Crying Steel

Agent Steel

Questi nostri vecchi guerrieri italici producono uno dei migliori album Heavy Metal dell’anno; un acciaio che non “piange” affatto, bensì arringa l’ascoltatore con virile impatto. Più elettrizzanti degli attuali Tokyo Blade, più convincenti dell’ultimo dei  Megadeth, più efficaci dei giovani Tailgunner; sembrano proprio avere la carica adolescenziale più verace.

La loro è musica potente anche quando cerca ritornelli simil-catchy (fortunatamente mai troppo in tal senso). In alcuni casi vicini ai Loudness americanizzati di Soldier of Fortune (1989) con punte alla Saxon, per un heavy tradizionale dalla netta incisività moderna. Il chitarrista Nipoti e il drummer Ferri sono ancora qui, fondatori originari del gruppo e degni traghettatori del sound maestoso portato con cura e attenzione sino ai giorni nostri.

‘THE ARRIVAL’ è un crudo avanzare atmosferico, cadenzato ed insistente, che avvolge nella sua alternanza di duro e di morbido esprimendo una linea vocale evocativa e variegata; uno dei momenti meno diretti ma anche uno dei migliori episodi dell’album sia strumentalmente che per il mood pieno di pathos. Diretto invece il quattro/quarti lineare di ‘YOU GOT THE LOOK’, fresco e divertente, che scatena l’adrenalina di chi vuole ballare e saltare. Tensione sonora in ‘JUST PLAYED ON’ che non cede mai, sostenuta da una vivace intelaiatura riffica e da un cantato esuberante. I Saxon emergono chiaramente nell’avanzamento di ‘MY HEART STEEL ROCKS’ col basso pulsante, e ciò la rende perfetta per la dimensione live.

Filler non ce ne sono, forse la canzone meno coinvolgente è ‘Coming Home’ dove il riff Judaspristiano risulta un po’ troppo plagiato, e dove la linea cantata alleggerisce la verve del pezzo, senza comunque nulla togliere al suo valore più che piacevole. Interessante la nuova versione di ‘No One’s Crying’, che fu presente nel disco del 1987 (‘On the Prowl’), in quanto la voce di Scheepers dei Primal Fear ci sta divinamente; è un power violento e veloce che non viene minimante intaccato negativamente, anzi forse viene addirittura potenziato.

La vitalità di un tale lavoro è dovuta alla grinta che non viene mai lesinata, senza che ciò la faccia scontare alla raffinatezza sempre presente. La voce, più acuta quando viene usata in pienezza, è intrigante anche nelle tonalità più basse, ma soprattutto va detto che l’ugola non canta soltanto ma sa interpretare, caricando di emotività ogni passaggio e anche armandosi di un senso d’attacco molto deciso. Gustosi tutti i molteplici acuti che le corde vocali producono, oltre al fatto che la voce è abile nel mescolare grinta e varchi eleganti. La chitarra degli assoli è virulenta nell’esecuzione di fitte lancinanti, ma dove è meno tagliente si fa più rotonda, ogni volta con un appeal molto significativo; e dà molto alle song quando il minutaggio non è troppo breve.

Un’ottima opera di stampo prettamente heavy, fedele alla band senza però dare l’impressione di tenere bassa la guardia, per cui la personalità è mantenuta dentro una qualità appagante sia dal punto stilistico che da quello caratteriale. Sono staffilate che rendono accesa tutta la fruizione, con la giusta dose di aggressività tonica anche negli angoli più melodici. I Crying Steel non nacquero come una band qualsiasi, già all’esordio nel 1984 con l’EP, i vecchi metallari di oggi, giovani allora, avevano capito che essi avevano stoffa, del resto il vecchio brano d’apertura ‘Ivory Stages’ appariva già perfetto. Ancora oggi questi sopravvissuti continuano a farci vedere chi sono: metallari sanguigni. Purtroppo solo cinque full-lenght all’attivo con questo, ma è un quinto lavoro davvero avvincente.

Una loro canzone qui dice: “Alzate le mani”, è può essere intesa come una incitazione a partecipare insieme a loro, alla vera essenza del metal.

Roberto Sky Latini

TRACKLIST:

The Arrival
You Got the Look
Under Cover
Just Played On
To Remember
Coming Home
My Heart Steel Rocks
Queen of Grinder
You Steal My Soul
No One’s Crying (2026 Version) – feat. Ralf Scheepers

LINEUP:

Tiziano Sbaragli – vocals
Franco Nipoti – guitar
Paolo Nocchi – guitar
Marco Zirondelli – bass
Luca Ferri – drums