Feruch
Feruch
La prima cosa su cui mi sono soffermato è la cover di questo omonimo full lenght. Loro sono i Feruch, band friulana dedita a un black metal con radici old school. Ho esordito raccontando dell’artwork, ho apprezzato molto il tributo alla propria terra, una donna con orgoglio inneggia il lavoro duro nei campi, ai piedi delle Dolomiti, terra di persone dure.
Tornando alla musica, come anticipato i nostri “ragazzacci” picchiano davvero duro, senza tralasciare nulla di quelli che sono diventati nel corso degli anni gli stilemi del genere. Riffs soffocanti, sezione ritmica forsennata e una voce che, nonostante il cantato in italiano mi ha davvero convinto. Le liriche raccontano storie sui luoghi, ancorate alla natura selvaggia, protagonista inconsapevole di antiche battaglie. Il disco è molto omogeneo, anche nel risultato finale, non ci sono brani che si elevano, ma questa non è certo una critica, i Feruch sono granitici, decisi, anche sotto questo aspetto. Il black metal è questo, prendere o lasciare!Il disco scorre, ma la tensione rimane sempre molto alta, a dimostrazione che la band friulana ha fatto centro, non ci si annoia, anzi bisogna sempre guardarsi alle spalle, qualche stria di certo ci sta osservando…
Prima di chiudere trovo sia doveroso soffermarmi sulla produzione, la band non ha sbagliato un colpo, tutto come da copione, il black metal non è violentato, siamo dentro i lugubri confini di quello che abbiamo imparato a conoscere fino ad oggi.
Feruch un nome da tenere in considerazione, prendete appunti specie se siete amanti del black metal della prima ora, non ve ne pentirete.
In alto il nostro saluto!
Trevor Sadist





