Balletto di Bronzo

Lemures

Gruppo storico e misterioso fondato sul finire degli anni sessanta in pieno periodo beat e pop tant’è che il loro lavoro di debutto Sirio 2222 del 1970 risente totalmente di quel tipo di influenze musicali.

La chiave di volta che porta all’evoluzione prog del loro repertorio, è l’ingresso nella lineup del talentuoso tastierista Gianni Leone che coinvolge la band con le sue nuove idee e porta nel 1972 alla stampa di YS, uno dei capolavori del prog italiano. Un disco strano, allucinato ed alternativo, sicuramente non facile rispetto all’epoca in cui viene realizzato. Intrecci e fusioni meravigliosi voce/batteria/tastiere, se vogliamo provare a dare una definizione un mix tra Emerson Lake and Palmer, Area e Deep Purple….e scusate se è poco !

Purtroppo, come spesso accaduto nello strano mondo del rock, i nostri spariscono. Si dedicano moltissimo ad attività live ma in studio praticamente scompaiono per ritornare alla ribalta nel 2023 dopo ben 51 anni da YS. Il vecchio Gianni Leone, insieme ai nuovi Riccardo Spilli (batteria) e Ivano Salvatori (basso), rimette in moto la vecchia macchina e il motore gira egregiamente. La prima cosa straordinariamente evidente iniziando l’ascolto del nuovo album Lemures, è che sembra di tornare indietro nel tempo ma in un modo strano ed inquietante, nulla sa di vecchio o vintage ma piuttosto il risultato è piu’ simile ad una spece di capsula del tempo, stiamo ascoltando insomma un disco nuovo che sembra aver riposato in qualche anfratto del tempo per piu’ di cinquant’anni..Incubo e Succubo, brano di apertura sembra arrivare direttamente da un film di Dario Argento, atmosfere cupe ed eteree comuni ai Goblin, batteria basso e tastiere sono protagonisti di questo incubo strumentale che sfocia nella successiva Oceani Sconosciuti, i suoni oscuri sono ancora dominanti fino all’arrivo della voce calda ed ipnotica di Gianni che aggiunge ancora piu’ drammaticità alla parte strumentale.

L’Emofago, terza track, cambia un po’ registro e vira verso un power prog piu’ spiccato, sottolineato da un testo potente e arrabbiato. Il Balletto muta ancora il suo mood con Napoli Sotterranea, stravolgente brano composto da melodie e folli ritmiche, vero e proprio prog mediterraneo, una jam senza ostacoli e piena di libertà…mi viene in mente Alan Sorrenti e la sua Aria uscita guarda caso nel 1972 stesso anno di YS…Con L’ombra degli Dei si ritorna alla dark side del Balletto, un pezzo oscuro ed epico che quasi cozza con gli otto minuti di puro prog della successiva Labyrinthus, un mosaico di note e colori pieno di contaminazioni tanto care alla Manticore di Keith Emerson. Ottimo prologo per la dolce Certezze Fragili dove le tastiere di Gianni disegnano armonie delicate e precise regalandoci uno degli apici di questo album.La cupa a tratti dark hard Deliquio Viola e la melodica e malinconica Il Vento Poi confermano la tendenza dell’intero all’album e cioè quello di alternare le linee strumentali piu’ dure con quelle melodiche in modo tale da donare un respiro veramente ampio all’opera.

Lemures è un ottimo disco che ci riporta li dove il Balletto ci aveva lasciati tanti anni fa. Ovviamente la speranza è quella di poter parlare ancora piu’ spesso del Balletto di Bronzo e soprattutto di poter ascoltare ancora materiale inedito di qualità e bellezza proprio come quello contenuto in questo album.

Massimo Cassibba

Incubo E Succubo
Oceani Sconosciuti
L’Emofago
Napoli Sotterranea
L’Ombra Degli Dei
Labirinthus
Certezze Fragili
Deliquio Viola
Il Vento Poi

Gianni Leone – keyboards and vocals
Ivano Salvadori – bass
Riccardo Spilli – drums