Angine De Poitrine
Vol.II
Se il loro nome (Angina Pectoris) è un sintomo ciò che ne consegue nelle loro sonorità è la malattia.
Vol. II, secondo full length dei canadesi Angine de Poitrine, non allenta la presa al cuore anzi: stringe più forte, con un groviglio di trame soniche che sembra voler provocare l’infarto più che descriverlo. Il duo del Québec prosegue sulla strada tracciata dall’esordio, ma alza il tasso di anarchia.
L’estetica dell’anonimato (maschere di cartapesta, voci “aliene”, nessun volto in copertina) non è un vezzo. È una dichiarazione di guerra al gossip e all’applauso pre-confezionato. Qui si entra in un’esperienza collettiva e fisica, fatta di groove ipercinetici e attrito puro. Le canzoni non ti coccolano: ti trascinano in un valzer microtonale che profuma di psichedelia, garage punk, funk che frulla il cervello e persino polka metallara.
I titoli sembrano parole in codice e ogni traccia è un episodio a sé sin dall’apertura affidata alla straordinariamente sincopata Fabienk, psych/funk che tritura il cervello ed è impossibile restare fermi…la successiva Mata Zyklek, è più aggressiva ed aggiunge tessiture garage e prog punk con un sapore chitarristico quasi orientale.Dentro la terza traccia, Sarniezz vive un giro di basso trascinante che di concerto alla batteria manda in cortocircuito i timpani con una ritmica veramente impressionante….poi Utzp, con il suo incedere balcanico che mescola prog, polka e metal, caotico e stranissimo oltre che ballabilissimo!
Yor Zarad è una galoppata schizofrenica in scala microtonale che ci fa strada verso il pezzo di chiusura Angor, un brano ipnotico con un crescendo di tensione sonica che lascia senza fiato…Non è facile commentare questa musica che nella sua stranezza ritmicamente ipnotica cattura e richiede un ascolto continuo e totale. È un album anarchico, creativo, che punta tutto sull’attrito e sull’energia grezza piuttosto che su strutture facili…
Il limite? Può essere un fuoco di paglia. La furia è così concentrata, così brutale e caotica, che il rischio di esaurimento esiste. Ma nel breve periodo Vol. II è un disco che ti morde i timpani e non li molla. Se vi piace lo sperimentalismo che mescola rock, influenze folk dell’Est, prog e garage amerete senza dubbio questo lavoro.
Massimo Cassibba






