Damn Freaks

III

Dal poliedrico editore Gianni della Cioppa di Andromeda Relics ci arriva questo ottimo dischetto in cui è contenuto il nuovo lavoro della band toscana dei Damn Freaks, formata da ottimi elementi quali Jacopo Meille alla voce e Marco Torri alla chitarra ma che per questo disco sono stati chiamati fuori.

I Damn Freaks arrivano con questo nuovo disco ad aggiungere la terza pubblicazione per quanto riguarda  la loro discografia, e per sancire  questo concetto hanno pensato bene di chiamare il nuovo lavoro III che rappresenta un traguardo importante nella storia di un gruppo serio e loro lo sono  a tutti gli effetti. I Damn Freaks sono formati dagli storici membri che sono Matteo Panichi alla batteria e Claudio Rogai al basso, Alex De Rosso alla chitarra nuovo ingresso annunciato di recente per registrare il nuovo album, (ex Dokken, Dark Lord e Headrush), che recentemente ha avuto il merito di essere scelto da Don Dokken per la tournee americana  dei Dokken cosa non usuale e che personalmente mi ha inorgoglito anche perché  si è trattato di un evento abbastanza importante per la carriera di Alex, infine abbiamo alla  voce Giulio Garghentini che prende il posto di Jacopo Meille (ex Dark Orizon).

Il cantante Giulio Garghentini possiede un ottima estensione vocale e un bel  timbro vocale che gestisce a suo piacimento riuscendo a raggiungere picchi veramente alti senza troppi sforzi, anche quando la musica si fa romantica  come nel caso della ballad You ain’t around che arriva al momento giusto dopo la veemenza incontrastata della canzone precedente My Resurrection, dove  Alex sforna un assolo tra i più belli del disco dove percepisce passione intensità interpretativa nonché un ottima scrittura. 3 si ascolta che è un piacere merito dell’ottima produzione curata dallo stesso Alex De Rosso che mette in risalto oltre alla sua chitarra anche la voce di Giulio quasi come se i due musicisti stessero combattendo in un duello ad armi pari che dura per tutto il disco. Anche il resto dei Freaks non è da meno ed offrono agli altri due compagni un ottimo supporto permettendo alla coppia De Rosso Garghentini di fare le loro cose liberamente.

La scaletta consta di 10 brani a mio avviso numero perfetto per la durata di un disco e arrivati alla fine dell’ascolto si ha voglia di ricominciare non solo per questo ma anche perché tutti i brani sono piacevoli da ascoltare e pur non essendo particolarmente veloci lo scapocciamento è comunque garantito.Quello che si sente nel disco e parecchio direi sono le influenze di cui il gruppo ha fatto tesoro inserendo nel proprio bagaglio band  come Dokken e Stryper a cui Giulio deve molto per la similitudine  del suo cantato con quello di Micheal Sweet.

Per quanto riguarda i  testi del disco le canzoni parlano di vita vissuta in cui l’amore ha una parte importante evidenziata da Where is love? Una visione diversa di questo sentimento in cui si rivela forse un aspetto negativo della cosa che da sempre è fatta di due facce. La veste grafica è stata curata dal batterista Matteo Panichi, la copertina mostra una machina sportiva stile anni trenta nel cui cofano frontale  si vede in bella evidenza il numero 3, come a dire  siamo pronti  alla partenza. I  colori preponderanti sono il verde ed il nero ma molto di più il verde con l’aggiunta di un filtro anticante che rende la grafica alquanto accattivante  e suggestiva allo sguardo.

Ancora una volta se ce ne fosse stato bisogno i Damn Freaks malgrado i cambi sono comunque sul velluto per merito del riconosciuto talento dei  nuovi elementi che hanno dato prova di essere  dei professionisti di alto livello consegnandoci un disco veramente  bello.

Stefano Bonelli

Andromeda Relics
www.facebook.com/DamnFreaks

The Land of nowhere
Where is love?
Walking in the rand
My resurrection
You ain’t around
Damn burning mercy
My time has gone
Nothing’s true
Crazy ride
Walking the wire

Giulio Garghentini – lead vocals
Alex De Rosso – guitars
Matteo Panichi – drums
Claudio Rogai – bass