Alchem

Bloody Rose

La storia degli Alchem affonda le sue radici nel 1998, quando il nucleo originario, fondato da Annalisa Belli e Pierpaolo Capuano, mosse i primi passi a Roma con il nome di Acidaluna. Nel 2000 la band adottò definitivamente il nome Alchem, segnando l’inizio ufficiale del progetto nella forma artistica che conosciamo oggi.

L’immaginario della band nasce da suggestioni molteplici, che si sviluppano nel susseguirsi dei brani e trasformano ogni lavoro in un viaggio poliedrico. Musica, graphic art e arti visive si intrecciano così in un’unica dimensione espressiva.Gli Alchem esplorano territori oscuri e inquieti, affini per sensibilità e atmosfere a realtà come Ponte del Diavolo e Messa, pur conservando un’identità ben definita. La loro proposta si colloca nel dark progressive: una miscela in cui la componente progressiva incontra pesanti innesti heavy metal e sonorità alternative, tra rock e metal. Nei passaggi più aggressivi emergono ritmiche serrate e perfino sfumature thrash, a conferma di una scrittura tutt’altro che prevedibile.

Questa varietà trova una delle sue espressioni più intriganti nell’uso del sax in La strega davanti al mio specchio. La scelta richiama alcune soluzioni progressive dei King Crimson, in particolare quelle di 21st Century Schizoid Man, e aggiunge un’ulteriore sfumatura a un tessuto sonoro già ricco di contaminazioni e suggestioni oscure.Il talento dei musicisti è evidente, ma una menzione particolare spetta alla cantante Annalisa Belli, conosciuta come Lisa. La sua voce ha un timbro personale e immediatamente riconoscibile, perfettamente inserito nelle atmosfere cupe della band.

Colpisce soprattutto la notevole estensione vocale, che le permette di muoversi con naturalezza tra registri diversi e dimostra una duttilità non comune. In alcuni momenti il suo approccio richiama l’energia e il carattere di Skin; quando raggiunge le tonalità più alte, invece, il paragone con Kate Bush nasce spontaneo, pur filtrato attraverso una sensibilità più metallica e oscura.Bloody Rose si sviluppa prevalentemente attraverso strutture progressive, lasciando ampio spazio a composizioni articolate e frequenti cambi di atmosfera. L’opener All My Sins, una lunga suite di circa dodici minuti, è un significativo biglietto da visita per entrare nell’universo sonoro del gruppo.

Accanto a questa composizione trovano spazio episodi più brevi, come la title track Bloody Rose, l’oscura The Moon e la conclusiva Come un film in bianco e nero. Le differenze di durata e costruzione non interrompono la continuità del disco; al contrario, alimentano un percorso unitario in cui oscurità, tensione e suggestioni psichedeliche si alternano senza perdere il filo conduttore.In particolare, gli arrangiamenti di The Moon richiamano alcune vocalità di Ian Anderson, il “pifferaio matto” dei Jethro Tull.

Il risultato è un lavoro che non si limita a proporre una sequenza di brani, ma invita l’ascoltatore a immergersi in un mondo sonoro dalla forte personalità. Qui le contaminazioni diventano parte integrante di un’identità artistica precisa. È un viaggio che richiede attenzione e che trova proprio nella sua natura sfaccettata uno degli aspetti più interessanti.In conclusione, Bloody Rose, pur muovendosi entro coordinate stilistiche riconoscibili, rivela una ricchezza compositiva tutt’altro che scontata. È il frutto della visione della fondatrice Annalisa Belli e del contributo di Pierpaolo Capuano.Al termine dell’ascolto resta una sensazione di appagamento, insieme al desiderio di rimanere ancora immersi nelle atmosfere oscure, ipnotiche e talvolta psichedeliche che gli Alchem hanno costruito con grande cura.

Perché, quando un disco riesce a trascinarti nel proprio mondo, arrivare all’ultima nota non significa necessariamente essere pronti a lasciarlo andare.

Stefano Bonelli

TRACKLIST & FEATURING:

Alessandro Verginelli  guitar solo “Deception” – “Alembic”
Daniele Capuano – piano and keyboards “Deception”
Alessandra Bersiani – flute “Deception” – “Shadows”
Alessandra Bizzarri – narrator voice “Deception”
Daniela Mazzocchi – shamanic drum “The Moon”
Enzo Torrano – hammond organ “In my Loneliness”
Pasquale De Luca – saxophone “La Strega davanti al mio specchio”
Fabrizio “Ceko” Felici – technical support

TRACKLIST:

All my Sins
Drops (Alone in the Crowd)
Star of the Sea
Footsteps
Voices
Over the rain
Shadows
Alembic
Bloody Rose
La Strega davanti al mio specchio
In my Loneliness
The Moon
Deception
Come un film in bianco e nero

LINEUP:

Annalisa Belli – voice, melodies, lyrics, piano
Pierpaolo Capuano – guitars
Paolo Tempesta – bass, guitars, synth, vst drums