Fabrizio Bosso Quartet featuring Géraldine Laurent
Vicenza Jazz Festival, Sala Maggiore del Teatro Comunale di Vicenza 25/05/2026
articolo & foto a cura di Anna Cimenti
Tra gli appuntamenti più attesi del Vicenza Jazz Festival 2026, il concerto del “Fabrizio Bosso Quartet featuring Géraldine Laurent”,
ospitato il 25 maggio nella Sala Maggiore del Teatro Comunale di Vicenza, ha rappresentato una delle più convincenti dimostrazioni di come il jazz contemporaneo possa continuare a dialogare con la propria storia senza trasformarsi in semplice rievocazione del passato.
Una serata intensa, costruita attorno a una musica capace di coniugare energia, eleganza e profondità espressiva, affidata a un gruppo di musicisti che condividono una visione comune fondata sull’ascolto reciproco e sulla libertà improvvisativa.
Sul palco, accanto a Fabrizio Bosso alla tromba, il collaudato quartetto formato da Julian Oliver Mazzariello al pianoforte, Tommaso Scannapieco al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria. A completare la formazione, l’ospite speciale della serata, la sassofonista francese Géraldine Laurent, una delle voci più autorevoli del jazz europeo contemporaneo.
La prima parte del concerto è affidata esclusivamente al quartetto. I primi due brani eseguiti fanno parte del nuovo lavoro discografico di Bosso, la cui pubblicazione è prevista per giugno 2026. È un’occasione preziosa per ascoltare materiale inedito e comprendere la direzione artistica intrapresa dal trombettista torinese in questa nuova fase della sua carriera.
Fin dalle prime battute emerge un dato fondamentale: Bosso non ha alcuna necessità di appoggiarsi all’ombra di Miles Davis per definire la propria identità musicale.Un aspetto tutt’altro che scontato per un trombettista jazz contemporaneo, considerando quanto il linguaggio di Davis abbia influenzato generazioni di musicisti. Bosso sceglie invece una strada diversa, costruendo il proprio discorso lungo una linea ideale che collega alcuni dei grandi innovatori dello strumento: Clifford Brown, Lee Morgan, Freddie Hubbard e Woody Shaw.
Di Clifford Brown ritroviamo la luminosità del suono e la naturalezza del fraseggio; di Lee Morgan l’urgenza comunicativa e la capacità di trasformare ogni assolo in una narrazione coinvolgente; di Freddie Hubbard l’energia propulsiva e la libertà armonica; di Woody Shaw la tensione verso soluzioni melodiche sempre imprevedibili. Tuttavia questi riferimenti non si traducono mai in imitazione. Al contrario, Bosso riesce ad assorbirne le lezioni e a rielaborarle all’interno di un linguaggio assolutamente personale.
La sua tromba conserva infatti una qualità immediatamente riconoscibile. Il suono è pieno, brillante, capace di attraversare ogni registro senza perdere compattezza. La tecnica, straordinaria, non viene mai esibita come fine a se stessa ma si mette costantemente al servizio del racconto musicale. Ogni frase sembra nascere da una necessità espressiva precisa, mantenendo un equilibrio raro tra virtuosismo e comunicazione.
I due brani inediti presentati dal quartetto rivelano una scrittura matura e coerente.Le composizioni offrono solide strutture armoniche che lasciano ampio spazio all’improvvisazione, permettendo ai musicisti di sviluppare idee personali senza perdere il senso della costruzione collettiva. È proprio nella dimensione del gruppo che emerge uno degli aspetti più convincenti della serata.Julian Oliver Mazzariello si conferma partner ideale di Bosso. Il pianista possiede una sensibilità straordinaria nell’accompagnamento e una notevole capacità di dialogare con il solista. I suoi interventi non si limitano a sostenere l’architettura armonica, ma introducono continuamente nuove prospettive, suggerendo direzioni inattese e arricchendo il flusso musicale di dettagli raffinati. Nei suoi assoli convivono eleganza, fantasia e una profonda conoscenza della tradizione pianistica jazz.
Tommaso Scannapieco rappresenta il punto di equilibrio della formazione. Il suo contrabbasso garantisce solidità ritmica e chiarezza armonica, ma sa anche ritagliarsi momenti di forte personalità solistica. Il suo walking bass, sempre preciso e musicale, contribuisce a creare quella sensazione di movimento continuo che caratterizza gran parte del concerto.
Altrettanto decisivo è il contributo di Nicola Angelucci. Il batterista evita ogni forma di protagonismo eccessivo, privilegiando una concezione dinamica e interattiva dello strumento. Il suo suono sostiene, stimola e accompagna costantemente il discorso collettivo, contribuendo a mantenere alta la tensione narrativa senza mai sovraccaricare il tessuto sonoro.Dopo questa convincente introduzione, arriva il momento dell’ingresso di Géraldine Laurent. La sassofonista francese non appare come semplice ospite chiamata ad aggiungere prestigio internazionale alla serata. Fin dalle prime note è evidente che la sua presenza modifica profondamente gli equilibri del gruppo, aprendo nuove possibilità espressive.Laurent si rivela un complemento ideale del linguaggio di Bosso. I due musicisti condividono una visione comune del jazz fondata sulla spontaneità, sul rischio creativo e sulla ricerca continua di nuove soluzioni melodiche. Il loro dialogo si sviluppa con naturalezza sorprendente, come se suonassero insieme da anni.
Il timbro del sassofono contrasta e allo stesso tempo completa quello della tromba. Le frasi di Laurent possiedono una qualità incisiva e nervosa che si intreccia perfettamente con la cantabilità luminosa di Bosso. I due strumenti si rincorrono, si provocano, si sostengono reciprocamente in un gioco continuo di domande e risposte.
Particolarmente affascinanti risultano i momenti in cui il dialogo si trasforma in vera e propria conversazione improvvisata. Nessuno dei due musicisti cerca di prevalere sull’altro; al contrario, entrambi sembrano interessati a costruire un discorso comune nel quale le singole personalità emergono proprio attraverso l’ascolto reciproco. È una lezione di jazz nel senso più autentico del termine.
L’intesa tra Bosso e Laurent produce alcuni dei passaggi più emozionanti della serata. Le loro linee melodiche si sovrappongono, si allontanano e si ricongiungono continuamente, generando una tensione narrativa che mantiene il pubblico costantemente coinvolto. Anche nei momenti di maggiore intensità tecnica non viene mai meno il senso della melodia e della comunicazione.
La presenza della sassofonista francese contribuisce inoltre a spingere il gruppo verso territori più aperti e imprevedibili. Le improvvisazioni si allungano, i dialoghi diventano più articolati e il quartetto si trasforma progressivamente in un quintetto perfettamente integrato. Mazzariello, Scannapieco e Angelucci raccolgono con entusiasmo le sollecitazioni provenienti dai due fiati, alimentando un flusso creativo che cresce progressivamente per tutta la seconda parte del concerto.
Ciò che colpisce maggiormente è la naturalezza con cui questa musica riesce a parlare sia agli appassionati più esperti sia a un pubblico meno specializzato. Non c’è alcun compiacimento intellettuale né alcuna ricerca di effetti facili. Tutto nasce dalla qualità delle idee musicali e dalla sincerità dell’interazione tra i musicisti.
Il concerto si conclude tra applausi calorosi e pienamente meritati. Rimane la sensazione di aver assistito a una delle espressioni più autentiche del jazz contemporaneo europeo: una musica che conosce profondamente la propria storia ma che continua a guardare avanti, alimentata dalla curiosità e dal desiderio di esplorare nuove possibilità.
Fabrizio Bosso conferma ancora una volta il proprio ruolo di protagonista assoluto della scena jazzistica italiana e internazionale. La sua capacità di costruire un linguaggio personale a partire dalla grande tradizione della tromba jazz rappresenta uno dei risultati più significativi della sua maturità artistica. Accanto a lui, Géraldine Laurent offre un contributo prezioso, trasformando il concerto in un incontro tra due personalità forti e complementari.Una serata che il pubblico del Vicenza Jazz Festival ricorderà a lungo e che ha dimostrato come il jazz, quando è affidato a musicisti di questa statura, continui a essere una delle forme artistiche più vive, libere e coinvolgenti del nostro tempo.
Lineup
1° Set: Enrico Rava “Fearless Five”
Enrico Rava: Tromba e flicorno
Matteo Paggi: Trombone ed elettronica
Francesco Diodati: Chitarre elettriche ed acustiche
Francesco Ponticelli: Contrabbasso
Evita Polidoro: Batteria e voce
2° Set: Fabrizio Bosso Quartet featuring Géraldine Laurent
Fabrizio Bosso: Tromba
Géraldine Laurent: Sax alto (Special guest)
Julian Oliver Mazzariello: Pianoforte
Jacopo Ferrazza: Contrabbasso
Nicola Angelucci: Batteria







