Aria Blake

As Night Descends

Nel panorama sempre più affollato del symphonic metal contemporaneo, emergere con un’identità definita non è semplice. Eppure gli ARIA BLAKE, progetto internazionale con base prevalentemente francese e guidato dalla vocalist canadese Tanya Stanishich, riescono fin dal debutto a delineare un universo sonoro coerente e ambizioso.
L’EP As Night Descends (2025) rappresenta il primo tassello di un percorso più ampio che condurrà al concept album The Haunting of Scarlet Falls, già anticipato nelle intenzioni narrative e musicali della band.Fin dalle prime note, il riferimento a nomi cardine del genere come Nightwish ed Xandria è evidente, soprattutto per l’approccio vocale lirico e per la forte centralità delle orchestrazioni. Tuttavia, ridurre ARIA BLAKE a un semplice esercizio di stile sarebbe limitante: il progetto nasce infatti dalla visione del batterista e compositore Eric Palumbo, fortemente influenzato anche dal linguaggio del cinema, con richiami dichiarati a Hans Zimmer e Danny Elfman. Questa componente cinematica si traduce in una costruzione dei brani che privilegia atmosfera, dinamica e narrazione.

L’EP si sviluppa attraverso quattro tracce che esplorano tematiche oscure – notte, fede, perdita e trasformazione interiore – mantenendo una coerenza estetica ben definita. Le atmosfere risultano dense, stratificate, con un uso abbondante di orchestrazioni che avvolgono l’ascoltatore in un tessuto sonoro ricco e spesso imponente. I cori giocano un ruolo fondamentale, contribuendo a creare quella sensazione di grandiosità tipica del genere, mentre la chitarra di Pierre Deprugney si muove tra passaggi melodici e inserti più dinamici, senza mai risultare invasiva rispetto all’impianto sinfonico.

Al centro di tutto si impone la voce di Tanya Stanishich, autentico fulcro espressivo del progetto. Il suo background operistico emerge chiaramente: il timbro è pieno, profondo, con una forte impronta lirica che richiama la tradizione classica del symphonic metal. Non si tratta solo di potenza vocale, ma anche di controllo e capacità interpretativa, elementi che permettono alla cantante di adattarsi tanto ai momenti più intimi quanto a quelli più solenni. Non a caso, alcune recensioni hanno sottolineato la sua presenza scenica e vocale come elemento “bewitching” e di fascia alta all’interno del genere.

Dal punto di vista compositivo, ARIA BLAKE dimostrano già una notevole maturità. Le strutture sono ben pianificate, le orchestrazioni curate e mai casuali, e l’equilibrio tra componente metal e sinfonica risulta generalmente efficace. La sezione ritmica, con Vincent Camacho al basso, fornisce una base solida e precisa, contribuendo a dare profondità al suono senza sacrificare la componente melodica.Non mancano collaborazioni di rilievo che rafforzano ulteriormente il profilo della band: la title track vede la partecipazione di Ambre Vourvahis degli Xandria, mentre “Stabat Mater Dolorosa” include un assolo di Roland Grapow, già noto per il suo lavoro con Helloween e Masterplan. Guest che non appaiono come semplici operazioni di facciata, ma si integrano con coerenza nel tessuto musicale.

Se si vuole individuare un limite, questo risiede forse in una certa aderenza ai canoni del genere: l’impronta fortemente orchestrale e l’uso della voce lirica, pur efficaci, non si discostano radicalmente da modelli già consolidati. Tuttavia, è proprio nella qualità dell’esecuzione e nella cura dei dettagli che ARIA BLAKE trovano la loro forza, lasciando intravedere margini di evoluzione interessanti.In definitiva, As Night Descends è un debutto solido, elegante e consapevole. Un lavoro che unisce potenza e raffinatezza, accessibilità e ambizione narrativa, ponendo le basi per uno sviluppo artistico che potrebbe rivelarsi significativo nel prossimo futuro.

Se questo EP rappresenta davvero solo un’introduzione, le aspettative per The Haunting of Scarlet Falls sono più che giustificate.
Alesecco

TRACK LIST:

As Night Descends
Stabat Mater Dolorosa
One by One
The Haunting of Scarlet Falls

LINEUP:

Tanya Stanishich – vocals
Eric Palumbo – drums
Pierre Deprugney (Pierrot) – guitars
Vincent Camacho – bass