Alcest + Heretoir

@ Anfiteatro delle Cascine, Firenze, 24/07/26
Articolo & foto a cura di Lubranomic

Inizio questo report dicendo che ,venerdì 24 luglio all’Anfiteatro delle Cascine di Firenze, gli Alcest hanno regalato uno dei concerti più intensi dell’estate italiana.

Per una sera il tempo ha assunto una consistenza diversa e l’anfiteatro immerso nel verde è diventato una parentesi sospesa, un luogo in cui distorsioni, silenzi e melodie hanno modificato la percezione della realtà.

Sul palco dominava una luna artificiale,(dietro gli alberi, più tardi, sarebbe comparsa quella vera), tra questi due satelliti ,uno costruito dalla scenografia, l’altro dalla natura ,si è sviluppato il viaggio degli Alcest.

HERETOIR

Prima di loro, gli Heretoir hanno avuto il compito non semplice di aprire la soglia emotiva della serata, ci sono riusciti con eleganza.La band tedesca, ormai una delle realtà più solide del post-black europeo, ha costruito un set dominato dalle atmosfere di Solastalgia, disco che conferma la maturità raggiunta dal gruppo.

Le nuove composizioni respirano con naturalezza accanto ai brani più conosciuti, alternando aperture shoegaze, esplosioni black metal e lunghe code atmosferiche,più che un concerto, il loro è stato un ambiente sonoro, un paesaggio malinconico dentro cui il pubblico ha iniziato lentamente a entrare… una preparazione ideale all’esperienza che sarebbe seguita.

Setlist Heretoir

Anhedonia (Intro)
The Ashen Falls
Wastelands
Twilight of the Machines
Golden Dust
Heretoir
Solastalgia
Eclipse
Just for a Moment… (cover degli Austere)

Lineup:

Eklatanz (David S.) – lead vocals, rhythm guitar
Nils Groth – drums, backing vocals
Max (Maximilian F.) – lead guitar, backing vocals
Kevin – bass
Justin – guitar, backing vocals

Quando Neige e compagni salgono sul palco, sembra che il concerto inizi in un luogo diverso da quello in cui ci si trova fisicamente,la scenografia è ridotta all’essenziale ma estremamente evocativa: una luna sospesa domina la scena, circondata da sottili ciuffi d’erba verde e color paglia che suggeriscono un paesaggio agreste, quasi fiabesco.Bastano pochi elementi per cancellare il confine tra il bosco delle Cascine e quello immaginario evocato dalla musica.La scaletta attraversa l’intera storia della band con “Les Chants de l’Aurore” come fulcro narrativo.Attorno gravitano i capitoli fondamentali della loro discografia , “Écailles de lune”, “Les Voyages de l’Âme”, “Kodama” e “Spiritual Instinct”,  senza mai assumere il carattere di una semplice celebrazione del passato.Ogni album rappresenta una tappa della stessa trasformazione artistica, il racconto coerente di un’identità che negli anni ha saputo fondere black metal, shoegaze e post-rock in un linguaggio ormai inconfondibile.

Dal vivo questa evoluzione appare ancora più evidente,la violenza delle distorsioni non interrompe mai la componente eterea,la completa.Ogni esplosione sonora sembra necessaria proprio perché arriva dopo un momento di assoluta delicatezza,le chitarre costruiscono muri di suono che restano sorprendentemente trasparenti, lasciando filtrare melodie luminose anche nei passaggi più abrasivi. La voce di Neige continua a essere il vero centro gravitazionale della band, capace di passare dal canto fragile agli scream senza perdere un grammo della propria intensità emotiva.

È qui che gli Alcest mostrano ciò che pochi altri gruppi riescono davvero a ottenere dal vivo, la loro musica vive di contrasti che smettono di essere opposti: carezza e ferita, conforto e disperazione, violenza e tenerezza appartengono alla stessa materia.Ogni plettrata sembra una goccia che accarezza la superficie dell’anima; ogni scream la lacera quel tanto che basta per lasciare uscire qualcosa rimasto troppo a lungo nascosto.Il pubblico fiorentino comprende perfettamente il linguaggio della band,non è un concerto da vivere attraverso il movimento continuo o la ricerca dell’esplosione spettacolare,è un ascolto condiviso.

I momenti più delicati vengono accolti da un silenzio quasi religioso, mentre le aperture più potenti si trasformano in un’unica massa emotiva che coinvolge l’intero anfiteatro. Per quasi due ore le Cascine sembrano smettere di appartenere alla città e diventano un luogo autonomo, costruito esclusivamente dal suono.Brani come “Sapphire” confermano una verità che accompagna gli Alcest fin dagli esordi: la loro musica comunica ben oltre il significato delle parole.Le emozioni passano attraverso timbri, armonie e dinamiche, aggirando il linguaggio razionale,è una forma di catarsi che non cerca risposte ma accetta il peso delle domande.

Poi arriva il finale, e con lui una di quelle immagini che nessun lighting designer potrebbe progettare.Mentre le ultime note si dissolvono, oltre il profilo degli alberi dell’Anfiteatro delle Cascine inizia a sorgere la luna vera,sul palco continua a brillare quella artificiale che ha accompagnato l’intero concerto.Il rimando a “Écailles de lune” è inevitabile,per pochi minuti le due lune convivono nello stesso sguardo: una sospesa tra fari e amplificatori, l’altra che conquista lentamente il cielo sopra Firenze.

È una coincidenza perfetta, quasi un ultimo regalo della serata, capace di riassumere l’intera poetica degli Alcest,il continuo dialogo tra realtà e sogno, tra ciò che esiste e ciò che immaginiamo.La musica finisce,le luci si accendono,il pubblico torna lentamente verso i viali delle Cascine.Fuori dall’anfiteatro tutto sembra identico a prima,eppure qualcosa è cambiato…perché il problema degli Alcest, in fondo, è sempre lo stesso: dopo averli ascoltati dal vivo, diventa molto più difficile continuare a passare oltre senza guardare.

SETLIST ALCEST:

Komorebi
L’Envol
Améthyste
Protection
Sapphire
Écailles de lune – Part 2
Le miroir
Flamme jumelle
Kodama
Encore:
Eclosion
Autre temps

LINEUP:

Neige (Stéphane Paut) – lead vocals, guitars, keyboards, lyrics
(Winterhalter (Jean Deflandre) – drums, percussion

LIVE

Pierre “Zero” Corson – rhythm guitar, backing vocals
Indria Saray – bass