Atom Lux

Kamikaze Butterfly

Dopo “Voidmaze Dopamine Salad”, che aveva già attirato attenzioni importanti da parte della stampa ,non solo per la qualità compositiva ma per una certa personalità fuori dagli schemi ,questo nuovo EP “Kamikaze Butterfly” non rappresenta tanto un cambio di rotta quanto una messa a fuoco dei nostrani Atom Lux.

Il riferimento al progressive rock anni ’70 è evidente, ma sarebbe riduttivo fermarsi lì,gli Atom Lux lavorano su una materia sonora che guarda al passato senza nostalgia e le strutture sono complesse, spesso stratificate, ma mai autoreferenziali.C’è una volontà chiara di mantenere l’ascoltatore dentro il brano, anche quando questo si apre in direzioni meno immediate.È in brani come la opener “Zombie ant Fungus strike”qui che entrano in gioco gli elementi hard e alternative,non come semplici contaminazioni, ma come strumenti per dare peso, dinamica e soprattutto  attualità al suono.

Uno degli aspetti più interessanti di Kamikaze Butterfly è proprio questo equilibrio.Gli arrangiamenti sono curati in modo quasi maniacale,basta ascoltare brani come “Umberjack death rainbow”,dove ogni passaggio sembra pensato, costruito, rifinito ma il risultato non è mai freddo.Anzi, spesso sorprende per quanto riesca a restare memorizzabile, quasi istintivo.Molti progetti che lavorano su strutture complesse finiscono per perdere l’ascoltatore. Gli Atom Lux, invece, riescono a tenere insieme le due cose con densità e immediatezza.

Ci sono momenti più dilatati, quasi sospesi, e altri in cui la tensione sale improvvisamente, sostenuta da chitarre più incisive e da una sezione ritmica che sa quando spingere e quando trattenere.Non c’è mai una vera staticità, anche nei passaggi più lineari si percepisce una costante sensazione di movimento, come se ogni brano stesse preparando qualcosa che deve ancora arrivare.Gli Atom Lux non stanno semplicemente riprendendo un linguaggio, stanno cercando di ridefinirlo su coordinate personali.

“Kamikaze Butterfly” è un EP che non alza la voce, ma si fa ascoltare con attenzione e più lo si frequenta, più emergono dettagli, connessioni, intuizioni.Non è un lavoro che vuole impressionare. È un lavoro che vuole restare. E, alla fine, ci riesce.

lubranomic

TRACKLIST:

Amberjack Death Rainbow
Boötes Supervoid Fantasy
Mushroom Cloud Ecstasy
Weirdos From Teegarden B
Zombie Ant Fungus Strike

LINEUP: 

Lucio Filizola – vocals/keyboards
Alessandro Costantino – guitar
Edoardo Tacchia – drums
Andrea Crescenzi ( Come And Crash) – bass
Nicholas Sasso (Imnotnickstone) keyboards/backingchoir