BABY ON A RAMPAGE
presentano il nuovo video “Failure of One’s Name”dal nuovo EP “Forgive My Figure” in uscita a novembre 2026
Quella che era nata come una band giovanile formata grazie al rinomato programma musicale Bandworks della Bay Area si è trasformata in uno dei gruppi heavy emergenti più entusiasmanti della regione. I membri dei Baby On A Rampage si sono conosciuti per la prima volta quando avevano tra i nove e gli undici anni, legando grazie alla passione comune per i Metallica, i Green Day, i Primus e, in seguito, per influenze più complesse come Gojira, Mastodon, Tool, Slipknot, Lamb of God, Rage Against the Machine e Muse. Da allora, il gruppo è passato dalle prove scolastiche a un’intensa attività di tour nel Pacific Northwest, in Canada, nel Sud-Ovest, in Texas e sulla Costa Ovest, superando le 100 esibizioni quando i membri erano ancora adolescenti.
Con “Forgive My Figure,” i Baby On A Rampage presentano la loro opera più compiuta e matura fino ad oggi, mettendo in luce una band che ha già trovato la propria identità pur continuando a spingersi oltre dal punto di vista creativo.Consigliato agli appassionati di Gojira, Revocation, Mastodon, Baroness e Strapping Young Lad, “Forgive My Figure” sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali a partire dal 12 novembre 2026.
I Baby On A Rampage, gruppo emergente di progressive metal della Bay Area, sono orgogliosi di presentare il loro nuovo e potente video musicale per “Failure of One’s Name”, l’ultimo singolo tratto dal loro prossimo EP “Forgive My Figure”, in uscita il 12 novembre 2026.
L’uscita segue il singolo di debutto e il video musicale “Reclaim”, primo assaggio del prossimo EP della band “Forgive My Figure”, coprodotto insieme a Scott Proctor (membro del tour dei Five Finger Death Punch; tecnico dei Machine Head e dei Testament; Amongst Thieves; State Line Empire), la cui esperienza in materia di armonie e arrangiamenti ha contribuito a plasmare il suono sempre più sofisticato della band. Mostrando una chiara evoluzione sia nella composizione che nell’esecuzione musicale, il nuovo disco vede i Baby On A Rampage espandersi oltre le basi gettate nel loro album di debutto, “Fall With Disgrace”, prodotto da Michael Rosen (Testament, AFI, Less Than Jake). Con melodie più imponenti, un peso emotivo più profondo e un approccio al metal moderno più raffinato, “Forgive My Figure” ritrae una band che sta trovando la propria strada e definendo con sicurezza la propria identità.
“Questo è senza dubbio il nostro lavoro più maturo dal punto di vista musicale e melodico finora. Abbiamo superato le influenze metal più dirette dei nostri primi lavori e abbiamo abbracciato un suono che è al tempo stesso più dinamico e più melodico. Le canzoni continuano a colpire con strofe cupe, aggressive e pesanti, ma si aprono in ritornelli imponenti, guidati dalla voce e ricchi di stratificazioni, armonie ed emozione. Abbiamo prestato molta attenzione ai dettagli, creando ciò che mi piace definire una serie di ‘delizie per le orecchie’ in tutto l’album. Mentre il nostro ultimo album esplorava una vasta gamma di stili e direzioni, questo EP risulta più coeso. Ogni brano ha una propria identità, ma tutti appartengono allo stesso universo musicale. Sembra che abbiamo finalmente trovato la nostra identità come band e acquisito una maggiore consapevolezza del nostro sound”, afferma Ash Lee (chitarra solista e voce solista).
Il video appena pubblicato per “Failure of One’s Name” mette in luce uno dei brani più personali e carichi di emozioni dell’EP. Scritta da diverse prospettive personali all’interno della band, la traccia esplora l’identità, il dolore, la scoperta di sé e la guarigione.
“Failure of One’s Name è una canzone ispirata alla mia esperienza personale come donna trans e al processo di accettazione della mia identità. Per molto tempo, è rimasta una parte di me che viveva nell’oscurità, manifestandosi solo quando mi sentivo completamente nascosta. Rappresenta i momenti più bui che hanno plasmato chi sono e quelli che mi hanno condotta sul percorso verso la guarigione», aggiunge la batterista dell’EP, Lyra Renninger.
Per Ash Lee, la canzone assume un significato diverso ma altrettanto personale:
«Per me, questa canzone parla del ritrovare se stessi dopo aver subito una grave perdita del senso di sé. Quando è morto mio zio, mi sono sentita come se avessi perso una parte enorme di me stessa. La canzone parla del tentativo di capire come ritrovare se stessi e sentirsi di nuovo integri, rendendosi conto che, in definitiva, bisogna scoprire il proprio vero io dall’interno».
Dal punto di vista musicale, «Failure of One’s Name» mette in luce la crescita della band come autori, bilanciando una pesantezza schiacciante con melodie e atmosfere di ampio respiro, offrendo al contempo uno dei momenti di maggiore risonanza emotiva dell’EP.
Guarda e ascolta il video musicale su https://www.youtube.com/watch?v=n6AqmEfI3oE
Spotify – https://open.spotify.com/track/7MkN6fPtRHyoK8D9LkyXQU





