrale che ci permette di abbracciare una prospettiva diversa, libera dai pregiudizi innati dell’essere umano. Una conclusione nel segno della riconciliazione per questo cammino in un tempo sospeso, che potrebbe essere oggi come cento anni fa.

BIO

Gaia Banfi è una cantautrice, musicista e produttrice nata il 7 gennaio 1998 a Milano. Il suo lavoro artistico si esprime nel campo della sperimentazione e combinazione di pop, canzone d’autore ed elettronica. Voci e timbriche ariose si mischiano in un insieme di contrasti, di influenze elettroniche e suoni distorti, spesso all’estremo della cantabilità, allo scopo di rendere la voce al pari di un elemento della produzione musicale. Figlia di Baffo Banfi, storico tastierista del gruppo prog italiano Un Biglietto per l’Inferno, Gaia cresce immersa nella musica. Grazie all’esperienza del padre, entra in contatto con la musica fin da giovanissima. A sei anni inizia a studiare canto, successivamente si dedica alla chitarra classica e al violino, per poi diplomarsi in Canto Jazz con il massimo dei voti al Conservatorio di Bologna, sotto la guida di Diana Torto. Nel 2020 pubblica il suo album di debutto Lotus, che segna l’inizio di un percorso artistico sempre più personale e innovativo. Dal 2022 collabora con il produttore e artista AKA5HA, con il quale approfondisce la sua passione per la musica elettronica e sperimentale, dando vita a sonorità più ricercate e audaci. Nello stesso anno, lancia il suo progetto strumentale elettronico Non si può stare morti per sempre, presentato in occasione dell’omonima mostra dell’artista Ilaria Demo De Lorenzi, il 24 febbraio 2023. Nel 2023 Gaia partecipa a X Factor, portando sul palco un “mondo musicale parallelo, e uscendo con la stima di quelli che amano la musica” [Rolling Stone Italia]. Sempre nel 2023, Gaia presenta la sua musica: dal resetfestival di Torino all’Efesto House di Bologna, alla performance live a Colonne 28 di Parma. Tra dicembre 2023 e gennaio 2024 si esibisce con un set in solo in apertura di alcuni concerti italiani di Daniela Pes. A gennaio 2025 si apre il percorso che porta al nuovo disco con l’uscita del singolo Piazza Centrale che vede Gaia ottenere ottimi posizionamenti sulle piattaforme digitali: è in copertina della palylist Fresh Finds ed entra in EQUAL e nelle altre principali playlist Spotify nonché in (DI)Versi e in altre playlist Amazon Music e Apple Music. Segue il secondo e ultimo singolo Seia. Entrambi i brani che anticipano il nuovo lavoro sono accompagnati da due speciali lyric video realizzati con immagini di archivio concesse dalla Fondazione Ansaldo di Genova. La Maccaia è il nuovo disco che esce il 4 aprile 2025 per Trovarobato, con il contributo di NuovoImaie. Il giorno successivo, 5 aprile, appuntamento con una intima e immersiva listening session dell’album presso Serra Madre a Bologna.

Tracklist
1. Macaia
2. Piazza Centrale
3. Il lungoriva di Genova
4. Amar
5. 7
6. Congelati
7. Seia

Crediti
Musica e testi di Gaia Banfi
Prodotto da Gaia Banfi
Missato e masterizzato da AKA5HA
Il brano Macaia vede la produzione aggiuntiva di AKA5HA
Tutti i brani sono eseguiti da Gaia Banfi
In Il lungoriva di Genova e Congelati gli strumenti aggiuntivi sono suonati da Giovanni Tamburini (Flicorno) e Oscar Martin Del Rio (percussioni, batterie)
In Amar e Seia le voci di bambini sono di Thomas Ganci
In Amar le parole sono di REHHLL
Art director Ilaria Demo De Lorenzi
Artwork Alessandro Tuccillo
La Maccaia è realizzato grazie al supporto di NuovoImaie