Evoked Eclipse
The Cries of Evil
Guidati da Max Havler (ex-Ophidian– ex-Shrivel), il sound degli Evoked Eclipse si presenta come un ibrido tra il gothic/dark metal di band come primi Anathema, Katatonia o Tiamat e il melodic death/black metal di formazioni come Dissection e Naglfar.
Questo “The Cries Of Evil” è l’album di debutto della band e contiene otto tracce che offrono atmosfere cupe, passaggi musicali violenti e momenti più melodici, con testi che trattano di spiritualismo, morte, aldilà e oscurità. “The Cries Of Evil” è stato masterizzato da Jens Bogren presso i famosissimi Fascination Street Studios (Opeth, Katatonia, Dimmu Borgir, Arch Enemy, Sepultura, Kreator ecc.). L’artwork è realizzato dal talentuoso artista e graphic designer Gogo Melone.
Insomma, tutti elementi che non vengono disattesi da un album ispirato, molto melodico e per questo affascinante. Non si ha l’urgenza di apparire i più estremi in circolazione, ma solo la volontà di rappresentare le band a cui si rende omaggio nel miglior modo possibile. Sinceramente non è così facile mescolare due generi che sono piuttosto distanti tra loro, ma grazie ad alcuni accorgimenti come l’innesto di voci femminili (“Land Of The White Spirit Lady“) e un lavoro di classe attuato sugli arrangiamenti, fanno di questo album un vero prodotto di culto per gli amanti del dark metal.
L’esecuzione da parte di questi musicisti, poi, rende l’opera molto credibile anche sotto l’aspetto tecnico. Non vengono estromesse nemmeno le tastiere, e infatti in alcuni frangenti si abbraccia certo black sinfonico alla Dimmu Borgir o Hecate Enthroned (“The Watch Of Spirits).
“The Cries Of Evil” è un disco onesto, forse più catapultato nel metal estremo degli anni Novanta rispetto che in quello di oggi, quando voci femminili, tastiere e accenni gothic potevano tranquillamente convivere con certo black, e in parte anche death metal. Ottimo album!
Drakul 218





