Black Reflex

Zero Dawn

Il carissimo Gianni della Cioppa, di Andromeda Relix, mi ha inviato questo disco spiegandomi che la band aveva bisogno di recensioni per promuovere il proprio lavoro. Lo ringrazierò sempre per la fiducia che mi ha accordato, affidandomi la recensione di questo ottimo album.

Dopo questa doverosa premessa, mi accingo a recensire Zero Dawn, secondo lavoro della band vicentina. Con questo disco, i Black Reflex confermano — se mai ce ne fosse stato bisogno — di possedere un bagaglio di esperienza davvero notevole.

La band è formata da musicisti non più giovanissimi — il tempo passa per tutti — e questo è un aspetto da non sottovalutare: con il passare degli anni hanno saputo riversare tutta la loro esperienza nelle canzoni che compongono Zero Dawn. Il titolo richiama anche quello di un famoso videogioco, mentre il nome scelto dalla band coincide con quello di una particolare vernice; potrebbe trattarsi soltanto di una coincidenza.

Il disco si compone di nove canzoni, tutte accomunate da riff molto pesanti, che rappresentano l’ossatura dell’intero lavoro. Questa scelta sonora rende il disco cupo e oscuro, ma il risultato è efficace e piacevole da ascoltare: l’atmosfera non diventa mai soffocante e, anzi, invita a lasciarsi coinvolgere dalla musica.Anche quando si arriva alla ballad, come nel caso di I’ll be your home, emerge un senso drammatico molto intenso. Il brano suggerisce una domanda semplice ma profonda: esiste un posto più sicuro della nostra casa? La casa non deve essere per forza un cubo con quattro pareti; può essere anche la persona che ci sta accanto e ci protegge.

Le tematiche affrontate sono quindi molto realistiche e prendono spunto dai diversi momenti del nostro vissuto, non soltanto in questa ballad.La produzione è davvero ottima. Sono finiti i tempi in cui molti dischi usciti agli inizi dell’heavy metal italiano apparivano poco professionali e caratterizzati da un suono poco curato. Oggi possiamo vantarci di avere studi di registrazione capaci di svolgere un lavoro eccezionale, come dimostra il caso di Zero Dawn.

A mio avviso, uno dei punti di forza dei Black Reflex è la cantante Francesca Battistini. La sua voce possiede un timbro potente, capace di rendere i brani autenticamente heavy metal.Per intensità e potenza espressiva, il suo modo di cantare può richiamare alla mente Rob Halford. Il paragone potrebbe far sorridere, essendo lei una donna e Halford un uomo che, nonostante l’età, continua a reggere i palchi in modo esemplare; tuttavia, il riferimento riguarda esclusivamente la forza vocale che Francesca riesce a esprimere.

Se siete tra coloro che non si lasciano condizionare dall’inutile campanilismo verso le band italiane, potreste rimanere sorpresi dai Black Reflex. Date loro una possibilità: andate ai concerti e acquistate i loro dischi.

Stefano Bonelli

TRACKLIST:

Come to real life
I feel the fool
I’ll be your home
Life is now?
Nowhere noway
I won’t let you fall in
Time to be mine
Nobody talk
Escaping from the nightmare

LINEUP:

Giovanni Angiolin – drums
Francesca Battistini – vocals
Davide Valle – guitars
Mirko Dorian Fabris – guitars
Bruno Collareda – bass