Crystal
Ball Reset
Il punto di vista ideale da cui approcciare un ascolto approfondito di Reset è quello della rinnovata freschezza e spontaneità compositiva che il cambio della sezione ritmica ha portato alla band. La band elvetica Crystal Ball affronta infatti un grosso scossone con l’uscita del batterista fondatore Marcel Sardella, sostituito da Mike Fahrni, e l’ingresso del nuovo bassista Chris Lauper.
È proprio la canzone Good to the Bone, contenuta nel nuovo album Reset in uscita il prossimo ottobre, a mostrare la portata compositiva del quintetto: i chitarristi Scott Leach e Marcel Berger costruiscono arrangiamenti ricchi e curati che sostengono i passaggi più importanti dei brani, eliminando ogni semplificazione e aprendo spazio a lunghi e cantabili ritornelli. In Revolving Door, invece, è il cantante Steven Mageney a brillare, reggendo l’epica ballad con sicurezza e destrezza da navigato capitano di vascello. Un po’ di storia.
Nata a Lucerna nel 1995 come Cherry Pie (cover band di hard rock americano anni ’80), la band cambia nome in Crystal Ball e debutta con In The Beginning (1999). Grazie alla voce di Mark Sweeney e alle chitarre di Scott Leach, propone un melodic hard rock chiaro, raffinato e tipicamente teutonico.Con Hellvetia (2003) riesce a salire sul palco con Doro, U.D.O. e Krokus. La crisi arriva nel 2007, quando Sweeney lascia il gruppo e la formazione perde stabilità. Solo nel 2012, con l’arrivo del cantante tedesco Steven Mageney, la band pubblica Dawnbreaker (2013) e Liferider (2015), svoltando nettamente verso un heavy metal melodico più solido, contemporaneo, con chitarre più pesanti.
Il percorso prosegue con la raccolta del 2020 e Crysteria (2022). Reset si inserisce in questa evoluzione e si conferma un album maturo, ricco a livello compositivo e di arrangiamenti, nell’ottica di una musica metal solida, contemporanea e potente. Tre brani da non perdere? Valley of Tears, Reset e Rotten to the Core.
Ivanhoe




