Keeper Of The Scriptures

Flaming Row

Sei anni dopo The Pure Shine, i FLAMING ROW tornano con un nuovo, epico concept album.
Il quarto lavoro dell’ensemble guidato dai musicisti Melanie Mau e Martin Schnella, si intitola Keeper Of The Scriptures e si presenta più pesante, più coinvolgente e allo stesso tempo più versatile rispetto al suo predecessore.

L’album è basato su una storia fantasy scritta in esclusiva per la band dall’autore Christian Dolle La storia racconta che A Gandhara, la capitale della terra di Mithila, vivono le due eroine Nita e Meera. Quando una minaccia sconosciuta si abbatte sul regno, Meera, in qualità di guardiana di Gandhara, deve marciare in battaglia. Nita, d’altra parte, ha il compito di preservare la conoscenza, la cultura e i ricordi di tutte le persone per le generazioni future in qualità di Custode delle Scritture. Riuscirà a salvaguardare questa eredità inestimabile?

Musicalmente, questo si traduce in un viaggio affascinante attraverso il metal progressivo, registrato sia in inglese che in tedesco. La band è supportata da un totale di 33 musicisti i cui strumenti e voci creano una gamma stilistica ed emotiva impressionante, con figure rinomate della scena prog e nuovi talenti entusiasmanti.

La grafica del disco  è stata realizzata curando il tutto in modo molto dettagliato e mostra un figura femminile  in primo piano  vestita come fosse  una ninja per altro pur essendo “solo” un disegno risulta moolto sexy e rende bene l’idea del personaggio.Una particolarità della copertina sta nel  fatto che capovolgendo  il disco ci si  para davanti la versione  in tedesco mentre rigirandola c’è  quella con i testi in inglese tutto questo si traduce  sia musicalmente che graficamente in un lavoro di alta qualità. I Flaming Row ricordano visto anche il genere proposto i Dream Theater e seppure gli arrangiamenti hanno in se  tutti gli  aspetti  della band americana i tedeschi riescono ad essere sufficientemente melodici.

Tutti gli ospiti  offrono  performance assolutamente di primo livello e mai lunga attesa fu più premiata  dall’avere per le mani un disco  veramente bello ascoltate ad esempio Mithila’s End  uno dei brani epici  del disco  che al suo intermezzo contiene arrangiamenti  esotici ed orientaleggianti che ricordano parecchio le cose fatte di recente dai Myrath.Tra gli innumerevoli ospiti  un paio sono dei nomi altisonanti  Mike Kennely  alla chitarra e niente che Anthony Arjen Lucassen (Ayreon  Star One e Stream of Passion), vero e proprio maestro nel creare dischi  del genere.

A quanto pare la lunga attesa  che abbiamo dovuto “subire” è stata sufficientemente premiata con questo  che consiglio  di farlo vostro a tutti i costi e malgrado il disco sia uscito nell’ottobre dello scorso anno possiamo considerare tale uscita ancora fresca di stampa.

Stefano Bonelli     

TRACKLIST:

Gandhara’s Legacy
The Mesh
An Invisible Bond
Nita – The Keeper
Meera – The Guardian
Mithila’s End
It Was Magic
Between Worlds
Hope for a Miracle
The Last Stand
More than Words
An Old Legend

LINEUP:

Melanie Mau / lead vocals
Martin Schnella / guitars, bass, lead & backing vocals, composer
Niklas Kahl / drums
Marek Arnold / keyboards, saxophone

Special guests:

Glynn Morgan / vocals
Sally Minnear / vocals
Mike Keneally / guitar
Jelena Dobric / vocals
Richard Henshall / guitar solo
Leo Margarit / drums
Joe Deninzon / violin
Stephan Kernbach / keyboards, soundscapes
Lars Lehmann / bass
Mathias Ruck / vocals
Maggy Luyten / vocals
Johan Hallgren / guitar solo
Arjen Lucassen / guitar solo
Jan Listing / vocals
Marcus Siepen / guitar solo
Simon Schröder / drums
Natalie Brown / vocals