The Antithesis of Life and Free Will

BalashToth

Da quando sono stato, per così dire, “obbligato” a seguire un genere estremo, ho imparato a distinguerne le diverse anime, a riconoscerne le sfumature e, soprattutto, a capire quando, dietro un muro di suoni apparentemente indistinto, c’è davvero qualcosa da dire.
Devo però ammettere che ho sempre storto un po’ il naso di fronte alle one man band o, al massimo, ai duo. Per un motivo o per l’altro, nei dischi di questo tipo ho quasi sempre trovato qualcosa che non funzionava: una produzione troppo artificiale, una sezione ritmica poco convincente, una certa freddezza nell’esecuzione o, più semplicemente, la sensazione che mancasse quel confronto tra musicisti capace di dare vita a un suono realmente organico.Con BalashToth e, soprattutto, con Equation II: The Antithesis of Life and Free Will, però, il discorso cambia completamente.Non siamo davanti al classico progetto solista che cerca di compensare la propria natura con una sovrapproduzione o con una valanga di idee sovrapposte. È un disco che cattura, trascina, sballottola da una parte all’altra e, alla fine, fa letteralmente cascare per terra. In una parola: devastante.
Una forza che non dipende soltanto dalla violenza delle composizioni. A rendere il risultato ancora più impressionante è l’altissima qualità sonora, frutto di una produzione eccezionale: potente, definita e, soprattutto, capace di restituire ogni elemento senza trasformare la brutalità in una massa indistinta.

Equation II: The Antithesis of Life and Free Will completa il filone dell’Anti-Life Equation, introdotto nelle pubblicazioni precedenti, e ne porta avanti il percorso da una prospettiva ancora più personale.L’album comprende otto brani completi, affiancati da un intermezzo atmosferico costruito interamente attorno alla viola. Il disco attraversa diverse sfumature del melodic death metal, senza rinunciare a incursioni più old-school e a momenti segnati da un’oscurità decisamente più opprimente.L’impatto è immediato: +Fear + Despair apre a 280 BPM e mette subito le carte in tavola, tra velocità, ferocia e una scrittura che non lascia praticamente spazio per riprendere fiato.
BalashToth, però, non si limita a spingere sull’acceleratore. Self = Dark Side guarda più da vicino alla tradizione death metal old-school, mentre la conclusiva x Judgement rallenta il passo e introduce una dimensione doom, pesante e cupa. A impreziosirla è la viola di Adam Toth — Kajgün, ex-The Dethroners e Art of Dethronement.

La costruzione dell’album lo rende interessante anche al di là dell’impatto puramente musicale. I simboli matematici presenti nei titoli non sono un semplice espediente grafico né una trovata estetica: +, ÷, x e = diventano parte integrante dell’idea stessa dell’Anti-Life Equation.La logica è precisa: paura e disperazione vengono sommate; l’autostima viene divisa; colpa e giudizio vengono moltiplicati; amore e vita, infine, sono trasformati in equivalenze negative.Dietro questa formula apparentemente astratta si nasconde un percorso molto concreto: dalla pressione sociale e psicologica si arriva, progressivamente, alla cancellazione dell’identità e del libero arbitrio.
Se nelle pubblicazioni precedenti la prospettiva era più ampia e catastrofica, qui BalashToth avvicina il discorso all’individuo, trasformando l’idea di distruzione collettiva in qualcosa di personale, quasi claustrofobico.
È in questa prospettiva che il titolo completo, Equation II: The Antithesis of Life and Free Will, assume un significato preciso. Non indica semplicemente l’“opposto della vita”, ma una formula immaginaria attraverso la quale tutto ciò che rende libero un individuo — identità, autostima, amore, capacità di giudizio e volontà — viene progressivamente sottratto.Quando un’idea simile viene tradotta in musica con una violenza così controllata, una produzione di questo livello e una scrittura capace di alternare velocità, oscurità e atmosfera, la natura di one man band passa decisamente in secondo piano.

Per una volta, non mi interessa sapere in quanti abbiano suonato questo disco: conta ciò che rimane dopo l’ascolto. E qui rimane parecchio.

Stefano Bonelli

TRACKLIST:

+Fear + Despair
+Self-Worth ÷ Mockery
x Guilt
Love = Lies
Life = Death
Self = Dark Side
n = y (instrumental)
÷ Misunderstanding
x Judgement

LINE-UP:

Balázs Toth – All instruments, vocals