A Black Rose For The Damned
Mastrangelus+Risen Crow Venerdì 7 marzo al Traffic Live di Roma
Articolo a cura di Fabio Berserk Podeschi
“All’improvviso sentii un rumore, come se qualcuno stesse bussando gentilmente alla porta del mio negozio. Gesù Cristo entra in una locanda, consegna tre chiodi al locandiere e gli dice: “puoi sistemarmi per la notte?” Un palazzo viene dato alle fiamme, tutto quello che ne rimane è cenere. Ognuno di questi anelli è una vita interrotta una vita che tu hai contribuito a stroncare.” Dal film Il Corvo (1994) Dialogo al Banco dei Pegni dell’usuraio Gideon.
Questa mia intro collegata alla prima pellicola del corvo ben si sposa e permea con il concept della release party dei Risen Crow un album che parla di resurrezione di vendetta e rivalsa per ingiustizie subite. Dopo spiegherò il motivo ma addentriamoci in questa serata che come Caronte vi conduce a traghettare in questo locale il Traffic Live ove si è svolta la serata e sotto le più rosee aspettative è stato un successo a livello di persone presenti.
RISEN CROW
Prima band a salire sul palco sono proprio i Risen Crow cui vi parlavo nel preambolo provenienti da Roma e Provincia escluso Filippo Martini di origini Emiliane precisamente Ravenna con la release party del loro album nei 40/45 minuti di esibizione hanno proposto per intero il loro lavoro. Il locale è strapieno stranamente sembra che la gente sia venuta principalmente per loro un pò per la curiosità ma anche per l’effetto sorpresa. Questi ragazzi sono bravi Claudio è potente alla voce ricorda a tratti Michael Kiske degli Helloween ma nelle parti più cadenzate narrate e più power dei Kamelot il periodo di Haven con Tommy Karevik. E proprio lui la punta di diamante della band il trascinatore già conosciuto nella precedente band i Timestorm ma qui è tutta un’altra storia nel precedente gruppo sembrava avesse la voce in catene sempre relegato sotto il padre e padrone Faber Troy che poi in realtà la situazione non si è mai evoluta anzi dopo che fu mandato via sono caduti nel baratro un pò come tante band che fanno sbagli ci sono tanti nomi blasonati a riguardo che conoscete.
Qui Claudio si è contornato di musicisti per la maggiore con la M maiuscola. Valore aggiunto è il loro tastierista Alessandro Bernabei per la maggiore colui che riempie le song e gli da quel mid gotico che non guasta vedi Dark in My Life uno dei brani che mi hanno colpito di più sarà per l’inizio delle tastiere ma anche per il basso dove Flavio Cicchetti è più che preciso non a caso ex Windrow per il batterista bellissima la parte dove le due asce alla chitarra Longo e Menale insieme a Martini alla batteria nel primo minuto sono un tutt’uno fino all’attacco di Claudio che mi ha ricordato il LaBrie dei Dream Theater primo periodo un dejavù che non guasta perchè veramente azzeccato. Questo disco ma come lo show proposto è un concept sulla resurrezione sulla rivalsa di cambiare e modificare un destino perchè si hanno i mezzi e ci sono riusciti anzi ci è riuscito emozionale veramente il solos delle due chitarre prima del ritornello. E’ una proposta varia la loro anche un pò ruffiana perchè si passa dal power dei primi brani al gothic prog della seconda parte dove il duetto fra Claudio e Antonella della Monica una rivelazione veramente brava e carismatica come cantante se amalgamati al punto giusto potrebbero creare qualcosa allo stile degli amaranthe.
Sono belle le parti power ma i momenti più gotici e ragionati li preferisco di più a livello personale come l’inizio di Black Widow veramente incalzante il livello delle due asce alle chitarre e l’alternanza fra voce femminile e maschile.La gente si diverte fa headbanging come nella seconda parte di Funeral Jack molto Primal Fear , pezzi azzeccati che trascinano dal vivo. Bella anche Risen Crow emozionale la parte finale dove ci buttano dentro un carosello alla Malmsteen . Dopo l’allegria dell’andante al power e il gotico chiude lo show una delicatissima Black Rose una ballad che propriamente non è dove si parla di amore, morte e lasciare ciò che non si vuole lasciare ma che la vita ti porta ad andare incontro al tuo destino qui Claudio e Antonella hanno una fusione perfetta nella voce è delicata proprio il brano che ci vuole anche per la chiusura di uno show meditativo che ci apre gli occhi al fato. Gli applausi sono fragorosi e meritatissimi per una band che ha fatto l’esordio con il botto parola Di Fabio Berserk. Promossi a pieni voti.
– Setlist-
Never Surrender
Black Widow
Funeral Jack
Risen Crow
Revelation
Dark in My Life
Believe in Me
Black Rose
-Members-
Flavio Cicchetti : Bass (Ex Windrow)
Filippo Martini : Drums (Aeternum,ex lead free, ex Lead Lightning) Giuseppe Longo: Guitars (Timestorm, Ex-Razing Storm, Ex-Windrow) Francesco Menale: Guitars (Last prototype, Eyelash, Ex-Mesosphera) Alessandro Bernabei: Keyboards
Antonella della Monica: Vocals
Claudio Vattone: Vocals (Ex-Edenslave, Ex Razing Storm, Ex-Timestorm).
MASTRANGELUS
MASTRANGELUS
Dopo i festeggiamenti della prima band è il momento di Mastrangelus ( Gianluca Mastrangelo) suo nuovo progetto in parallelo con Vivaldi Metal Project ma già lo abbiamo visto con I De La Muerte con all’appello musicisti di alto spessore. Entra sicuro di se dialoga con il pubblico è un narratore più che uno show di una band è una vera è propria opera in stile Avantasia/Ayreon per intenderci. Sguardo fisso concentrato già nelle prime note di Fire in The Sky mi ha sorpreso l’uso del Violoncello con Basile un vero artista eccentrico il brano la mano decisa di Mastrangelo come un direttore d’orchestra, Dance For Me sullo stile a metà fra Symphony X ed Avantasia. You And I prova vocale eccelsa come un angelo caduto che si rialza guarda nel cielo e cattura il pubblico un bellissima ballad. La più sperimentale Nightmare dove la gente s’inizia a muovere e a fare headbanging qui il singer passa dal pulito al growl. C’è poi Cry of the Loneliness tipico brano in stile Kamelot periodo Haven e ricordandomi i lavori di Jorn Lande grande plauso per la vocalist Arianna Marciano che riempie il brano con il suo carisma e la sua voce. Non stò a dire ma c’è plauso per tutti i musicisti chitarre e basso parliamo di gente di alto livello Marko Pavic , Dino Fiorenza. C’è poi secondo me uno dei miei brani preferiti dell’intero show King And Slave invece di Mark Boals ad accompagnare Mastrangelo c’è Frank Marino alla voce che secondo me dà una prova superlativa siamo ai livelli del periodo d’oro di John Lynn Turner quel hard rock aor che ci piace veramente tanto di buona fattura e ben fatto, dove alla fine raggiungono un connubio di note altissime con chiusura in growl di Mastrangelo. C’è anche un tributo a Malmsteen con Far Beyond the Sun e
Somewhere brano che riprende il periodo del GuitarHero qui la fanno da padrone John Macaluso alle pelli,Dino Fiorenza al basso Luca Montella alle chitarre e Mistheria alle tastiere un nome una garanzia suona insieme a Mr. Bruce Dickinson in quel capolavoro chiamato The Mandrake Project . Q uesti due brani e il secondo soprattutto dove Mastrangelo sembra il singer del gruppo di Malmsteen dei tempi d’oro chi ha detto Jeff Scott Soto e’ veramente delizia per le orecchie per i palati più sopraffini. Abbiamo prima della chiusura due brani dal Vivaldi Metal Project il soprano Kate Nord insieme ad Arianna Marciano con Mastrangelo e gli altri guest aprono le porte del paradiso della musica forse un segnale di speranza che in Italia abbiamo musica di qualità e forse ce lo stiamo dimenticando. Io di mio amo generi più cupi e barocchi anche sperimentali e più tendenti al black operetta oppure la Swedish Death Svedese ma non sono rimasto insensibile a tanta dedizione, passione e bravura che hanno questi musicisti ed anche il pubblico se n’è accorto. Chiude lo show una delicata A New Begin teatrale ed introspettiva ed allo stesso tempo potente, dove il narratore Mastrangelo apre il suo cuore alla musica fra la delizia del violoncello di Basile la chitarre imperiose di Pavic e Montella la batteria come martelli del destino di Valerio Manca e le Tastiere di Mistheria vero cardine del brano che avvolge con la melodia il brano. Lo scroscio di applausi è meritatissimo che chiude uno show veramente di alto livello dove il pubblico è rimasto contento anche se secondo me chi è uscito fuori dopo il primo gruppo secondo me ha sbagliato perchè si è perso un’esibizione che è rimasta nel cuore soprattutto per me veramente bravi, promossi parola di Fabio Berserk.