FOGHAT
RELEASE THE VIDEO FOR “IT HURTS ME TOO, ”THE SECOND SINGLE FROM ‘LIVE & LOUD ACROSS THE U.S.A.’ SET FOR RELEASE OCTOBER 30
18 settembre 2026 – Il cantante e chitarrista dei FOGHAT, Scott Holt, è protagonista della commovente reinterpretazione del classico blues di Elmore James, “It Hurts Me Too”, il secondo singolo pubblicato oggi tratto dal prossimo triplo vinile LIVE & LOUD ACROSS THE U.S.A.
Il singolo anticipa l’uscita dell’album, prevista per il 30 ottobre su Foghat Records, distribuito da Select-O-Hits, una divisione di Sun Records. Il video è disponibile sulla pagina YouTube ufficiale della band QUI ed è disponibile su tutte le piattaforme digitali QUI. L’album può essere preordinato QUI: sarà venduto come doppio vinile dorato, insieme a un terzo vinile rosso in omaggio (oltre a un doppio CD) che includerà una riedizione del disco “SHAKEN & STIRRED” degli Earl & the Agitators (alias FOGHAT), uno dei preferiti dai fan (prodotto, mixato e masterizzato dal chitarrista Bryan Bassett), che fino ad ora non era mai stato disponibile su vinile.
Registrato dal vivo nel 2024, “It Hurts Me Too” vede i FOGHAT tornare alle profonde radici blues su cui la band si è fondata fin dai tempi dei Savoy Brown. Scritta da Hudson Whittaker, la canzone fu registrata per la prima volta da Tampa Red nel 1940 e successivamente immortalata dal grande Elmore James. Il brano ha attraversato generazioni di musicisti blues e, nelle mani dei FOGHAT, diventa qualcosa di immediato, grezzo e profondamente personale. Scott non si limita a cantare il blues, ma entra nel cuore della canzone e fa sì che ogni parola, ogni nota e ogni silenzio contino.
«Questo è il tipo di canzone che Scott è nato per cantare», afferma Roger Earl, batterista fondatore dei FOGHAT. «Lui non si limita a suonare il blues; ne comprende le origini e le emozioni che dovrebbe trasmettere. Ogni sera che suoniamo questa canzone, lui ci trasporta in un luogo diverso. Sono seduto dietro di lui ad ascoltarlo e mi vengono ancora i brividi». È il seguito del primo singolo dell’album, “My Babe”, pubblicato il 14 agosto su tutte le piattaforme digitali QUI. Il video è disponibile sulla pagina YouTube ufficiale della band QUI.
È già possibile preordinare una quantità limitata di copie numerate e autografate di LIVE & LOUD ACROSS THE U.S.A. su TalkShop.Live. Il 13 agosto, Roger Earl, Scott Holt e Jason Peverett (figlio di Lonesome Dave), insieme ad alcuni fan selezionati, sono apparsi sul Rock & Roll Channel del sito con il loro caro amico e conduttore Steve Harkins per una discussione approfondita su questa nuova uscita e sulla leggendaria carriera della band.
Come racconta Scott Holt, ha scoperto per la prima volta “It Hurts Me Too” grazie a Junior Wells durante la sua lunga collaborazione come chitarrista con la leggenda del blues Buddy Guy, che lo prese sotto la sua ala protettrice quando era un giovane musicista. Ha trascorso oltre un decennio in tour e in studio con Buddy, ricevendo una straordinaria formazione musicale (e di vita). Ha viaggiato in tutto il mondo e suonato sul palco con grandi nomi come Eric Clapton, Carlos Santana, B.B. King, John Lee Hooker, Willie Dixon, David Bowie, i Double Trouble e molti altri. Ha anche suonato nell’album di Buddy Guy vincitore di un Grammy®, *SLIPPIN’ IN*, e ha poi affermato il proprio stile attraverso sette album da solista e decenni di esibizioni dal vivo.
«Buddy mi ha insegnato che il blues deve essere sincero», dice Holt. «Puoi imparare le note, ma se non ci metti sentimento, il pubblico se ne accorge. “It Hurts Me Too” non ti lascia scampo. Devi entrare in quella storia e dire la verità». Il percorso di Scott Holt verso i FOGHAT non è stato una sostituzione improvvisata né un tentativo di ricreare il passato. Tutto è iniziato nel 2014, quando Roger Earl, il chitarrista Bryan Bassett e il compianto Craig MacGregor hanno incontrato Scott per la prima volta e lo hanno invitato nel loro studio, il Boogie Motel South, per aiutarli a scrivere un paio di canzoni per il loro prossimo album, *UNDER THE INFLUENCE*. La chimica è stata immediata e hanno finito per scrivere circa 17 canzoni! Nel giro di un paio d’anni, dopo un’inaspettata sessione di registrazione con gli studenti del Dark Horse Institute di Franklin, nel Tennessee, questi quattro musicisti si ritrovarono con abbastanza materiale nuovo per un album completo. Dopo aver bevuto un paio di bottiglie di Cabernet Sauvignon della Foghat Cellars, Bryan Bassett battezzò questa nuova avventura “Earl & the Agitators” e nel 2018 pubblicarono un disco intitolato SHAKEN & STIRRED con questo nuovo nome.
Quando il cantante di lunga data Charlie Huhn si ritirò nel 2022, Scott fu la scelta naturale per prendere il suo posto. Conosceva già i musicisti, la musica e lo spirito della band, poiché faceva parte della famiglia FOGHAT da anni. Il suo arrivo come cantante dei FOGHAT, insieme al suo background blues, ha anche chiuso il cerchio della storia musicale della band. I FOGHAT nacquero nel 1971 quando Roger Earl e “Lonesome” Dave Peverett lasciarono i Savoy Brown per seguire la propria strada, prendendo il blues che amavano e trasformandolo in qualcosa di più forte, più grintoso e inconfondibilmente loro. Più di cinque decenni dopo, la vita di Scott, profondamente radicata nel blues, ha ricollegato i FOGHAT a quelle prime radici, contribuendo al contempo a portare avanti la band.
I Foghat non sono mai stati un pezzo da museo. Sono una band viva e attiva. Il batterista fondatore Roger Earl ne rimane il cuore e, insieme a Scott, è affiancato dal chitarrista solista e slide di lunga data Bryan Bassett, che dal 1999 non è solo un membro della band, ma anche il suo produttore e tecnico del suono (e che aveva suonato con “Lonesome” Dave Peverett per molti anni prima di allora), insieme al bassista e cantante Rodney O’Quinn, entrato a far parte della formazione nel 2015 dopo essere stato scelto personalmente dal bassista di lunga data Craig MacGregor, scomparso purtroppo nel 2018.
«Una band è più di un elenco di nomi relativi a un determinato momento nel tempo», afferma Earl. «È la musica, la storia, le persone che l’hanno portata avanti e il legame che abbiamo ancora con i fan ogni sera. Bryan, Scott e Rodney non stanno fingendo di essere qualcun altro. Ognuno di loro ha portato la propria storia, il proprio talento e il proprio cuore nei Foghat, e questa band sta suonando con la stessa passione di SEMPRE».
Stesso nome, musicisti diversi, stesso spirito. Un’unica storia che continua. È tutta una questione di musica! Non si tratta di una storia secondaria senza collegamenti. Fa parte dello stesso percorso musicale: amici di lunga data che scoprono una forte intesa, scrivono e registrano insieme e, alla fine, diventano i FOGHAT che ascoltiamo oggi.





